emilia romagna gara moto3

Che gara la Moto3 del GP dell’Emilia Romagna! La classe minore regala un finale al cardiopalma, con tanto di arrivo in volata. Ed a spuntarla è un Romano Fenati ritrovato, che batte Celestino Vietti sul filo di lana. “Fenny Five” non vinceva dalla scorsa stagione, e pone fine ad un periodo buio in cui non ha conquistato nemmeno una top five. Vietti finisce secondo dopo aver condotto per gran parte della corsa, salvo poi perdere la vittoria all’ultimo.

Completa il podio il giapponese Ai Ogura, che precede al traguardo Albert Arenas. Lo spagnolo del Team Aspar mantiene la leadership del mondiale piloti, ma il vantaggio sul giapponese è evaporato: i primi due sono separati da appena due punti. Il campionato è più aperto che mai.

Chiude la top five Jaume Masia, a lungo in lotta per il successo ma che paga la sua troppa aggressività. Il pilota Leopard Racing precede al traguardo il polesitter Raul Fernandez, Deniz Oncu, Andrea Migno e John McPhee, che completa la top ten. Lo scozzese, partito 21esimo, perde punti in campionato da Arenas e Ogura: sono 21 i punti di distacco dal leader.

Delude Tony Arbolino, in lotta per la vittoria nelle fasi iniziali per poi perdere terreno. E’ 12esimo alla bandiera a scacchi. Stefano Nepa conclude in 14esima posizione, ultimo degli italiani a punti. Niccolò Antonelli è 18esimo, Riccardo Rossi 22esimo. Non finisce la corsa Dennis Foggia, caduto nel corso del settimo giro causa un contatto con Jeremy Alcoba.

GP Emilia Romagna, la cronaca della gara Moto3

Raul Fernandez scatta davanti a tutti sfruttando bene la pole. Arbolino e Arenas dietro di lui, ed in bagarre con lo spagnolo. Tony e Raul si scambiano le posizioni nel corso delle prime due tornate, con il leader del mondiale deciso più che mai a rimanere nelle prime posizioni.

Arbolino e Fernandez perdono posizioni nel corso delle prime tornate, mentre rinvengono su Vietti e Masia. Fenati e Foggia sono anche della partita, mentre Migno perde terreno nonostante una buona partenza.

Darryn Binder è autore di una rimonta delle sue, che lo porta ad arrivare ottavo dopo sette giri. McPhee e Ogura sono ancora dietro, ma il gruppo rimane compatto.

Vietti prende la testa della corsa al nono giro, superando Arenas nel tratto veloce. Si unisce alla festa anche Masia, che ingaggia un duello con il portacolori VR46.

Finisce la gara di Dennis Foggia, che in curva 5 va in contatto con Alcoba. L’episodio finisce sotto la lente d’ingrandimento della direzione gara, ma senza provvedimenti di nessun tipo.

Il ritmo ad inizio gara è indiavolato, con tempi che vanno sul 42 basso. Ma nei giri finali cambia la musica: i primi provano a fare selezione sugli inseguitori, ma senza successo. L’accendersi delle bagarre porta a diversi episodi che cambiano la classifica.

Uno di questi è il contatto tra Gabriel Rodrigo e Vietti, per la prima posizione. L’argentino del Team Gresini prova ad infilare “Celin” alla staccata della Quercia, ma colpisce la ruota posteriore del numero 13 rischiando di cadere. Rodrigo perde diverse posizioni.

Un giro più tardi, Arenas affianca Fenati all’esterno alla staccata del Carro, ma Romano non lo vede e chiude la porta. Lo spagnolo finisce largo e perde terreno, giocandosi le chance di vittoria. E si fa rimontare da Ogura, che arriva a lottare per il podio!

Nello stesso frangente, Binder inchioda per evitare il contatto. Il posteriore va di traverso, ed il tutto finisce con un highside. Il sudafricano lascia la gara decisamente dolorante.

Gli ultimi quattro giri sono un continuo di sorpassi e contro sorpassi. L’esito all’ultima tornata, quando Fenati sorpassa Vietti e Arenas nel tratto veloce, con Ogura che passa lo spagnolo sfruttando la scia. Celestino non trova il posto per replicare, lasciando la vittoria al numero 55. I primi dieci sono racchiusi in poco più di un secondo di distacco.

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