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GP Stiria: una MotoGP nel segno di Martin

Il Red Bull Ring ritorna un feudo Ducati, ma non è una Factory. Jorge Martin porta la Desmosedici Pramac in cima alla MotoGP in quel del GP di Stiria. Al termine di una gara difficile ed estenuante, “Martinator” sfianca Joan Mir e vince per la prima volta in carriera. Mir riporta la Suzuki sul podio, così come Fabio Quartararo fa lo stesso con la Yamaha, sul suo circuito peggiore. Tracolla un po’ la Ducati ufficiale, undicesima con Pecco Bagnaia e fuori gara con Jack Miller. Brad Binder salva l’onore della KTM sul circuito di casa, giungendo quarto. Takaaki Nakagami, Johann Zarco, Alex Rins, Marc Marquez e Daniel Pedrosa chiudono la top ten.


GP Stiria, qualifiche MotoGP: Martin imperatore d’Austria


GP Stiria MotoGP: cosa succede in gara?

La corsa vede due partenze. Nella prima Bagnaia brucia il poleman Martin, così come Mir sopravanza Quartararo. Si consuma la lotta tra i due e Marc Marquez, che alla prima curva compie un’entrata assassina su Aleix Espargaro. Al giro successivo, il disastro: Pedrosa perde l’anteriore in curva 3, e cade. La KTM rimane sulla pista, venendo centrata da Lorenzo Savadori. Due moto distrutte, tanto fuoco ed il cesenate dell’Aprilia finito al centro medico con un forte shock ed una caviglia gonfia. Bandiera rossa.

Prima del restart, si consuma il suicidio sportivo di Bagnaia, che monta la gomma dura all’anteriore anziché la media. La strategia non paga, e al secondo via il torinese precipita fuori dalla top ten, dalla quale non risalirà più (Pecco in realtà conclude nono al traguardo ma viene retrocesso 11esimo per track limits all’ultimo giro). Martin azzecca un’altra bella partenza mentre Marquez rischia un altro strike con Espargaro e anche con Quartararo. Il leader del mondiale tiene a bada Miller per il terzo posto. L’australiano spinge come un dannato per stare dietro al nizzardo, ma a sette giri dalla fine perde l’anteriore e vola fuori. Là davanti, Mir corre come un pazzo per restare attaccato a Martin, che gira costante e non sbaglia nulla. Il campione del mondo è al limite, tanto che commette un paio di sbavature che gli fanno perdere tempo. La classifica non cambia più fino al traguardo. È festa grande in casa Pramac, per un successo tanto sognato quanto inaspettato.

A Vinales e KTM va tutto storto

Maverick Vinales vive un vero incubo. Al secondo via si spegne la sua Yamaha, e deve partire dalla pit lane. Nella foga di recuperare va troppe volte sul verde e si becca un long lap penalty. Finisce nelle retrovie, senza alcuna possibilità di rimontare. Sulla pista di casa, KTM incassa un’amara sconfitta. Brad Binder salva un po’ la situazione con la quarta piazza, idem Pedrosa che con il decimo posto dimostra di essere niente affatto arrugginito. Ma il caposquadra Miguel Oliveira non vede la bandiera a scacchi, dopo che un’improvviso problema tecnico lo obbliga ad un rientro precoce ai box. Tredicesima posizione per Valentino Rossi, in quella che è la prima tappa del “Farewell Tour” che lo porterà al ritiro a fine stagione.

Immagine in evidenza di Red Bull Content Pool, per gentile concessione