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Il Pagellone della Serie A 21/22

Si è chiuso il campionato italiano 21/22. Un campionato avvincente vinto dal Milan all’ultima giornata dopo una lotta cittadina con i cugini interisti. E’ stato l’anno del ritorno della Fiorentina in Europa, ma anche quello dei flop di Juventus, Genoa, Atalanta. Poi c’è il miracolo Salernitana firmato Nicola e la tragica retrocessione del Cagliari. Ecco il pagellone della Serie A 21/22.

Pagellone della Serie A 21/22: quali sono i voti delle prime quattro?

  • Milan 10: stagione epica che entrerà nella storia del club. Squadra giovane costruita sapientemente da Massara e Maldini senza spendere cifre folli. Il lavoro di Pioli è stato egregio, ha resuscitato il Milan impostando la squadra con un gioco propositivo e una mentalità vincente. Non era la squadra più forte, ha ribaltato i pronostici. Nessuno pensava che il Milan potesse alzare il titolo di campione d’Italia. MVP della Serie A per Leao e Maignan miglior portiere del campionato. Davvero un lavoro splendido da parte di società e squadra.
  • Inter 8: stagione positiva per il Biscione. Intorno ai nerazzurri aleggiava un’aria di disfattismo viste le cessioni di Lukaku e hakimi, l’addio di Conte e la situazione societaria non tranquilla. Invece l’Inter ha disputato una buona annata e ha conteso lo scudetto al Milan fino all’ultima giornata. I sette punti in sette giornate nell’ultimo spezzone di Serie A hanno tagliato forse le gambe, ma va detto che la squadra aveva recuperato il terreno perso. Grande lavoro di Inzaghi, che ha lavorato bene con il poco materiale a disposizione e ha migliorato anche la qualità del gioco interista. Alla fine sono arrivate la Supercoppa e la Coppa Italia, chiedere di più era difficile.
  • Napoli 7: il primo anno di Spalletti a Napoli resta positivo. I partenopei sono rimasti in corsa per lo scudetto per 8 mesi, poi sono crollati ad aprile toccando il fondo con la sconfitta contro l’Empoli. Resta un po’ di rammarico perché la rosa a disposizione era da scudetto e anche il gioco proposto lasciava ben sperare. Nonostante tutto il Napoli si prende un terzo posto meritato e anche la qualificazione in Champions League, sfuggita all’ultima giornata nello scorso campionato.
  • Juventus 5: prima stagione senza trofei dall’annata 10/11 e viste le premesse c’è motivo di bocciare i bianconeri. Il confronto con Pirlo è impietoso, la Juventus non ha mai dato la sensazione di poter dire la sua in ottica scudetto. L’Allegri bis è stato un flop totale e ancora una volta la società si dimostra in grande confusione. La qualità del gioco ha lasciato molto a desiderare, solo il buon mercato di riparazione ha salvato la stagione, oltre che al crollo impressionante dell’Atalanta. La qualificazione in Champions è arrivata, ma la Juventus aveva l’obbligo di lottare per ben altri obbiettivi.

