gp spagna aston martin
Sebastian Vettel, Aston Martin AMR21, leaves the garage

Al GP di Spagna, Aston Martin corre per riscattarsi. Dopo le prime tre prove, il piatto di Sebastian Vettel e Lance Stroll piange, con appena 9 punti in campionato e tante aspettative deluse. Sembrano lontani i fasti della vecchia Racing Point, ma non tutto è perduto. Al di là delle polemiche contro la FIA, più strumentali che fondate, la scuderia diretta da Otmar Szafnauer sta lavorando per risistemare una monoposto che in questo momento non è al top. Ecco che cosa ha riserbo il reparto tecnico della verdona.


Aston Martin-FIA: continua la protesta del team inglese


Gp Spagna: cosa c’è di nuovo sull’Aston Martin?

Sulle AMR21 sono ricomparsi i deviatori di flusso nella zona della “Z” del fondo piatto. Abbiamo detto ricomparsi perché questa soluzione si era già vista in Portogallo, ma solo sulla vettura di Lance Stroll. Aston aveva realizzato un solo esemplare del pezzo, ed è stato affidato al canadese essendo più avanti in classifica rispetto a Sebastian Vettel. Al Montmelo anche Seb ha avuto il nuovo componente, che evidentemente ha dato riscontri positivi. Alla già complessa architettura della zona si aggiunge una valva che si va ad attaccare alla conchiglie già presenti, associandole al flap a forma di L. Si tratta di un deviatore di flusso, che convoglia l’aria oltre la ruota posteriore, per poi farla rientrare verso il diffusore generando carico extra.

Le ragioni delle difficoltà

Ma cosa c’è che non va sulle Aston Martin? La sensazione è che il team che ha sede a Silverstone non abbiano preso la direzione giusta per lo sviluppo della macchina. Erano partiti dai concetti della Mercedes, e va bene, ma hanno esagerato nella loro estremizzazione, cosa che ha avuto l’effetto contrario. Forse sarebbe il caso di fare un passo indietro, semplificando il progetto e partendo da basi solide. Tra le altre cose, si nota come rispetto alla Stella Aston abbia ingrandito gli sfoghi d’aria, per cercare di risolvere i problemi di raffreddamento della Power Unit. È la prova dell’estremizzazione eccessiva del progetto, specie se si considera che problemi di raffreddamento Mercedes non ne ha mai avuti. E non ne ha nemmeno la McLaren, che adotta lo stesso sei cilindri della scuderia anglo-canadese.

Immagine in evidenza di Aston Martin Formula One Team, per gentile concessione

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