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Settembre18 , 2021

I segreti del Lille di Galtier

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Il Lille come orami noto a tutti è la squadra campione di Francia per la stagione 20/21. Ha spodestato i campioni e finalisti della passata stagione di Champions League del PSG. Ma quali sono i segreti della squadra guidata da Christophe Galtier? Ecco a voi una guida pratica della squadra francese adatta per conoscere le qualità del mister e dei migliori giocatori del Lille in vista di un mercato estivo in cui tutta Europa andrà pazza per i loro talenti.

Il Lille campione parte da lontano

La vittoria del campionato francese mancava dalla stagione 2010/2011 quando i ragazzi guidati da Rudi Garcia, Eden Hazard e Gervinho trionfarono davanti al primo PSG degli sceicchi e all’allora quasi imbattibile Olimpique Lione. Di quella squadra sono tanti i talenti che poi hanno fatto il giro d’Europa facendo le fortune anche dei club nostrani. È proprio questo il primo punto da cui partire. L’incredibile capacità del Lille di rinnovarsi e di mettere in mostra giocatori che di anno in anno sono poi passati per cifre esorbitanti ai top club europei. Partiamo dal mercato estivo allora. La scorsa estate il club francese vedeva partire direzione Londra, sponda Arsenal, il roccioso difensore Gabriel per circa €25 mln e soprattutto la sua punta di diamante Victor Osimhen. L’attaccante nigeriano è passato per quasi €70 mln al Napoli. Una cifra monstre per il club di DeLa ma che dopo una stagione inizia a dimostrarsi azzeccata per un talento di questo calibro.

Il mercato estivo

La partenza di due pezzi da 90 come Gabriel e Osimhen, sommata a quelle dell’anno precedente di Leao e Nicolas Pepè, il primo al Milan ed il secondo ancora una volta verso i “gunners”, avrebbero dovuto mettere in ginocchio il Lille. Nient’affatto. Infatti alla partenza di un difensore centrale e a quella di un attaccante la dirigenza francese risponde con l’acquisto di un difensore centrale, Sven Botman per €8 mln dall’Ajax, e quella di un attaccante, ovvero il talento canadese David dai belgi del Gent. Il primo, il giovanissimo olandese scuola Ajax, Botman ha praticamente quadruplicato la sua valutazione che attualmente ammonta a €28 mln (fonte Trasfermarkt). Giocando da titolare la stragrande maggioranza delle partite ha messo in mostra una fisicità dominante che legata ad indubbie doti in fase di palleggio ne fanno uno degli astri nascenti del reparto difensivo nel mondo. Jonathan David invece era già in parte conosciuto soprattutto grazie agli elogi pubblici del “compagno di merende” Alfonso Davies con cui è cresciuto nelle rinnovatissime academy canadesi condividendo una grande amicizia.

Uno schieramento “all’italiana”

I due giovani si sono inseriti un ingranaggio già ben oliato, il 442 di mister Galtier. Il tecnico francese, ora cercato da mezza Europa, sviluppa il suo gioco con il più classico degli schemi calcistici. Dalla sua ha però l’ingegno e la bravura di saper far muovere e ruotare i giocatori in base alla fase di gioco e agli avversari che si trova davanti; proprio come nei primissimi progetti di Pirlo quando si presentava al grande pubblico da nuovo allenatore della Juventus. Questo schema gli permette poi di avere un ottima solidità difensiva, non a caso è stata la miglior difesa del campionato.

Si vince ancora con la miglior difesa

La porta era difesa da Mike Maignan ormai ex Lille ed in procinto di firmare per il Milan. Il 25enne francese prima di atterrare a Milano ha vinto per 2 anni di fila il premio come miglior portiere del campionato meritandosi la convocazione per Euro2020 del Ct Deschamps. Davanti a lui la linea a 4 è dominata dal citato Botman e dal capitano e inamovibile Jose Fonte. Il campione d’Europa con il Portogallo 2016 è l’uomo d’esperienza del club. Dotato di carisma e grandissima conoscenza tattica è un punto di riferimento per tutti i giovani emergenti del Lille.

