Un guizzo di Douglas Costa, al 3′ di recupero del s.t., regala la vittoria ai bianconeri, che con questo successo sulla Lokomotiv Mosca, si guadagnano (con due turni di anticipo) la qualificazione agli ottavi di finale della massima competizione continentale. E dopo lo striminzito pari al San Paolo, contro il Salisburgo, anche il Napoli è a un passo dalla qualificazione: la vittoria casalinga sul bistrattato Genk, garantirebbe loro l’accesso agli ottavi di Champions. Inoltre, pure l’Inter, con le prossime due vittorie (su Slavia a Praga e Barcellona a San Siro), avrebbe la certezza matematica della qualificazione. Così come presumibilmente avrebbe molte possibilità di passare il turno l’Atalanta, se vincesse le prossime due sfide contro la Dinamo Zagabria e lo Shakhtar Donetsk, perché è difficile pensare che il City possa lasciare la posta piena, in una partita, a una delle due prossime avversarie della squadra di Gasperini. Qualificare alla seconda fase della Champions, tutte le nostre quattro compagini, sarebbe un gran bel successo per il calcio italiano. Augurarselo non ci costa nulla.

La Juventus conquista il primo traguardo della stagione

La Juve, assieme al Bayern München e al Psg, è una delle prime tre squadre a passare la prima fase della massima rassegna del Vecchio Continente. Qualificarsi con due turni di anticipo è una dimostrazione di forza. Passare il turno come prima classificata, sarà poi anche un segno di distinzione. La squadra bianconera, dopo le ultime due finali, conquistate negli ultimi cinque anni, si sta sempre più ritagliando un ruolo da protagonista nella Champions. Vincerla non è facile per nessuno, ma andando di questo passo, prima o poi, la Coppa dalle grandi orecchie farà ritorno nella sede di Corso Galileo Ferraris, a Torino. La vittoria sulla Lokomotiv, per gli uomini di Sarri, è arrivata solo nelle battute finali della gara, in una sfida che ha visto i torinesi spesso in difficoltà contro i ferrovieri moscoviti. Dopo il repentino vantaggio di Ramsey (4′), la retroguardia bianconera, priva di Chiellini, De Ligt e Cuadrado, ha subito gli attacchi della squadra di Sermin, che con Miranchuk, Joao Mario, è andata più di una volta vicino alla rete del raddoppio, dopo il pareggio dello stesso Miranchuk (12′). La prestazione della squadra bianconera non è piaciuta allo stesso mister Sarri, che ha ammesso: «Ogni volta che passiamo in vantaggio, poi non aggrediamo più!»

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Napoli a un passo dalla qualificazione, ma è rottura tra la squadra e il Presidente De Laurentiis

A riempire le cronache di Napoli-Salisburgo non è il resoconto del pareggio tra le due squadre (1-1), che di fatto sancisce il passaggio del turno dei partenopei. Ma è l’ammutinamento dei giocatori azzurri nei confronti del proprio presidente Aurelio De Laurentiis. I quali, dopo la partita di martedì contro gli austriaci, hanno rifiutato di tornare nel ritiro di Castel Volturno. Nel passato abbiamo assistito a ribellioni di calciatori contro tecnici o contro club economicamente inadempienti. Ma una rivolta del genere, per il rifiuto di partecipare a un ritiro, non si era ancora mai vista, in un club di blasone come lo è il Napoli. Ora il Presidente De Laurentiis denuncerà alla Procura Federale l’intera squadra, per danni di immagine alla Società Sportiva Calcio Napoli. E Ancelotti, colui che per primo, aveva criticato il ritiro, è sulla graticola. A breve, vedremo cosa succederà, ma la sensazione è quella che De Laurentiis non passerà sopra a questa “insurrezione” dei giocatori e nemmeno alle dichiarazioni di Ancelotti che pagherà care la proprie esternazioni. La città è già divisa. Chi sta con i giocatori e con Ancelotti e chi sta con il controverso Presidente. Se questa doveva essere la stagione che doveva segnare la competitività della squadra Calcio Napoli, sia in campo nazionale che internazionale, qualcosa è andato di sicuro storto, alle pendici del Vesuvio.

