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La Indycar fa tappa a Indianapolis, per l’ormai tradizionale GP sulla versione stradale. Ma la solfa non cambia: Scott Dixon conquista la seconda vittoria consecutiva, grazie anche alla strategia perfetta del suo Team Ganassi. Sfruttando l’unica caution della gara, il neozelandese monta le gomme morbide, bruciando Graham Rahal. Il figlio d’arte ha provato con una strategia a due soste, ma non è bastato a fermare Dixon. E’ comunque secondo, davanti ad un Simon Pagenaud capace di rimontare da 20esimo a terzo.

Colton Herta e Rinus Veekay completano la top five, in una gara tutto sommato tranquilla, per gli standard della Indycar.

La cronaca del GP Indianapolis

Will Power scatta dalla pole, con Jack Harvey accanto a lui in prima fila. Entrambi sono su una strategia a tre soste, cosa che li obbliga a rientrare ai box già al nono giro.

Anche Dixon è su tre soste, mentre Rahal opta per le due. Il figlio del tre volte campione Bobby Rahal è autore di uno stint impeccabile con le gomme morbide, concludendo 26 tornate con tempi eccellenti. Rientra in pista con le gomme dure, ma lamenta forte sovrasterzo, ed il suo ritmo non è eccellente.

Al giro 39 avviene l’unica full course caution della giornata. Oliver Askew si gira all’ultima curva, e impatta violentemente il muro. Dixon aveva già pittato, e si ritrova con un’occasione d’oro.

Al restart Graham ha pochi secondi di vantaggio su Scott, che si libera in fretta dei doppiati. Tempo due giri ed il sei volte iridato sorpassa il rivale. Dopo altri due giri Scott ha già sei secondi di vantaggio. Non sarà più ripreso.

Rahal è sempre più in difficoltà con le gomme dure, che sul tracciato stradale di Indianapolis non funzionano. Al secondo pit monta un set di soft usate, ma perde definitivamente le chance di vittoria. All’ultimo giro deve difendersi dagli attacchi di un Simon Pagenaud in grande rimonta, ma rimasto senza push to pass. Rahal, invece, ne ha fin troppi, e li usa sapientemente.

Ma il più deluso di tutti in questa seconda manche stagionale è Will Power. L’australiano ha sfruttato bene la partenza al palo, ma la caution lo ha spiazzato. Costretto al pit durante la neutralizzazione, l’iridato del 2014 si trova 13esimo al restart, incapace di risalire rapidamente la china. Una sosta disgraziata nel finale, in cui stalla il motore, rovina definitivamente una giornata che poteva essere perfetta. Finisce 20esimo.

Deluso anche Josef Newgarden. Il campione in carica IndyCar puntava al podio in questo GP ad Indianapolis, e invece si deve accontentare della settima piazza. Come per Power, anche per Newgarden non ha pagato la strategia.

La gara di Indy stradale ha regalato molte soddisfazioni agli outsider. Rinus Veekay si mettealle spalle l’esordio da incubo nella gara del Texas, segnando un brillantissimo quinto posto. Ottava piazza per Patricio O’Ward, che con la sua Schmidt-McLaren precede un altrettanto brillante Santino Ferrucci.

E’ invece buio totale per Andretti Autosport, che esce dallo Speedway con le ossa rotte. Il migliore è il “part time” James Hinchcliffe, 11esimo, mentre il resto del plotone arranca. Ryan Hunter Reay non è mai della partita, così come Marco Andretti, subito doppiato e anche autore di un contatto, senza grosse conseguenze.

Box Score

Risultati: http://www.imscdn.com/indycar_media/documents/2020-07-04/indycar-race-results.pdf

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