L’Audi Revolut F1 Team si prepara ad affrontare il Gran Premio del Giappone 2026 sullo storico tracciato di Suzuka, terzo appuntamento della stagione e banco di prova importante per misurare la crescita della squadra in un centro gruppo sempre più compatto e competitivo.
Dopo una settimana lontano dalla pista in seguito alla gara di Shanghai, il lavoro si è concentrato soprattutto dietro le quinte, con il team impegnato ad approfondire la conoscenza della nuova generazione di monoposto. Un percorso di apprendimento continuo che accompagna la squadra in questa fase iniziale del campionato e che ora si confronta con una delle piste più tecniche e selettive dell’intero calendario.
Suzuka rappresenta infatti una sfida particolare: è un circuito che non concede margini d’errore, dove precisione, continuità e pulizia nell’esecuzione del weekend possono fare la differenza. Proprio su questo aspetto si concentra l’attenzione del team in vista della trasferta giapponese, con l’obiettivo di trasformare i segnali incoraggianti mostrati nelle prime due gare in un risultato più concreto.
A sottolinearlo è Mattia Binotto, Head of Audi F1 Project, che indica nella qualità dell’esecuzione uno dei temi centrali di questa fase del campionato. Secondo Binotto, con il passare delle gare tutte le squadre stanno iniziando a comprendere meglio le nuove vetture e questo rende i margini sempre più ridotti. I primi due appuntamenti hanno mostrato aspetti incoraggianti sul piano del passo, ma anche aree in cui la squadra sa di dover ancora migliorare, sia in termini di prestazione pura sia nella gestione complessiva del fine settimana.
Un punto importante riguarda anche l’affidabilità. Il team ha infatti dedicato tempo specifico all’analisi dei problemi tecnici emersi in precedenza, lavorando per evitare che possano ripetersi e per mettere entrambe le vetture nelle condizioni di completare la gara senza interruzioni. In questo senso, Suzuka diventa un passaggio significativo non solo sul piano sportivo, ma anche nella costruzione della solidità complessiva del progetto.
Nico Hülkenberg, al volante della vettura numero 27, descrive Suzuka come una pista sempre speciale, tanto esigente quanto appagante quando si riesce a interpretarla correttamente. Il pilota tedesco riconosce che le prime due gare hanno lasciato sensazioni contrastanti: da una parte segnali positivi, dall’altra opportunità non sfruttate al meglio. L’obiettivo per il Giappone è dunque quello di mettere insieme tutti gli elementi, disputando un weekend pulito e cercando di massimizzare il potenziale della vettura. Hülkenberg sottolinea anche il valore dell’atmosfera del GP del Giappone, da sempre uno degli eventi più particolari della stagione grazie al calore e alla passione dei tifosi locali.
Grande attesa anche per Gabriel Bortoleto, che sulla monoposto numero 5 si appresta a vivere un altro passaggio importante del proprio percorso. Il brasiliano guarda con entusiasmo al ritorno a Suzuka, una pista che considera tra le sue preferite e che aveva già avuto modo di apprezzare nella scorsa stagione. Dopo la delusione per l’assenza a Shanghai, Bortoleto evidenzia il lavoro svolto dalla squadra per evitare il ripetersi del problema che lo aveva fermato e per cercare di estrarre qualcosa in più dalla macchina in vista del weekend giapponese. Secondo il giovane pilota, le gare in Australia e Cina hanno mostrato una base positiva, e ora il compito sarà quello di svilupparla e sfruttare ogni occasione disponibile.
Il quadro che emerge alla vigilia del Gran Premio del Giappone è quindi quello di una squadra in fase di costruzione, consapevole dei propri progressi ma anche dei margini ancora da colmare. In un campionato in cui il centro gruppo si annuncia combattutissimo, la capacità di evitare errori, risolvere i problemi di affidabilità e capitalizzare ogni sessione potrebbe rivelarsi decisiva.
Per l’Audi Revolut F1 Team, Suzuka non sarà soltanto la terza gara della stagione, ma anche un test di maturità su una pista iconica, dove il livello di difficoltà tecnica e mentale costringe tutti a dare il massimo. La direzione è chiara: continuare a crescere, imparare e trasformare il potenziale intravisto nelle prime uscite in un risultato pieno.

