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I dispositivi di partenza assistita – o holeshot device se vi piace a giocare con la lingua inglese – sono da vietare? Se lo chiede Alex Hofmann, ex pilota MotoGP ed oggi commentatore TV per la rete tedesca Servus. Secondo Hofmann, i sistemi che oggi s’impiegano per facilitare gli start potrebbero essere pericolosi, in quanto non sempre efficaci. Inoltre, si chiede se questi sistemi abbiano una qualche utilità per la produzione di serie, giustificando i costi di sviluppo. In attesa che qualcosa si muova dal punto di vista politico, vediamo di approfondire l’argomento.

Perché gli holeshot device della MotoGP non piacciono ad Alex Hofmann?

Nel suo lavoro di commentatore TV, Hofmann ha avuto occasione di guardare da vicino i test che si sono svolti in Qatar. In quella occasione, l’ex pilota Kawasaki ha notato come in molte occasioni i sistemi comportino degli errori nelle procedure di partenza, con tanto di fumate dalle ruote posteriori. “sembra una gara di dragster“, ha commentato Hofmann con un pizzico d’ironia. Tornando serio, l’ex pilota si chiede se questa situazione non possa tramutarsi in un pericolo in situazione di gara, quando le moto sono tutte fianco a fianco. Va anche detto che finora non è mai successo nulla, ma non vuol dire che non possa accadere in futuro.

Un altro aspetto che fa storcere il naso è l’estetica. Ad Alex non piace vedere le moto che si schiacciano sulla parte posteriore, e non manca di rimarcarlo con una battuta quasi colorita. “Quando acceleri, sembra che qualcuno stia mandando un elicottero che ha preso l’ammortizzatore posteriore“, sottolinea ironicamente in un’intervista a Motorsport-Total. Ma il suo cruccio principale è la sicurezza: quanto può essere rischioso un dispositivo che ti sbaglia lo stacco quando meno te lo aspetti? Inoltre, si chiede se questo aggeggio avrà mai una ricaduta sul prodotto di serie, giustificando gli alti costi di sviluppo necessari per farlo funzionare a dovere.

Holeshot device, presto sulle moto di serie?

La domanda di Alex Hofmann è stata girata da Motorsport-Total a Sebastian Risse, direttore tecnico del programma MotoGP di KTM. Sulla questione di abolire il sistema o no, Risse sostiene che sia soprattutto un problema politico, e finché sarà libero chiunque lo impiegherà. “devo dire che sei costretto a usarlo fintanto che non è vietato e porta un vantaggio“, ha detto Risse, “indipendentemente dal fatto che ti piaccia o no“. Alla domanda se un giorno questi espedienti troveranno spazio nelle moto di produzione, Risse non si è sbilanciato. “Dobbiamo ancora osservare se qualcosa del genere verrà utilizzato nella serie ad un certo punto“, ha detto. “Immagino che possa essere interessante in alcune situazioni“.


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