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IndyCar, due giorni di test al COTA

La IndyCar Series si avvicina sempre più all’inizio della stagione 2020, previsto per il 15 marzo in Florida. Martedi e mercoledì team e piloti della serie americana si sono dati appuntamento al COTA di Austin per due giornate di test collettivi, gli ultimi preparativi per un’annata che si preannuncia interessante.

La prima giornata è stata disturbata dalla pioggia, e non ha visto grande movimento in pista. Rinus VeeKay ha siglato il miglior tempo, in quella che possiamo considerare la sua prima uscita ufficiale da pilota del team di Ed Carpenter. L’olandese aveva finora girato solamente in sessioni private, senza il confronto diretto con gli avversari. VeeKay ha preceduto Alexander Rossi ed il neozelandese Scott McLaughlin, schierato dal team Penske. Di lui parleremo più avanti.

La prima giornata di prove ha visto solo cinque vetture in pista, e molte altre rimaste ai box. In mezzo al paddock si è visto anche un ospite d’eccezione come Jimmie Johnson. Il sette volte campione NASCAR ha annunciato lo scorso novembre il ritiro dalla serie a ruote coperte, e non ha nascosto l’interesse per le monoposto. Il californiano starebbe valutando di correre qualche gara per il 2021.

La seconda giornata di test IndyCar al COTA è stata un pò più clemente dal punto di vista del meteo. La pioggia non si è presentata ma le temperature si sono mantenute basse. Comunque, questo ha permesso a tutti di girare ed a ranghi completi il più veloce è risultato Will Power. Rossi è il suo primo inseguitore, distanziato però di tre decimi. Continua a stupire McLaughlin, ancora terzo e davanti nientemeno che a Josef Newgarden, il campione in carica della serie. Ottavo tempo per il cinque volte iridato Scott Dixon, mentre non male il team McLaren Schmidt che mette Oliver Askew in settima posizione e Patricio O’Ward in decima. Solo diciottesimo Rinus VeeKay, primo nella giornata precedente.

Nei test COTA la IndyCar ha proseguito lo sviluppo dell’Aeroscreen, il nuovo dispositivo di sicurezza che sarà impiegato in gara già da quest’anno. Ispirato da un progetto che la Red Bull stava sviluppando per la F1, l’Aeroscreen ha fatto discutere per il suo aspetto (di fatto, è un pugno nell’occhio!) e per alcune infiltrazioni che si sono fatte notare durante la sessione svoltasi sotto la pioggia.

Con i test al COTA la IndyCar ha di fatto terminato la sua preparazione al 2020, ed anche lo schieramento di team e piloti è ormai al completo. Negli ultimi mesi i tasselli mancanti sono andati al loro posto, con alcune sorprese.

La prima l’abbiamo già svelata, e si tratta di Scott McLaughlin. Classe 1993, il pilota nativo di Christchurch (ma cresciuto nella Gold Coast in Australia) proviene dalla Supercars, di cui ha vinto due titoli consecutivi tra il 2018 e il 2019. E’ anche vincitore della prestigiosa Bathurst 1000 (assieme all’ex pilota GP2 Alexandre Premat). Mclaughlin corre per Penske nella serie australiana, ed il team ha pensato di premiarlo con una serie di test sulla IndyCar. Scott è andato così bene da guadagnarsi l’iscrizione al GP d’Indianapolis, sullo stradale ricavato dal celebre catino. Sono previsti altri test, anche su ovali, in previsione di un suo debutto a tempo pieno già forse nel 2021.

AJ Foyt ha finalmente definito il budget per la sua squadra. Charlie Kimball correrà a tempo pieno per la prima volta dopo quasi due anni, grazie al ritrovato supporto dello sponsor Novo Nordisk. Tony Kanaan rimane nel team ma farà solo cinque gare, tutte su ovali. Per il brasiliano questa sarà l’ultima stagione. Ad alternarsi sugli stradali vi saranno il rientrante Sebastien Bourdais ed il canadese ex Indy Lights Dalton Kellett. Entrambi hanno provato la vettura al COTA.

Dale Coyne ha confermato Santino Ferrucci ed ha ingaggiato Alex Palou. Lo spagnolo proveiene dalla Super Formula giapponese, ed ha potuto intraprendere l’avventura americana grazie al supporto economico del team Goh, che ha rinunciato al programma SuperGT.

Trevor Carlin è riuscito a mettere in piedi un programma perlomeno parziale, superando le difficoltà delle scorse settimane. Ritorna Max Chilton che però correrà solo sulle piste stradali. A dagli man forte arrivano l’ex di F1 Felipe Nasr e l’ex F2 Sergio Sette Camara. I due brasiliani si alterneranno in maniera non ancora specificata, tenendo presente che Nasr è impegnato anche nella serie IMSA con il team Action Express.

Per quanto riguarda i team che corrono solo part time, DragonSpeed ha confermato la sua presenza a St. Petersburg con Ben Hanley, e spera di poter aggiungere più gare. Dreyer&Rheinbold sarà a sua volta al via alla prima gara, così come al GP di Indianapolis e alla 500 miglia. Il pilota dovrebbe essere Sage Karam.

Infine, parliamo di Fernando Alonso. Lo spagnolo, reduce da una Dakar tutto sommato positiva, potrebbe dover rinunciare alla 500 miglia di quest’anno. L’accordo con Andretti Autosport era quasi fatto, ma il veto della Honda ha mandato tutto all’aria. Ora Nando dovrà cercare un’alternativa tra i team Chevrolet, ma con il rifiuto da parte del team Carpenter le opzioni disponibili sono quasi zero. Quanto ad Andretti, il posto di Alonso pare destinato a James Hinchcliffe, rimasto fuori dal giro ma che può contare sul supporto di molti sponsor, tra cui la filiale canadese della Honda.