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Indianapolis 500, Day 1: i campioni si scaldano

Inizia la tappa di avvicinamento alla Indianapolis 500, con il Practice Day 1. Questa è la prima giornata di prove libere, che vedrà i piloti iscritti macinare giri sullo Speedway da qui fino a venerdì, nel celeberrimo Fast Friday in cui si proveranno gli assetti da qualifica. In una giornata uggiosa, i piloti segnano i primi tempi, con gli ex vincitori a farla da padrona. Facciamo un riassunto di questa prima giornata.


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Indianapolis 500: chi è il più veloce nel Day 1?

In questa prima giornata di libere, ben sette ex vincitori sono ai primi dieci posti nella classifica dei tempi. Will Power, trionfatore del 2018, è al top con 39.7403. L’australiano del Team Penske è il primo dei tre piloti che rompono la barriera delle 226 mph, con 226.470 mph. Gli altri due sono Ryan Hunter Reay e Takuma Sato, secondo e terzo rispettivamente. Il texano, alzabandiera dell’Andretti Autosport, ha vinto a Indy nel 2014; Taku è il campione in carica della corsa, con un altro successo datato 2017. Il giapponese è dato tra i grandi favoriti per la vittoria di domenica prossima.

Scorrendo ancora la classifica, al quarto e quinto posto troviamo due giovani habituè di Indianapolis. Sage Karam è autore del quarto tempo, con la Dallara gestita dal Dreyer & Rheinbold Racing. Dietro di lui si piazza Conor Daly, il quale precede il vincitore del 2019 Simon Pagenaud. Patricio O’Ward strappa il settimo tempo davanti a Scott Dixon. Il sei volte iridato ha trionfato a Indy nell’ormai lontano 2008. Ed Jones e Marcus Ericsson completano la top ten.

Il primo degli ex vincitori che manca nei dieci è Tony Kanaan, undicesimo. Il brasiliano prende in prestito la Dallara Ganassi da Jimmie Johnson, che corre quest’anno solo sugli stradali. Subito dietro al brasiliano, campione del 2013, abbiamo Juan Pablo Montoya, con la terza monoposto del team Schmidt McLaren. Il colombiano, due successi qui nel 2000 e nel 2015, sembra essersi riadattato in fretta a Indy, a differenza di Helio Castroneves. Il brasiliano conta tre successi (2001, 2002 e 2009) ma non fa meglio di 21esimo in questa prima giornata. Male anche Alexander Rossi, primo nel 2016, ma solo 22esimo in classifica. Ancora più indietro Marco Andretti, con il 28esimo tempo. Il nipote d’arte è autore della pole la scorsa edizione, ed è considerato da sempre un candidato alla vittoria finale.

Il corso di formazione

Il day 2 della Indianapolis 500 è anche la giornata del Rookie Orientation Program, ossia il test per verificare l’idoneità dei debuttanti. Il test prevede tre step, in cui il pilota in esame deve dimostrare di mantenere una velocità costante sempre più elevata. Nello stesso frangente si organizza il Refresher Program, il test di valutazione degli esperti che ritornano dopo una lunga assenza. Il procedimento è identico, ma nella valutazione si tiene conto dell’esperienza pregressa.

Cominciando con il test per gli editi, possiamo dire che tutti hanno completato gli step senza problemi. Simona De Silvestro percorre solo 10 giri al mattino per un problema tecnico, ma dopo ha macinato miglia terminando al 13esimo posto assoluto. È la migliore dei rientranti dopo Montoya e Kanaan. Il suo team Paretta Autosport dispone del supporto tecnico del Team Penske, primo supporter del team “al femminile”. OK anche JR Hildebrand che completa il programma con il team Foyt. Problemi tecnici per Stefan Wilson, al via con Andretti Autosport. L’inglese fratello del compianto Justin ha percorso 45 giri, di cui solo 7 validi per il Refresher Program. Ma non dovrebbe avere problemi a superare la prova. Per quanto riguarda i rookie, Scott McLaughlin è già a posto, mentre RC Enerson percorre solo dieci giri sulla Dallara del Top Gun Racing. Il pilota della Florida ritenterà nel secondo giorno, per completare il suo Rookie Orientation Program.


Classifica della sessione