Troppo presto per parlare di un percorso da protagonista. Troppo azzardate le previsioni su un cammino iniziato solamente da una partita. Inizia nel migliore dei modi Euro 2020 per gli “Azzurri” ma l’ultima vittoria non è che l’ultimo passo di un percorso iniziato da un fallimento. L’ esclusione alla qualificazione dell’ultimo mondiale. Era il 13 Settembre 2017 e l’Italia dell’allora CT Ventura mancava la qualificazione a Russia 2018. Non accadeva da 60 anni. Prima di questo solo nel ’58. Sbiadito il ricordo, come la corea. L’Italia, da allora cambia pelle una rifondazione principalmente passata per le mani del nuovo CT Roberto Mancini e da esclusa veste i panni da protagonista.

Italia da esclusa a protagonista: Mancini trasmette serenità

A parlare è proprio Marcello Lippi, commissario tecnico dell’Italia campione del Mondo nel 2006: “Mancini è riuscito a costruire un gruppo competitivo pur sapendo che nel nostro campionato il settanta percento dei giocatori è straniero. Questa Italia segna, non prende gol ed è imbattuta da 27 partite. La ricostruzione c’è stata dopo aver fallito la qualificazione all’ultimo Mondiale. L’Italia arriva lanciata all’Europeo. Meglio così. La serenità aiuta e, da come vedo, è proprio Mancini a trasmetterla”. Subentrato sulla panchina dopo l’esperienza da traghettatore di Gigi Di Biagio e giunto dopo i disastri della gestione Ventura, Roberto Mancini ha dimostrato di aver le idee chiare sin dalla partita di esordio contro l’Arabia Saudita del 14 maggio 2018. Nel corso della sua lunga carriera e nel corso della sua esperienza da CT, ha dimostrato più volte di non essere un integralista, variando il modulo in base al capitale umano a propria disposizione, collezionando 24 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte, migliorando il record assoluto di successi nelle prime 33 partite da commissario unico dell’Italia, primato che deteneva lo stesso Mancini nonostante una gara in meno. Un’inversione di tendenza netta e per certi versi inaspettata, che fa ora della Nazionale di Roberto Mancini una delle squadre da battere secondo i bookmakers di Euro 2020.


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Calcio propositivo, un gioco che non rappresenta l’Italia

L’inversione di tendenza non solo nei risultati, ma soprattutto nella costruzione del gioco e del palleggio. E’ una nazionale che osa, costruisce e non rappresenta nella maggior parte dei casi il calcio giocato nel nostro paese. Questo è stato il merito del CT, che ha costruito una nazionale solida e robusta, non imbattibile, ma divertente. Al via il secondo confronto con la Svizzera, un percorso breve ed intenso dove in ogni partita si trova maggior fiducia nei propri mezzi. Il compagno di viaggio ideale, per arrivare fino in fondo: la continuità nel rendimento quando aumenterà il valore delle avversarie. Al livello psicologico, altro grande traguardo: tutti sanno che vuol dire essere “squadra”, spirito di sacrificio e la voglia di mettersi al servizio degli altri. L’impressione di tutti è che l’Italia abbia tutte le carte in regola per giocarsela alla pari con le avversarie, non ci resta altro da fare che metterci comodi e goderci le imprese dei calciatori azzurri che, dopo anni difficili, sono tornati a far sognare gli appassionati di calcio italiano.

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