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Italia ai Mondiali 2026? Ipotesi ripescaggio tra regolamenti FIFA e scenari internazionali

L’Italia può ancora sperare nei Mondiali 2026? Dopo la sconfitta nella finale playoff contro la Bosnia, che ha escluso gli azzurri dalla qualificazione diretta, si è aperto uno spiraglio tanto suggestivo quanto incerto: quello del possibile ripescaggio.

Al centro della questione c’è l’eventuale forfait dell’Iran, legato alla delicata situazione geopolitica internazionale e al conflitto con gli Stati Uniti, uno dei Paesi ospitanti della competizione insieme a Canada e Messico. Un’ipotesi che, seppur remota, potrebbe cambiare gli equilibri e aprire scenari inattesi.

In caso di ritiro di una Nazionale qualificata, il regolamento FIFA prevede che la scelta della squadra sostitutiva sia affidata alla discrezionalità dell’organismo stesso. In particolare, il Consiglio FIFA — guidato dal presidente Gianni Infantino e composto da rappresentanti delle varie confederazioni — avrebbe il compito di valutare la soluzione più adeguata.

L’Italia, attualmente tra le prime nel ranking mondiale, potrebbe teoricamente rientrare tra le opzioni. Tuttavia, la logica sportiva e politica suggerisce che, in caso di rinuncia dell’Iran, il posto verrebbe assegnato a un’altra selezione asiatica. In questo scenario, gli Emirati Arabi Uniti appaiono tra i principali candidati, essendo stati eliminati nel percorso di qualificazione proprio da una squadra già approdata alla fase finale.

Il quadro resta quindi complesso e incerto. Anche qualora il Consiglio FIFA dovesse indicare una Nazionale sostitutiva, la decisione potrebbe essere soggetta a ricorsi e procedure di appello da parte delle federazioni escluse, allungando ulteriormente i tempi.

Un altro elemento chiave riguarda le tempistiche. Il Mondiale prenderà il via l’11 giugno 2026, ma il regolamento stabilisce una scadenza precisa: se una squadra si ritira meno di 30 giorni prima della sua prima partita, è prevista una sanzione economica significativa. Questo rende probabile che qualsiasi decisione venga presa ben prima della metà di maggio, per garantire l’organizzazione del torneo.

Al momento, dunque, il ripescaggio dell’Italia resta un’ipotesi affascinante ma poco concreta. Molto dipenderà dagli sviluppi internazionali e dalle eventuali decisioni ufficiali della FIFA. Gli azzurri restano alla finestra, consapevoli che, nel calcio come nella politica sportiva, nulla può essere escluso fino all’ultimo.