Nel giorno del ricordo della morte di Kobe Bryant e della figlia Gianna la vedova Vanessa Bryant fa causa alla società proprietaria dell’elicottero perché il pilota fu negligente a volare con quelle condizioni meteo.

La vedova di “Black Mamba” ha fatto causa alla società proprietaria dell’elicottero che un mese fa è caduto nella nebbia in California uccidendo suo marito la stella del Nba e sua figlia Gianna appena tredicenne allo Staples Center. Secondo la donna il pilota Ara Zobayan ( anche lui morto nella tragedia ) fu negligente o meglio dire superficiale a volare con quelle condizioni meteo proibitive.

Il Grande ex cestista Nba e leggenda dei Los Angeles Lakers Kobe Bryant aveva 41 anni e dalle cronache di un mese fa si è saputo che era a bordo del suo elicottero privato con almeno altre tre persone oltre il pilota. Tutti i passeggeri sono morti nello schianto.

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Nella causa la moglie Vanessa Bryant fa riferimento non solo alla mancata autorizzazione a volare del mezzo, ma anche alla sua alta velocità ( 180 miglia orarie ) e infine alle responsabilità stesse del pilota. La vedova sostiene che il pilota Ara Zobayan non abbia valutato le condzioni meteo, non riuscendo poi nemmeno ad ottenere i dati adeguati prima del decollo e non interrompendo il volo una volta capita la situazione di pericolo schiantandosi contro la collina una volta perso il controllo dell’elicottero.

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