Il 14 febbraio 2026 Belgrado ha ospitato un passaggio storico per le arti marziali miste amatoriali: i membri europei dell’International Mixed Martial Arts Federation (IMMAF) si sono riuniti per la prima Assemblea Generale Elettiva Europea, un appuntamento che segna l’avvio di una fase nuova nella governance continentale e nella strategia di sviluppo delle MMA in Europa.
L’incontro ha avuto un obiettivo chiaro: dare forma a una leadership europea stabile e rappresentativa, capace di coordinare la crescita del movimento amatoriale e di rafforzarne la credibilità istituzionale. Durante i lavori, i delegati hanno esaminato i manifesti dei candidati nominati, incentrati su priorità condivise: maggiore unità tra le federazioni europee, accelerazione dei programmi di crescita, ampliamento della piattaforma dei campionati e impulso al dialogo con le istituzioni per ottenere sostegno governativo e riconoscimento ufficiale.
Le presentazioni dei candidati: visioni convergenti, approccio pragmatico
Tra i protagonisti della giornata, Martin Lewandowski, fondatore di Konfrontacja Sztuk Walki (KSW) e Presidente di MMA Polska, ha presentato una panoramica del proprio percorso nelle MMA, sia sul fronte professionistico che in ambito amatoriale. Nel suo intervento ha evidenziato la crescita costante della partecipazione, l’evoluzione dei programmi nazionali e un impegno di lungo periodo per lo sviluppo strutturato dello sport in Polonia e nel contesto europeo.
A seguire, Luka Nikolic, Presidente della Federazione Serba di MMA, ha illustrato i risultati maturati in tre anni di lavoro all’interno dell’IMMAF, soffermandosi su tre assi operativi: l’organizzazione di campionati continentali e mondiali, l’ampliamento della cooperazione educativa e il consolidamento delle relazioni con le istituzioni governative. Il suo manifesto ha delineato una visione orientata alla coesione e a una crescita “guidata”, con obiettivi misurabili e un’impostazione strategica per rendere il panorama europeo delle MMA più coordinato e riconoscibile.
Un gesto di unità: Lewandowski ritira la candidatura e sostiene Nikolic
La fase più significativa dell’assemblea non è stata solo elettorale, ma anche simbolica. Pur riconoscendo la solidità delle credenziali di entrambi, la giornata ha registrato una notevole dimostrazione di unità e sportività: Martin Lewandowski ha ritirato la propria candidatura e ha dichiarato pubblicamente il proprio sostegno a Luka Nikolic, invitando i membri a votarlo e riconoscendolo come un leader capace e profondamente impegnato nel progresso delle MMA europee.
Un gesto che, al di là della dinamica politica interna, invia un messaggio forte: in questa fase, la priorità non è la competizione tra figure di spicco, ma la costruzione di un fronte europeo compatto.
I risultati: ecco la nuova leadership di IMMAF Europe
Dopo presentazioni e deliberazioni, l’assemblea ha eletto il nuovo team esecutivo di IMMAF Europe:
- Presidente: Luka Nikolic (Serbia)
- Vicepresidente: Marek Herda (Slovacchia)
- Vicepresidente: Jo-Anne van der Vlugt (Paesi Bassi)
È stato inoltre definito il Consiglio di Amministrazione neoeletto, composto da:
- Anton Blank (Ucraina)
- Ludo Boulvin (Belgio)
- Martin Lewandowski (Polonia)
- Stanislav Nedkov (Bulgaria)
- Valér Papp (Ungheria)
- Luigi Perillo (Svizzera)
- Arjan Rizaj (Albania)
Cosa cambia per le MMA amatoriali in Europa
La prima Assemblea Generale Elettiva Europea rappresenta più di un semplice rinnovo di incarichi: è un tassello che può incidere concretamente su standard tecnici, percorsi formativi, organizzazione dei campionati e riconoscimento istituzionale delle MMA amatoriali. Con una leadership definita e un board ampio, distribuito tra diverse aree del continente, IMMAF Europe punta ora a lavorare su obiettivi comuni: rendere l’ecosistema più integrato, sostenere la crescita dei programmi nazionali e rafforzare la legittimazione del movimento nei dialoghi con enti sportivi e governi.
Belgrado 2026, in questo senso, è un inizio: il segnale che le MMA amatoriali europee vogliono crescere non solo nei numeri, ma soprattutto nella struttura, nella credibilità e nella capacità di fare sistema.

