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Ottobre19 , 2021

Il pagellone della Serie A 2020/2021

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Si è chiuso il campionato numero 119 della Serie A. Una stagione giocata su ritmi altissimi, con gare ogni tre giorni e terribilmente condizionato dalla pandemia Covid. Eppure come ha detto il presidente Dal Pino “è stato un miracolo riuscire a portare a termine la stagione” ed è tristemente vero.
L’Inter torna a vincere il campionato dopo undici anni. Milan, Atalanta e Juventus volano in Champions mentre il Napoli si accontenta dell’Europa League assieme alla Lazio. La Roma finisce in Conference League e a rimanere con l’amaro in bocca è il Sassuolo. In Serie B scendono Crotone, Parma e Benevento.
Ecco il pagellone della Serie A 2020/2021.

Quali sono i voti del pagellone della Serie A 2020/2021 per le prime quattro?

  • Inter 9+: finalmente una gioia per il popolo nerazzurro dopo undici anni di delusioni e amaro in bocca. La truppa di Conte porta a casa meritatamente il suo diciannovesimo scudetto con un distacco dalla seconda di ben dodici punti. Dopo la sosta il club ha svoltato anche grazie ad Eriksen, che ha dato più qualità alla rosa nerazzurra. E bravo Conte che è riuscito a compattare il gruppo in un momento societario particolarmente difficile. Lukaku, Barella e Martinez sono stati i grandi trascinatori del tricolore nerazzurro. All’Inter dunque il voto più alto del pagellone della Serie 2020/2021.
  • Milan 8,5: i rossoneri tornano in Champions League dopo sette anni di astinenza e lo fanno da seconda classificata e con il record di vittorie esterne in campionato. C’è molto di Pioli in questa stagione, un tecnico che ha saputo assemblare una rosa finalmente competitiva e che non si è rivelata Ibra dipendente. Un ciclo partito da un 5-0 subito contro l’Atalanta e chiuso con uno 0-2 rifilato ai bergamaschi. Ora si apre il capitolo Europa, l’ambiente preferito per il Diavolo.
  • Atalanta 9: stagione entusiasmante ancora una volta per i bergamaschi, ormai una solida realtà del calcio italiano. Terza qualificazione di fila alla Champions League, terza miglior difesa e quota novanta gol toccata. Una squadra che ha risposto bene al caso Gomez voltando pagina e trovando un sostituto in Pessina, elemento con caratteristiche diverse dall’argentino, ma comunque decisivo. L’unica macchia resta la Coppa Italia: manca solo un trofeo per coronare questa squadra.
  • Juventus 6: un voto in più solo per il finale di stagione, altrimenti sarebbe stato più basso. Più ombre che luci nel primo anno di Pirlo, la squadra era partita per essere competitiva alla vetta e infine finita a lottare per l’ingresso in Champions. Troppi esperimenti, qualche giocatore che non ha saputo confermarsi e troppe voci all’interno della squadra che hanno condizionato la stagione. Il finale di stagione è stato positivo per via della Coppa Italia e della qualificazione in Champions e c’è anche il preziosismo della Supercoppa. Ma molto probabilmente non basterà per la conferma. Ora si apre anche il capitolo “rivoluzione”: la dirigenza traballa e molti giocatori, Ronaldo compreso.

Napoli, Lazio e Roma

  • Napoli 5,5: discontinuità, ambiente infuocato e rimpianti. Questa è stata la stagione dei partenopei. Una squadra che ha vissuto alti e bassi per tutta la stagione alternando partite splendide ad altre mediocri. Il girone d’andata è stato troppo a singhiozzo, quello di ritorno splendido come confermano i 43 punti conquistati, ma non è bastato. E se non riesci a portare a casa i tre punti contro l’Hellas in vacanza allora qualche problema di fondo c’è. Va sottolineato però come Gattuso sia riuscito ad imporsi in un ambiente così focoso come quello partenopeo, riuscendo a tenersi stretta la panchina nonostante i momenti difficili. Lui molto probabilmente è il meno colpevole in questa stagione.
  • Lazio 5: Inzaghi ha definito la stagione come “ottima”, ma è proprio così? L’organico non era cambiato molto rispetto all’anno scorso, ma il vero problema della squadra sono state le alternative della panchina. Poi la questione relativa al rinnovo di Simone Inzaghi potrebbe aver influenzato la fase finale della stagione. Resta il fatto che Tare avrà un bel po’ di lavoro da fare: questa squadra ha dato tutto quello che poteva dare in questo ciclo.
  • Roma 5: per buona parte della stagione la squadra di Fonseca aveva espresso un buon calcio e a Trigoria qualcuno aveva cominciato a mormorare la parola scudetto. Eppure la Roma è crollata ancora una volta contro le big del campionato, confermandosi ancora una volta come un’eterna incompiuta. Gli alibi ci sono, i giallorossi sono stati vittime di continui infortuni muscolari, ma ciò non giustifica una stagione così altalenante. La vera nota positiva è il rendimento in Europa League, chiuso in semifinale contro lo United.

