L’Inter approfitta del passo falso casalingo della Juve contro il Sassuolo (2-2) e si prende la testa della classifica. La squadra di Conte batte con una doppietta di Lautaro Martinez la Spal (2-1) e ora guarda tutti dall’alto. Con dodici vittorie in quattordici gare, questa Inter targata Conte, supera anche nei record l’Inter della stagione 1950/51, che aveva messo a segno undici successi.

Inter, prima dopo quattordici giornate, non accadeva dalla stagione 2009/10

I tifosi dell’Inter inizieranno a toccarsi le parti intime del proprio corpo, ma le ultime quattro volte che i nerazzurri si sono trovati primi alla quattordicesima giornata, poi hanno sempre vinto lo Scudetto. Alla fine della stagione mancano ancora troppe partite, per l’esattezza venticinque, e di mezzo poi c’è la Juve, la Juve di Ronaldo. Dunque sarà possibile che, nel corso di questo Campionato, assisteremo a una serie di sorpassi e contro sorpassi, ma intanto questa Inter di Conte viaggia che è un piacere. Naturalmente, come suo solito, dopo la conquista della vetta, il salentino è intervenuto immediatamente a smorzare gli animi e ha voluto sottolineare: «L’entusiasmo va bene, a patto che sia positivo. Nessuno pensi di essere diventato troppo bravo. Non voglio vedere presunzione, altrimenti dovrò poi usare il bastone».

La stagione di due anni fa insegna: Spalletti, alla quindicesima e sedicesima giornata, si era preso la vetta della classifica, ma poi sappiamo tutti come è andato a finire quel Campionato, con la banda di Spalletti che a fine maggio si è ritrovata a ben 23 punti dalla Juve di Max Allegri. Non è un errore di battitura, avete letto giusto, alla fine di maggio i punti di distacco dai bianconeri sono stati poi 23!

Lautaro Martinez, l’arma letale dell’Inter di questa stagione

Sono tante le note liete dell’Inter di questa stagione. Ma tra gli aspetti più significanti di questo anno, c’è sicuramente l’esplosione del “Toro”, Lautaro Martinez. L’anno scorso, di questi tempi, l’argentino viaggiava a una media gol di 0,20 a partita. I minuti giocati dall’ex Racing Club di Avellaneda erano stati appena 381, contro i 968 di oggi e i gol messi a segno erano stati appena due, rispetto agli otto di questo Campionato.

Che le colpe della mancata esplosione di Lautaro fossero del tecnico di Certaldo, non ci sembra corretto dirlo, perché è questa estate, durante la Copa America, che il “Toro” è esploso. Se si vuole dire una cattiveria nei confronti del predecessore di Conte, è che questa stagione non c’è giocatore della rosa nerazzurra che stia rendendo meno della passata stagione. Tutti gli atleti stanno rendendo al meglio, è chiunque sia coinvolto anche solo per uno spezzone di gara, risulta essere in forma e utile alla causa. L’esempio più lampante è quello del castigliano Borja Valero, che pareva ai margini del progetto Inter di quest’anno, invece in queste ultime due gare contro Slavia e Spal, è partito da titolare dimostrando una brillantezza atletica dei giorni migliori. Inutile poi scomodare l’esempio di Candreva, che fino a qualche mese pareva un giocatore sul viale tramonto, invece ora è uno dei giocatori più attivi di tutta la Serie A. Ma questo è stato detto e ridetto, in ogni forma e tipo di salsa.

Dopo nove successi consecutivi allo Stadium, la Juve inciampa contro il Sassuolo

Non è il caso di fare allarmismi per questo pari casalingo contro il Sassuolo, ma la Juventus non è nel suo periodo di maggior brillantezza. E, il soggetto meno brillante, di questo momento non proprio scintillante della squadra bianconera, è proprio la sua star, Cristiano Ronaldo. Ieri il portoghese è tornato alla rete (e anche solo su rigore) dopo 385′ di digiuno, ma la sua prova contro la squadra di De Zerbi è stata tutt’altro che esaltante. Poi, a dirla tutta, non ci è sembrato che il rigore siglato abbia acquietato il cinque volte Pallone d’Oro. Cr7 ci è sembrato piuttosto nervoso. E il suo nervosismo non ci pare sia solo dettato dal fatto che Messi lo ha superato nel computo delle vittorie dei Palloni d’Oro (6-5). Ci è parso di capire che per Ronaldo ci sia qualcos’altro che non vada a genio.