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Dopo il ribaltone del Borussia Dortmund, Conte è una furia

Se Sparta piange, Atene non ride. I vertici del Football Club Inter non hanno certo gradito le parole del proprio tecnico, Antonio Conte, che dopo la partita persa con il Borussia Dortmund ha accusato apertamente il club nerazzurro di non aver condotto bene il mercato in estate. Secondo il tecnico salentino, la causa di queste sconfitte è la ristrettezza della rosa, che a suo parere non è all’altezza di una società come l’Inter. I 65 milioni spesi per Lukaku, i 20 mln spesi per il riscatto di Politano, i quasi altrettanti 22 mln spesi per l’acquisto di Lazaro e i 17 mln spesi per i prestiti di Barella e Sensi, a detta dell’ex c.t. della Nazionale, non basterebbero a rendere competitiva questa squadra, che continua a subire clamorose rimonte (vedi in campionato contro Sassuolo e Parma e in CL con Barcellona e Dortmund).

Conte ha evidenziato come, dopo la sosta, ha dovuto spremere i suoi giocatori, in queste sei ultime gare: Handanovic, Skriniar, Barella e Brozovic, hanno disputato il 100% dei 540 di minuti di gioco. Lautaro e Lukaku hanno giocato oltre il 90% (con 506′ giocati il primo e 439′ il secondo). E De Vrij e Candreva sono stati utilizzati poco sotto la soglia del 90% (con 475′ disputati il primo e 450′ il secondo, che ha riposato per un’intera partita). Con Gagliardini che ha disputato oltre 400′ di gioco, risultando presente al 78,7%, del totale dei 540 minuti giocati. L’ex tecnico bianconero, ha ammesso di non potere chiedere di più ai suoi giocatori e dunque si aspetta un intervento da parte della Società.

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Il gol di Pasalic vale il primo punto storico dell’Atalanta, nella Champions

Il pareggio dell’Atalanta contro il City, oltre a valere per i bergamaschi il primo punto storico nella massima competizione europea, autorizza la squadra di Gasperini a sperare ancora in un accesso alla seconda fase della Champions. Se mai l’Atalanta conquistasse i sei punti ancora disponibili (contro Dinamo Zagabria e Shakhtar), è possibile che la Dea scavalchi croati e ucraini nella classifica. La squadra di Percassi, con i due successi, andrebbe a sette punti, mentre Dinamo e Shakhtar, non vincendo contro la compagine di Guardiola, rimarrebbero fermi a quota cinque, o al massimo raggiungerebbero il punteggio di sei. Dunque tutto è ancora aperto in questo raggruppamento. L’Atalanta creda ai miracoli. Mercoledì sera se Gabriel Jesus avesse segnato il rigore del 2-0, avrebbe affossato definitivamente i sogni di qualificazione della Dea, così come se lo Shakhtar non avesse pareggiato 3-3 la partita con la Dinamo Zagabria che, al 93′, conduceva ancora per 3-1. Se questi non sono segnali del destino, quali altri potrebbero essere…

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Lazio e Roma cedono di nuovo nel finale a Celtic e Borussia Mönchengladbach

Con la sconfitta contro i cattolici di Glasgow, la squadra di Simone Inzaghi ha un piede e mezzo fuori dall’Europa League. La Lazio, come all’andata in Scozia, passa in vantaggio e poi si fa superare nel finale. Per i laziali è l’ennesima delusione in questa competizione. Manifestazione che i biancocelesti non sembrano mai prendere molto in considerazione. Nelle precedenti gare era capitato che Immobile non fosse neppure convocato. E contro il Celtic, partita capitale per il passaggio del turno, Luis Alberto è stato messo in campo, solo nel principio di ripresa (58′), con Correa che non è andato a sedersi nemmeno in panca, per un problema al polpaccio. La qualificazione per i biancocelesti ora è un’autentica chimera. La vittoria del Cluj sul Rennes, ha in pratica condannato all’eliminazione il club di Lotito. Pure la Roma, perdendo in Germania contro il Borussia (2-1), rischia ora la qualificazione, ma la squadra di Fonseca, a differenza di quella di Inzaghi, sarà padrona del proprio destino. Se i giallorossi vinceranno le prossime due partite contro il Wolfsburger e l’Istanbul Basaksehir passeranno il turno.

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