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Il GP del Portogallo, ultima gara del mondiale MotoGP 2020, ha un profeta in patria. Miguel Oliveira parte dalla pole, comanda dal primo all’ultimo giro, e vince per distacco. Il portacolori KTM Tech 3 mette sul campo un ritmo indiavolato, irraggiungibile per tutti. Non ci sono parole per descrivere una prestazione così magistrale: Miguel è alla sua seconda vittoria dell’anno, dopo il clamoroso successo della scorsa estate in Stiria.

Franco Morbidelli ritorna ancora sul podio, confermando il suo stato di forma. Il romano si ritrova di nuovo in lotta con Jack Miller, suo rivale già nella scorsa gara di Valencia. I due si ritrovano tutta la gara a distanza ravvicinata, con “Jackass” che ha qualche centesimo nel taschino in più del “Morbido”. Ma l’esito finale è diverso: all’ultimo giro, Miller sorpassa Morbidelli, conquistando il secondo posto in gara. Poco male per Franky, che si laurea vice campione.

Pol Espargaro parte dalla nona piazza in griglia, parte bene, sorpassa, e finisce al quarto posto la sua ultima gara con la KTM. Grande battaglia per la quinta posizione, fatta di sorpassi e staccate al limite. Takaaki Nakagami batte in volata Andrea Dovizioso, che finisce la sua ultima stagione in Ducati con una nota alta. Ottime prova di Stefan Bradl, settimo, a precedere l’Aprilia di Aleix Espargaro. Alex Marquez e Johann Zarco completano la top ten. Per il francese di Avintia si tratta di una gara “a gambero”, fatta di un avvio in top five e di un crollo verticale.

Gara da incubo per le Yamaha ufficiali, e per le Suzuki. Fabio Quartararo finisce al 14esimo posto, debilitato da quella che sembra essere una sindrome compartimentale. “El Diablo” finisce subito dietro Maverick Vinales e Valentino Rossi, alla sua ultima gara con la squadra Factory. Quindicesimo un irriconoscibile Alex Rins, mentre il campione del mondo Joan Mir si ritira per un problema tecnico sulla sua Suzuki GSX-RR.

GP Portogallo gara MotoGP: chi vince il mondiale costruttori?

Alla vigilia della corsa di Portimao, la Suzuki e la Ducati sono a pari punti nel mondiale costruttori, con 201 punti a testa. Il calcolo è semplice: se la Ducati più veloce si piazza davanti alla prima Suzuki, la casa bolognese vince la coppa riservata alle case. Altrimenti, Hamamatsu si mette in bacheca il secondo trofeo del 2020, dopo il mondiale piloti.

L’esito della gara, però, sorride a Borgo Panigale. Miller lotta per il podio con Morbidelli, Dovizioso e Zarco sono in top ten. Le Suzuki, invece, capitolano. Tra Rins e Mir, la casa nipponica ottiene un solo punto iridato, permettendo alla Ducati di conquistare il primo titolo mondiale dal 2007.

Arrivederci al 2021.

Classifica di gara

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