Le squadre di metà classifica

  • Sassuolo 8: stagione molto positiva per i neroverdi di De Zerbi. Il Sassuolo paga forse una metà di campionato un po’ sottotono dopo un’ottima prima parte. La grandiosa ripresa nel girone di ritorno non è bastato a centrare un ritorno nelle coppe europee, ma ciò non toglie meriti alla squadra, che ha impressionato per la qualità di gioco. De Zerbi si è confermato ancora una volta uno dei tecnici italiani più preparati in circolazione. A lui si deve l’esplosione definitiva di profili come Locatelli, Berardi, Djuricic e Raspadori. Peccato per l’addio, ma forse è la scelta migliore.
  • Sampdoria-Hellas Verona 6 ,5: stagioni positive per blucerchiati e scaligeri. I genovesi hanno disputato un campionato tranquillo, merito anche di Ranieri. Il tecnico ha saputo creare il giusto mix di gioventù ed esperienza dando un’impronta di gioco semplice, ma efficace. Stagione importante per Qualgiarella (13 reti) e anche del centrocampo in generale, soprattutto per Thorsby, decisamene il migliore del reparto. I veronesi calano nell’ultima fase di stagione, ma ciò non cambia quanto fatto prima. Persi giocatori come Kumbulla, Amrabat, Rrahmani e Verre, Juric ha comunque plasmato una squadra con una identità e un gioco riconoscibile ed efficace.
  • Genoa-Bologna 6: senza infamia e senza la lode la stagione del Grifone e dei Felsinei. I primi hanno trovato linfa con il quarto ritorno di Ballardini, che ha saputo rivitalizzare una squadra depressa e macellata dal Covid. La salvezza è arrivata tra febbraio e marzo, poi il finale di stagione è stato tutto sommato comodo per l’ennesimo miracolo firmato Ballardini.
    Il Bologna raggiunge una salvezza tranquilla, ma c’è un po’ di amaro in bocca. La truppa di Mihajlović ha sempre proposto un calcio coraggioso e propositivo, ma anche una difesa rivedibile. Ciò che ha pesato di più è stata l’assenza di un vero centroavanti. Qualcosa in più si poteva fare.

Il pagellone della Serie A 2020/2021 delle squadre salve

  • Fiorentina 4,5: stagione negativa per la Viola. Per il terzo anno di fila i gigliati giocano davvero col fuoco rischiando di arrivare davvero al baratro della Serie B. Due allenatori cambiati (Iachini, Prandelli e di nuovo Iachini), tanta confusione a livello tattico e una salvezza arrivata solo nel finale. L’unico a salvarsi è stato Dušan Vlahović, che ha trascinato la Fiorentina alla salvezza con 21 gol. Solo Battistuta aveva fatto meglio nella stagione 1999-2000.
  • Udinese 6: non tra le stagione da ricordare peri friulani. Bisogna dire però che la squadra ha raggiunto una salvezza tranquilla e senza troppi patemi. Gotti ha forgiato una squadra di grande compattezza ed ha saputo coniugare a ciò anche la grande qualità di alcuni elementi come De Paul, vero MVP della stagione dei friulani. Forse una squadra che fatica a convertire in gol la grossa quantità di gioco prodotta, ma quanto basta per un altro anno di Serie A.
  • Spezia 8: ad inizio stagione la retrocessione della squadra ligure era quotata a 1,09. E invece la squadra ha superato ogni più rosea aspettativa andando a prendersi questa permanenza in Serie A con le unghie e con i denti. Salvarsi senza snaturarsi, questo è il grande merito di Vincenzo Italiano. Nonostante la categoria non ha mai rinunciato al suo gioco propositivo e portato al controllo del gioco. Ora c’è da capire il futuro di Italiano e le ambizioni della nuova dirigenza.
  • Cagliari-Torino 5: discorsi dimili per entrambe le squadre. La salvezza è arrivata, ma che fatica. Non è accettabile vedere squadre con nomi importanti come Godin, Nainggolan e Nandez da un parte e Belotti, Sirigu ed Izzo dall’altra lottare per la salvezza. Entrambe le società avevano puntato su due allenatori con una precisa identità di gioco senza però dargli elementi adatti per poterle sviluppare. Gli esoneri dei rispettivi tecnici e l’arrivo di Semplici e Nicola ha evitato guai peggiori, ma probabilmente solo perché le retrocesse avevano un destino già segnato.

Il pagellone della Serie A 2020/2021 delle retrocesse

  • Benevento 4,5: inaccettabile una retrocessione del genere. La squadra di Inzaghi per tutta la prima parte di stagione aveva mostrato ottime cose, portando a casa ben 22 punti nel girone d’andata. Poi la squadra è crollata in maniera incredibile proprio nel momento più importante. La vittoria dello Stadium sembrava l’inizio di un qualcosa di importante e invece non è stato così. La scelta di Inzaghi di abbassare la linea e chiudersi a riccio non ha giovato e questo ha sicuramente inciso nel percorso dei sanniti. Quanto amaro in bocca per una squadra che dopo la diciassettesima giornata era decima.
  • Crotone 4: una squadra troppo sbilanciata nei reparti. L’attacco del Crotone infatti è un ottimo reparto, da salvezza decisamente tranquilla. Simy, Messias e Ounas sono stati i più positivi della stagione e molto probabilmente potrebbero dire la loro anche in altre squadre. I problemi sono stati a centrocampo e difesa, reparti decisamente troppo al di sotto delle aspettative. Il dato del settore difensivo parla chiaro: 92 gol subiti. Tanto quanto i calabresi sono riusciti a non chiudere all’ultimo posto.
  • Parma 3: non c’è nulla da salvare nella stagione disastrosa dei crociati. Ultimo posto in classifica, peggior attacco della Serie A e seconda peggiore difesa del torneo. E poi c’è un altro dato ancora più triste: solo tre vittorie in tutto il campionato. L’ambiente paga una rivoluzione societaria troppo frettolosa e un mercato forse distante dalle richieste di Liverani. Anche D’Aversa, che andrà via, non ha dato gli effetti sperati. Ora ci sarà l’ennesima rivoluzione per cercare subito la risalita in Serie A.

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