Sarri deve regalare qualcosa di nuovo a questa Juve

Al di là, comunque, del periodo poco raggiante del fuoriclasse di Madeira, Sarri ha molti motivi per non essere così soddisfatto dell’andamento della sua Juve. Il centrocampo bianconero si muove con passo lento e compassato ed è anche piuttosto impreciso in fase di impostazione, senza tenere conto della prova contro la squadra di De Zerbi, in cui ha anche mostrato di essere leggero nella fase di interdizione: cosa inammissibile. Contro il Sassuolo pure la difesa ha fatto cilecca. Buffon ha fatto un errore grossolano, che ha di fatto sancito la rete di Caputo e De Ligt, dopo le ottime prove contro Atletico e Atalanta, ha fatto una serie di disimpegni maldestri che dovrebbero essere estranei per un giocatore del suo talento. A parte Dybala, poi in attacco tutti paiono essere spenti. Higuain contro il Sassuolo è sembrato quello dei tempi tristi di Milano e Londra e Bernardeschi non ne ha imbroccata una. Un calo fisiologico ci sta, forse potrebbe anche starci un calo psicologico, dopo gli otto scudetti vinti di fila, ma tutti sono sempre pronti al varco per aspettare la fine di questa Juve e quindi viene subito normale criticarla. Che non sia più una Juve vincente però nessuno lo crede. Ripetiamo per l’ennesima volta, cosa interessa a Società, tifosi e forse anche ai calciatori è la Champions.

Sabato sera a Roma, contro la Lazio, sarà un ottimo banco di prova, per tastare lo stato di salute della squadra di Sarri. Siamo certi di una cosa, se mai la Juve dovesse perdere contro la compagine di Inzaghi saremo qui a decretare la quasi fine di questo ciclo della Juve, se invece dovesse mai andare a vincere all’Olimpico saremo qui a decantarne le gesta, sottolineando che qui in Italia, per la Juve, non ci sono avversari. Il calcio è questo, specie nel nostro Belpaese dove la Juve fa sempre notizia, nel bene e nel male.

A Napoli rischia di rompersi il giocattolo

Si pensava che la buona prestazione di Liverpool avesse portato un po’ di serenità all’ambiente azzurro, invece la sconfitta interna con il Bologna, fa di nuovo sprofondare nella crisi la squadra partenopea. Sono sei turni che in Campionato il Napoli non porta a casa il bottino pieno, l’ultima volta è stato contro il Verona il 19 ottobre (2-0).

Nelle ultime sei gare, disputate nella massima serie, la compagine di Ancelotti ha racimolato la pochezza di quattro punti. Solamente Brescia e Spal hanno fatto peggio di loro. Ancelotti ieri ha affrontato a muso duro la squadra. La decisione è stata quella di portare da mercoledì tutti in ritiro a Castel Volturno. Questo per il tecnico emiliano è uno degli ultimi tentativi per rimettere in sesto i suoi uomini. Ma la sensazione è che lo spogliatoio sia spaccato. I silenzi di De Laurentiis inducono a pensare che delle decisioni al vertice della Società siano già state prese. Probabilmente il Presidente sta meditando di dare uno scossone a tutto l’ambiente, ma lo farà appena avrà un po’ più chiara la situazione della stagione di questo suo Napoli. Si attende il match con il Genk, per capire se i partenopei a primavera saranno ancora in Champions oppure dovranno disputare l’Europa League. Di certo a breve verranno tirate delle conclusioni. A gennaio ADL potrebbe congedare il suo tecnico e alcuni giocatori potrebbero essere costretti a fare le valigie, nell’idea che il Napoli possa riprendere un nuovo ciclo vincente. Ancelotti è un allenatore da Coppe, il Napoli potrebbe anche puntare tutto sulla ribalta europea. Ma la frattura tra il tecnico e la squadra pare al momento insanabile. Che tutto rimanga come è adesso, da qui a qualche settimana, è impensabile. Si dice che l’Epifania tutto porti via, difatti si aspetta di capire chi ci sarà ancora al Napoli alla ripresa del Campionato, dopo la breve sosta invernale.

Dietro a Inter e Juve scalpitano le romane

La corsa per un posto in Champions quest’anno è agguerrita. La Lazio al momento sembra essere la squadra più in salute, arriva da sei vittorie consecutive, e, ora, il club di Lotito è davanti di due punti alla Roma e al sorprendente Cagliari (che ieri sera alla Sardegna Arena ha vinto una pirotecnica partita contro la Samp di Claudio Ranieri ndr). Ma la formazione di Fonseca sembra la squadra più attrezzata, per prevalere alla lunga in una lotta al vertice. Sono poche le squadre a potere vantare nella propria rosa elementi come Dzeko, Kolarov, Mkhitaryan, Lorenzo Pellegrini, Zaniolo…

Ma in questa stagione sono molti i club che potrebbero combattere in una lotta per il vertice. C’è sempre l’Atalanta che non molla mai un centimetro. Durante le ultime stagioni è capitato che la squadra di Gasperini lasciasse qualche punto per strada, ma poi la Dea è una compagine in grado di inanellare cinque, sei, sette risultati utili consecutivi, per cui è capace di risollevarsi da ogni tipo di situazione e di avere sette vite come i gatti. Nel momento di forma i bergamaschi sono capaci di mettere in cassa diciotto, venti punti, nel giro di sei, sette, partite. Non scordiamoci poi il Napoli. Al momento come direbbe Mara Maionchi è: No! Ma da qui a fine maggio, potrebbero cambiare tante e tante cose.

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