Di Liesel - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=27211320

Immaginate di correre un rally, con metà delle ruote, da soli, e con il minimo indispensabile. Aggiungente un percorso accidentato, la bandiera del vostro Paese e otterrete la gara di moto più antica del mondo, l’International Six Days Enduro (abbreviato ISDE). Esistente dal 1913, l’ISDE può essere considerata, al pari del Motocross delle Nazioni, come l’olimpiade del motociclismo.

Il regolamento in breve

le regole del gioco sono semplici. Ogni nazione schiera una squadra di sei piloti, i quali devono passare sei giorni (da cui il nome della manifestazione) a battagliare tra di loro su vari tracciati di diversa difficoltà. Per l’edizione di quest’anno, ad esempio, abbiamo quattro percorsi diversi, ognuno suddiviso in sette o otto prove speciali. L’unica eccezione è l’ultimo percorso, quello del sesto giorno, che da tradizione consiste in una prova di motocross in cui si corre tutti assieme. Tra una speciale e l’altra sono previsti dei trasferimenti, durante i quali i piloti non possono disporre dell’assistenza.

Ciascun pilota gareggia contro il cronometro, ed ha a disposizione una classifica individuale. Ma quello che conta davvero qui è il risultato collettivo: il tempo dei migliori cinque viene sommato a costituire il crono finale della nazione. Vince il team che ha realizzato la somma migliore. Ciò significa che non vale tanto la prestazione assoluta, quanto l’omogeneità della performance dei membri della scuderia. Nella Sei Giorni, più che in ogni altra competizione a due ruote, conta il gioco di squadra.

Ogni nazione schiera una squadra maggiore, composta da sei piloti, una giovanile per il titolo Junior, ed una femminile. Queste ultime sono composte da tre atleti ciascuna.

Il regolamento tecnico è identico a quello del Mondiale EnduroGP: tre classi (E1, E2, E3) suddivise per cilindrata.

La cronaca del 2019

L’ISDE 2019 si svolge nella regione dell’Algarve, sud del Portogallo. Una cornice stupenda ma resa difficile dal meteo ballerino, soprattutto dal terzo giorno in cui pioggia e vento hanno fatto sentire la loro voce. A questo si aggiunge un’organizzazione non proprio eccellente, come testimoniano i disagi subiti dai piloti.

La favorita per la conquista dell’ISDE 2019 è l’Australia, fresca di titolo l’anno prima. E proprio uno di loro, Daniel Sanders, si dimostra subito il più in forma nell’individuale. Il 25enne ex KTM ufficiale domina le prime tre giornate, con il solo Josep Garcia a tenergli testa. Tuttavia, i compagni di Sanders non riescono ad avvicinare il suo ritmo, e questo costa caro alla squadra Aussie.

Infatti, al terzo giorno balzano in testa gli USA. Gli americani schierano per quest’anno una formazione in parte derivata dalla squadra vittoriosa del 2016, con Kailub Russell e Robert Taylor, a cui si aggiunge l’ex stella del Supercross Ryan Sipes. Gli yankee non sono mai i più rapidi ma girano sempre vicini, una compattezza che alla fine paga. Come gli australiani, anche la Spagna soffre della differenza di velocità. Il loro destino dipende da Garcia, unico ad opporsi allo strapotere di Sanders, ma quando Josep perde una marea di minuti rimanendo incastrato nel filo spinato, le speranze di salire sul podio svaniscono.

Alla fine, è l’Italia a conquistare il gradino più basso della ISDE 2019. Nonostante la defezione di una pedina importante come Alex Salvini (diventato papà pochi giorni prima dell’evento), gli azzurri vanno a segno grazie allo stesso metodo americano: non supersonici, ma vicini. Thomas Oldrati, Matteo Cavallo, Rudy Moroni e Davide Guarneri si fanno valere, tenendo a bada la già citata Spanga, una non irresistibile Francia e la Finlandia di Eero Remes, la vera delusione di questa Sei Giorni.

L’Australia si prende la rivincita sugli USA nella Junior, mentre la Women’s Cup riservata alle donne è a stelle e strisce.

Quest’anno l’ISDE si arricchisce del Vintage Trophy, classe riservata alle vecchie glorie. La manifestazione ha visto la partecipazione di assi del passato come Giovanni Sala e Stefano Passeri e, purtroppo, anche la scomparsa di Pierluigi Mattioli, stroncato da un malore all’età di 57 anni.

Classifiche: https://fim-isde.com/fim-isde-2019-results/

MotoGP, l’ultima giornata dei Test di Valencia: https://sport.periodicodaily.com/valencia-test-day-2/

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