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IndyCar, GP Alabama: bentornato, Pato O’Ward

La IndyCar 2022 ritorna in azione con il GP of Alabama, sull’ormai storico tracciato del Barber Motorsports Park. Con questa gara la serie riaccoglie Patricio O’Ward nell’Olimpo dei grandi, dopo un periodo di appannamento. Il messicano trionfa al Barber per meno di un secondo su Alex Palou, che un anno fa aveva iniziato la sua cavalcata trionfale proprio qui. Colton Herta e Romain Grosjean sono i protagonisti in negativo della domenica della IndyCar. L’americano si gira in piena rimonta, il francese è nell’occhio del ciclone per una guida troppo aggressiva.


IndyCar 2021, Barber: Palou il “martillo” dell’Alabama


IndyCar: cosa succede al GP di Alabama?

La prima parte di gara è abbastanza noiosa. Rinus VeeKay parte dalla pole e domina allegramente. A tenere vivo lo spettacolo ci pensano Josef Newgarden, Will Power e Colton Herta. Questi tre sono reduci da una qualifica disastrosa, e si lanciano in una rimonta furiosa. L’australiano è il più produttivo e converte la 19esima posizione di partenza in un ottimo quarto posto. Anche Herta Junior è battagliero nelle rimonte ma incontra qualche difficoltà. Nel tentativo di superare il compagno di team Grosjean finisce largo in curva 1, complice il poco spazio lasciato dal driver franco-svizzero. Un testacoda al giro 58 complica i suoi piani, ma il vero killer della giornata è la caution del 33esimo giro. Callum Ilott si gira e s’insabbia, buttando via la sua settima posizione. La bandiera gialla rovina la strategia di Herta e di Newgarden, entrambi sulle tre soste. Josef conclude 14esimo una corsa che poteva vincere, mentre Colton replica il risultato delle qualifiche, finendo decimo. Al giro 64, al termine del ciclo finale di pit stop, O’Ward fa una magia, sorpassando VeeKay con gomme fredde! L’olandese fatica con il passo gara nello stint finale, a tal punto da perdere la piazza d’onore a vantaggio di Palou. Lo spagnolo, a sua volta, non è in grado di agguantare Pato, che vince con un vantaggio non esagerato (nove decimi appena) ma “sicuro”. VeeKay completa il podio, con un margine rassicurante su Power ed il sempre consistente Scott Dixon. Scott McLaughlin, Grosjean, Graham Rahal, Alexander Rossi ed Herta Junior completano la top ten.

Grosjean sotto accusa

Nel post gara, Grosjean diventa suo malgrado protagonista. Il pilota di Andretti si rende protagonista di manovre aggressive, secondo alcuni al di fuori dei limiti consentiti. Al quindicesimo passaggio, l’ex di F1 non concede molto spazio a Colton Herta, il quale tenta di passarlo in curva 1. Si evita il contatto ma il figlio d’arte deve allargare ben oltre il cordolo esterno. Riuscirà a passarlo alla fine dello stesso giro. Il secondo evento è ancora più controverso, e avrà come altro protagonista Graham Rahal. Al giro 87 Graham passa Romain al tornantino, con quest’ultimo che risponde con una ruotata abbastanza inspiegabile. Il francese conclude settimo davanti al rivale, decisamente seccato. Nelle interviste il figlio di Bobby Rahal non risparmia le critiche: “non puoi insegnare un nuovo trucco ad un vecchio cane“, ha detto alla stampa americana. Si tratta di un vecchio detto statunitense, corrispondente al nostro lupo che perde il pelo ma non il vizio. Il “vizio” in questione è la tendenza di Grosjean a causare incidenti, una cosa che gli appassionati di formula 1 ricordano molto bene. Si pensi al patatrac di Spa del 2012, che costò all’allora alfiere Lotus (oggi Alpine) un GP di squalifica. Oltre a Rahal, altri piloti hanno lamentato la condotta di Romain, che si sta facendo un sacco di amici oltreoceano. Farebbe meglio a stare attento, prima che qualcuno gli renda pan per focaccia.


Classifica di gara