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GP Abu Dhabi: la Safety Car della discordia

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Il GP di Abu Dhabi è vinto dalla Red Bull e perso dalla Mercedes…e dalla Safety Car. O meglio: lo ha perso la FIA, autrice di un vero e proprio pasticcio regolamentare. Nel finale della gara che è valsa il mondiale, la direzione gara di Michael Masi ha fatto un gran casino con i doppiati, suscitando l’ira di Toto Wolff che ha sporto reclamo subito dopo, con tanto di avvocato. In questo articolo, cercheremo di sbrogliare la matassa.


Gp Abu Dhabi: respinto il (doppio) ricorso Mercedes


GP Abu Dhabi: cosa dice il regolamento della Safety Car?

Il casus belli sta nell’applicazione di due norme: gli articoli 48.12 e 48.8 del regolamento sportivo. Il primo dice che in regime di Safety Car, le vetture doppiate possono recuperare il giro. Ma questo non succede sempre: il secondo articolo infatti dice che il direttore di gara ha l’ultima parola sulla possibilità che ciò avvenga. Se ci sono le condizioni di sicurezza, da l’OK ai doppiati per superare e tornare a pieni giri. Ma se vede che non è abbastanza sicuro, non da il nulla osta per farlo. I piloti sono avvisati tramite un messaggio che compare sul cruscotto. Nel caso specifico, Michael Masi aveva dato inizialmente l’istruzione ai driver di non sdoppiarsi, per poi ripensarci subito dopo. Quando è arrivato il dietrofront, mancavano meno di due giri al termine, ragion per cui Masi ha dato l’ordine a Bernd Maylander di riportare in pit lane la vettura di sicurezza. Questo non ha dato tempo a tutti i doppiati di recuperare il giro, cosa prevista dalla norma 48.12. Ed è questa la cosa che ha fatto arrabbiare la Mercedes, al punto di spingerla a sporgere reclamo: perché si sono sdoppiati soltanto quei quattro piloti che separavano Hamilton da Verstappen? E a proposito di Max…

Il sorpasso non sorpasso

L’altro motivo del contendere tra la Mercedes e la direzione gara riguarda proprio la condotta dell’olandese. Poco prima del restart, Hamilton ha rallentato il gruppo fin quasi a fermarsi, e Max lo ha affiancato. Il team di Brackley ha sostenuto che l’olandese avesse superato l’inglese in regime di neutralizzazione, cosa vietata dal già citato articolo 48.8 del regolamento sportivo. Ma le immagini TV hanno mostrato una manovra certamente al limite, ma mai irregolare. Infatti, la direzione gara ha respinto il reclamo dopo appena mezz’ora, e la Mercedes non intende ricorrere per questa storia. Il vero problema sta nella gestione dei doppiati, dove emerge un chiaro vizio di forma. Ma si tratta di un vicolo cieco, perché non ci sono precedenti, ed un’eventuale annullamento dei risultati non cambierebbe l’esito del campionato. Infine, ci sarebbe da obiettare sulla condotta di Hamilton, che ha rallentato troppo in regime di neutralizzazione: è una manovra vietata dal regolamento, per motivi di sicurezza. Ma preferiamo fermarci qui, perché non vogliamo gettare ulteriore benzina sul fuoco.


Lewis Hamilton “ha chiesto a Toto Wolff di ritirare le proteste”


Immagine in evidenza di Mercedes AMG Formula One Team, per gentile concessione

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Riccardo Trullo
Aspirante giornalista sportivo e membro orgoglioso della famiglia Periodicodaily. La mia specialità è il motorsport, in particolare la MotoGP ed il panorama americano di NASCAR, IndyCar, IMSA. Non disdegno la F1, campionato che seguo da una vita. E già che ci sono, butto un occhio nel settore delle auto di serie.

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