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Jannik Sinner, tasse e residenza a Montecarlo: come stanno davvero le cose

Negli ultimi mesi attorno a Jannik Sinner non si è parlato solo di tennis. Uno dei temi che torna ciclicamente al centro del dibattito è quello delle tasse: il campione azzurro “non paga le tasse in Italia” perché residente a Montecarlo? I numeri raccontano una realtà decisamente diversa e più complessa rispetto agli slogan.

Sinner, infatti, risiede nel Principato dal 2020 e, come molti altri sportivi di vertice, beneficia del regime fiscale agevolato monegasco. Questo però non significa che il fuoriclasse altoatesino sia “fiscalmente invisibile” per l’Italia. Negli ultimi dodici mesi, solo dai tornei disputati sul territorio nazionale, ha incassato circa 5 milioni di euro di montepremi: su queste somme ha versato al fisco italiano intorno a 1,5 milioni di euro, nel pieno rispetto delle norme vigenti.

A questi importi vanno poi aggiunte le imposte legate agli altri redditi prodotti in Italia: dai contratti di sponsorizzazione con ricadute sul mercato italiano, alle attività svolte sul territorio, fino ad eventuali immobili di proprietà nel nostro Paese. Sommando tutte queste voci, secondo le stime pubblicate da ItaliaOggi, Sinner rientrerebbe tra i maggiori contribuenti “persona fisica” in Italia.

La scelta di vivere a Montecarlo, dunque, si inserisce in una prassi consolidata tra i professionisti dello sport internazionale, attratti da un contesto logisticamente comodo e fiscalmente vantaggioso. Ma la legge stabilisce che i redditi generati in Italia siano tassati in Italia, indipendentemente dal luogo di residenza: ed è esattamente ciò che accade nel caso di Sinner.

L’idea che il numero uno del tennis azzurro non versi nulla al fisco italiano nasce da una semplificazione che non tiene conto del funzionamento reale della normativa tributaria. Il quadro che emerge, al contrario, è quello di un atleta che ha scelto di trasferirsi nel Principato – legittimamente – ma che continua a contribuire in modo significativo alle casse dello Stato ogni volta che il suo talento genera reddito nel nostro Paese.

In un clima spesso avvelenato da polemiche social e messaggi polarizzanti, i dati aiutano a riportare la discussione su un piano più razionale: parlare di fisco e sport significa anche riconoscere la complessità delle regole e la differenza tra legittima pianificazione fiscale e semplice evasione. Nel caso di Jannik Sinner, almeno per ora, la partita si gioca nel rispetto delle norme italiane.