indycar genesys 300

Il primo appuntamento su ovale della IndyCar 2021 è la Genesys 300, la prima delle due tappe sul velocissimo Texas Motor Speedway. La corsa si trasforma in una passerella per Scott Dixon, al comando delle operazioni dall’inizio alla fine. Il sei volte iridato taglia il traguardo precedendo la sorpresa della serata, Scott McLaughlin. Il pilota Penske non ha mai visto un ovale prima d’ora, ma non ci mette molto ad ambientarsi. Dietro al duo neozelandese chiude il podio Patricio O’Ward, il quale precede un Alex Palou in crescita costante. Graham Rahal, Josef Newgarden, Alexander Rossi Takuma Sato e Simon Pagenaud completano la top ten.


IndyCar 2022: obiettivo ritorno sugli ovali


IndyCar, Genesys 300: cosa succede in gara?

Il Chip Ganassi Racing comanda tutti i giri della gara. Palou parte dalla pole ed è in testa per le prime quattro tornate, poi Dixon lo passa all’interno per non essere più ripreso. McLaughlin, dal canto suo, è autore di una rimonta consistente. Partito 15esimo, il tre volte iridato Supercars si prende il suo tempo per risalire la china, fidandosi della strategia del “Capitano” Roger Penske. Nel finale si ritrova a lottare per la vittoria con il suo eroe Scott Dixon, venendo battuto per poco più di due decimi e mezzo. E si guadagna il rispetto del paddock.

O’Ward conquista il gradino più basso del podio grazie ad una tattica indovinata. A metà corsa, lo stratega del team Taylor Kiel richiama ai box “Pato” un pelino in anticipo, per sfruttare l’undercut. È la stessa strategia messa in campo al Barber, con la differenza che qui funziona. O’Ward si prende il podio strappandolo a Palou, comunque bravo alla sua prima gara ovale con Ganassi. Josef Newgarden spedisce a muro Sebastien Bourdais, e viene sanzionato con la ripartenza in fondo. Ma il due volte iridato non batte ciglio e finisce sesto, dietro al consistente Graham Rahal. La giornata top di Ganassi si completa con le grandi prestazioni di Marcus Ericsson e Tony Kanaan, che rileva il posto di Jimmie Johnson sui catini. Lo svedese è da top five prima di perdere un giro per un errore ai box, mentre il brasiliano è 11esimo dopo essere partito dall’ultima fila. Le caution di gara sono solo due: la prima è per il botto di Bourdais (per gentile concessione di Newgarden), il secondo è per James Hinchcliffe, finito tra le barriere al giro 158. Quindicesima posizione per Pietro Fittipaldi, sulla monoposto di Coyne condivisa con Romain Grosjean.


Classifica di gara


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