Roma e Firenze in Europa, resta fuori Bergamo

  • Lazio 7: quinto posto sudato per i biancocelesti, ma meritato. Sarri ha compiuto un grande miracolo portando la Lazio in Europa. La rosa a disposizione non rispondeva esattamente alle richieste dell’ex Napoli e Juventus. Eppure Sarri è riuscito a dare un’impronta di gioco alla squadra e l’ha condotta in Europa. Annata utile per lavorare sul piano del gioco, oltre che a tracciare le linee guida per il futuro del progetto. Va sistemata però la difesa. In estate molti senatori partiranno, Tare e Lotito dovranno fornire al tecnico i giusti uomini. Le risposte si avranno solo con la prossima stagione.
  • Roma 6: nemmeno Mourinho ha risolto il problema degli scontri diretti. Come sempre è stata una stagione altalenante, condita da grandi vittorie e pessime cadute, vedasi il 3-4 subito in rimonta dalla Juventus nella gara di ritorno all’Olimpico. A livello di gioco la squadra non ha dimostrato granché, però il tecnico portoghese è riuscito a portare un po’ di compattezza, oltre che ad avere il supporto della piazza. Alla fine però l’Europa League è stata agganciata, in attesa del gran finale.
  • Fiorentina 7: cinque stagioni di sacrifici e di incertezza, ora c’è l’Europa. La scelta di puntare su un allenatore come Italiano si è rivelata vincente. Il tecnico ex Spezia ha dato un’identità di gioco ben precisa alla Fiorentina, che a tratti ha mostrato anche un buon calcio. Diversi giocatori sono stati valorizzati. Bene la gestione dell’ambiente dopo la partenza di Vlahovic. Europa meritata, ci sono le basi per costruire un progetto importante.
  • Atalanta 5: delusione incredibile, una stagione davvero negativa per i bergamaschi. Ad inizio stagione le ambizioni erano altre e il girone d’andata era stato anche positivo. Poi il crollo verticale nel girone di ritorno che hanno portato l’Atalanta addirittura fuori dalla Conference. Vero, gli infortuni sono stati tanti, ma non sono un alibi. Il cambio di proprietà forse ha destabilizzato l’ambiente, la sensazione è che la squadra sia a fine ciclo e che necessiti di una piccola rivoluzione.

Pagellone della Serie A 21/22: tra sorprese e conferme

  • Hellas Verona 8: l’inizio shock con Di Francesco in panchina aveva fatto presagire ad un campionato di sofferenza. Via l’ex Sassuolo, dentro Tudor e la squadra è decollata. Gioco a tratti meraviglioso, con il tecnico che ha valorizzato giocatori come Caprari, Simeone, Barak oppure Tameze. Rispetto all’anno scorso, la squadra ha totalizzato più punti. Ora bisognerà vedere come agirà la società per il futuro.
  • Torino 6,5: squadra completamente diversa da quella vista nelle ultime stagioni. Juric ha portato una mentalità del tutto nuova, con il Torino che finalmente ha avuto un’identità tattica ben precisa. Le stagioni tribolanti sembrano essere alle spalle, il club granata ha messo delle basi solide per un futuro promettente.
  • Sassuolo 6,5: il club neroverde non smette mai di stupire. Puntare su Dionisi per il post De Zerbi si è rivelata essere una scelta vincente. L’ex Empoli era al debutto assoluto su una panchina della Serie A e nonostante tutto ha messo in mostra un ottimo gioco, riuscendo anche a valorizzare i tanti giovani presenti in rosa. Le soddisfazioni sul campo sono anche arrivate: vittoria per 1-2 all’Alianz Stadium contro la Juventus e lo 0-2 rifilato all’Inter nel teatro di San Siro.
  • Udinese 6,5: campionato tranquillo per i friulani, che non hanno mai rischiato di finire in acque agitate. Nella prima parte di stagione con Gotti, la squadra stentava. Con Cioffi l’Udinese è tornata pimpante. Stagione importante per Deulofeu, ma ci sono anche le esplosioni di giocatori come Udogie, Molina e Beto. Con qualche punticino in più ad inizio stagione la squadra avrebbe potuto chiudere con un altro piazzamento.
  • Bologna 6: stagione senza infamia e senza lode per i felsinei. La squadra non ha mai rischiato, ma non ha mai dato la sensazione di poter provare a lottare per un posto in Europa. Buono il girone d’andata, mediocre quello di ritorno, su cui però potrebbe aver inciso la situazione personale di Mihajlovic. Il tanto agognato salto di qualità non è arrivato, anche se la presenza di Arnautovic ha dato qualcosa. L’arrivo di Sartori potrebbe portare ad una piccola rivoluzione.
  • Empoli 6: voto finale che non è altro che la media dell’8 del girone d’andata e il quattro nel girone di ritorno. Stagione dai due volti, con una prima parte di stagione importante e con vittorie prestigiose come con Juventus e Napoli e una seconda parte di campionato negativa. Appena una vittoria nel girone di ritorno, ma la prima parte di stagione eccellente ha permesso all’Empoli di navigare in acque tranquille. Ottimo lavoro di Andreazzoli, che ha valorizzato diversi giovani interessanti.