Mike Maignan: un portiere dalla buona prospettiva

Il centrocampo: la vera arma del Lille campione

La vera arma tattica di Galtier però è stata la linea a 4 di centrocampo. Tra Ikone, Bamba e Yazici sulle ali, con Soumare, André e Xeka nel mezzo, e soprattutto grazie al jolly Renato Sanches, è stato capace di adattarsi ad ogni situazione. I centrali sono tutti dotati di buone doti tecniche riuscendo a far girare con maestria la palla in fase di possesso. Senza palla invece la forte componente fisica della squadra permetteva al Lille di pressare con grande intensità gli avversari. Ciò specialmente quando Sanches veniva collocato nel mezzo accanto a Soumare. In alcune partite però, vedi l’ultimo scontro diretto col PSG, all’occorrenza le due linee a 4 erano bravissime a stringersi creando una vera a propria diga davanti all’area di rigore senza lasciare alcun tipo di spazio attaccabile, ne in profondità ne tra le linee.

L’uomo in più: Renato Sanches

Abbiamo citato più volte Renato Sanches e in effetti l’ex baby prodigio portoghese è stato l’uomo scudetto. La sua capacità fisica gli ha permesso di giocare sia nel mezzo che da ala destra quando c’era bisogno di più sostanza in mezzo al campo. Ad essa si aggiunga una capacità sorprendente palla al piede che ne ha fatto uno dei top 3 centrocampisti in campionato per passaggi riusciti con l’88%. Questa capacità di Sanches è ancora più evidente quando si tratta di verticalizzare sia palla a terra che con lanci lunghi. Sulle ali invece abbiamo detto del trio delle meraviglie Ikone, Bamba, Yazici. I tre si sono per forza di cose chiusi spazio a vicenda combinati con il trattato utilizzo di Sanches da ala. Il cammino in Europa League terminato solo dopo la fase a gironi ha però permesso ai tre di alternarsi.

La fantasia della trequarti

Tutti schierati a piede invertito hanno ottime doti balistiche e senso del gol. Se si volesse trovare l’uomo più futuribile forse si potrebbe azzardare il nome del turco Yazici. Mentre gli altri due fanno del fisico e della velocità le doti principiali, ricordando l’ex Pepè, Yazici mette in mostra maggiore qualità palla al piede, sia tramite il dribbling che in fase di ultimo passaggio. La tripletta rifilata al Milan ai gironi di Europa League poi, non poteva che farci entusiasmare per un giocatore del genere. Ce lo ritroveremo, ahinoi, da avversario ai gironi dei prossimi Europei dove in coppia col milanista Calhanoglu potrebbe fare le fortune della selezione turca.

La coppia d’attacco:

David

In attacco i due punti di riferimento sono stati il nuovo acquisto David autore di 13 reti complessive al primo anno in un club di un campionato dei top 5, e Burak Yilmaz. Il canadese classe 2000, ne siamo certi, farà parlare di se. Occhio già da quest’estate ad un suo possibile cambio maglia anche se il Lille potrebbe trattenerlo per la Champions League e in vista dell’esplosione definitiva. David non è ancora tecnicamente al livello dei migliori ma ha una enorme capacità di attaccare la profondità e di farlo con i tempi giusti, somigliando moltissimo in questo particolare all’ex Osimhen. Con 180cm è fisicamente prestante ma il suo gioco si adatta benissimo a quello di un compagno di reparto imponente come Burak Yilmaz. L’autentico dominatore dell’ultimo decennio del campionato turco è passato due stagioni fa ai francesi del Lille.

e Yilmaz

Dopo almeno 5 sessioni di mercato in cui il suo nome è stato accostato a quello della Lazio, Yilmaz potrebbe essere il grande rimpianto dell’era Lotito. Si perché Burak a 35 anni ha trascinato i suoi alla vittoria con 16 reti, alcune delle quali con incredibili gol da fuori. Con 188cm di stazza e un fisico imponente è il classico attaccante di riferimento. Molto abile di testa dà la possibilità ai compagni di cercarlo quando gli avversari alzano la pressione, fungendo da valvola di sfogo e frustrando le corse avversarie. Vi ricordate cosa faceva la Juventus di Allegri con Mandzukic? Se sì avete capito di cosa stiamo parlando. Per i più attenti consigliamo anche uno sguardo al gioco Reina su Milinkovic proposto in questa stagione dalla Lazio di Inzaghi. Burak però non è solo fisico e colpi di testa, anzi! Ciò che davvero l’ha reso un giocatore incredibile nel corso della carriera è la stupefacente capacità palla al piede. Questo tanto con passaggi tra le linee ai compagni di reparto o alle ali che si inseriscono alle spalle, quanto con le rinomate bordate turche. Insomma volendo fare un paragone più che un Lukaku forse Yilmaz ricorda dipiù Edin Dzeko. Anche lui ce lo ritroveremo contro nel girone di Euro2020 insieme al compagno Yazici; se pensiamo di portarci la qualificazione da casa avremo vita breve.

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