Il pagellone della Serie A 21/22: sul filo del rasoio

  • Sampdoria 5: stagione sulle montagne russe per i blucerchiati. La sensazione è che la Sampdoria si sia salvata più per demeriti altrui che per meriti propri. Troppe gare giocate male e una pochezza offensiva davvero preoccupante. La sorpresa Sabiri è una delle pochissime note liete della stagione. Il ritorno di Giampaolo non ha portato alcun miglioramento dal punto di vista del gioco. Servirebbe una rivoluzione in casa blucerchiata per rilanciare la Sampdoria.
  • Spezia 7: seconda salvezza consecutiva per gli spezzini, ma questa forse ha connotati ancora più mistici rispetto a quella conquistata l’anno scorso. Molti davano gli Aquilotti per spacciati, soprattutto per l’addio di Italiano e per il mercato bloccato causa sanzione. Invece Thiago Motta è riuscito a salvare la baracca e anche la sua panchina nel corso della stagione. Azzeccata la scommessa sull’ex giocatore dell’Inter, che ha fatto vedere buone cose dal punto di vista tattico.
  • Salernitana 8: Nicola, Mr. Mission Impossible. Dopo il miracolo col Crotone, il tecnico riesce a salvare anche la Salernitana. Stagione complicata per i granata, che hanno cambiato tre allenatori (Castori, Colantuono e infine Nicola) e hanno dovuto fare i conti con le vicende societarie. A gennaio i campani venivano dati per spacciati, poi gli arrivi di Iervolino e Sabatini hanno dato il via alla rincorsa. Impresa che verrà ricordata nel tempo. Tra le ultime in classifica merita il voto più alto di questo pagellone della Serie A 21/22.

Le retrocesse

  • Cagliari 4: tre allenatori cambiati e tanta confusione sotto tutti i punti di vista. I sardi salutano la Serie A dopo sei anni e non si può fare altro che storcere il naso. La squadra non era affatto da retrocessione, perché la rosa era da salvezza tranquilla. Stagione con pochissimi acuti e tantissime cadute, ma soprattutto una confusione incredibile sulla gestione dei tecnici e sulla questione “sudamericana”. Che senso ha avuto l’esonero di Mazzarri per Agostini?
  • Genoa 4: annata veramente disastrosa per il Grifone e forse la retrocessione è arrivata con almeno due anni di ritardo, ma ormai era inevitabile. Quattro allenatori, il cambio di proprietà a 777 Partners, un gioco davvero tremendo e i colpi “esotici” a gennaio. L’arrivo di Blessin sembrava aver riportato un po’ di serenità, ma la mediocrità della squadra è venuta fuori in tutta la sua prepotenza. La sconfitta nel derby contro la Sampdoria ha tagliato le gambe al Grifone. Va però sottolineato l’attaccamento dei tifosi alla maglia: loro sono davvero l’unica nota lieta di una stagione terribile.
  • Venezia 4: è durata appena un anno l’avventura dei lagunari in Serie A. La prima parte di stagione era stata positiva, ma nel girone di ritorno la squadra si è sciolta come la neve al sole. Nemmeno l’esonero di Zanetti e l’arrivo di Soncin ha evitato la retrocessione. Resta l’amaro in bocca per quella prima parte di stagione giocata all’altezza della categoria. Merita comunque lo stesso voto delle altre due retrocesse per questo pagellone della Serie A 21/22

Cioffi saluta l’Udinese, lo attende il Verona?

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