Dove nasce l’idea di calcio

Il calcio è uno degli sport più antichi della storia dell’umanità. In Cina molti secoli
prima di Cristo si praticava il Cuju (o Ts’u-Chü). Quest’ultimo un gioco militare che
fungeva da addestramento per i soldati. Lo scopo era quello di calciare un pallone
ripieno di piume e capelli in un buco formato da due canne di bambù, utilizzando
unicamente i piedi. Questo gioco permetteva ai soldati di aumentare la capacità
polmonare divertendosi. Infatti nel Cuju bisognava correre dietro al pallone che
veniva sempre calciato il più lontano possibile. Oltretutto i giocatori sviluppavano
anche i muscoli delle gambe, fondamentali per quando dovevano correre su terreni
difficili. Gli studi anatomici al tempo non era ovviamente molto avanzati, con il
passare del tempo e l’evoluzione della tecnologia si è scoperto poi che i muscoli
allenati sono: Quadricipiti, ischiotibiali e glutei. Hanno il compito di piegare e
distendere il ginocchio della gamba con la quale si effettua il tiro. Inoltre, questi
movimenti producono degli effetti anche sui flessori del bacino, dato che sono uniti
ad esso tramite il femore. Il bacino è la parte incaricata di articolare le azioni di ogni
gamba. Con l’aiuto dei glutei, partecipa, estendendosi, al movimento della gamba
all’indietro per prendere il giusto impulso. D’altra parte, nella gamba di appoggio, i
quadricipiti e i muscoli ischiotibiali apportano la stabilità necessaria. Veniva anche
allenata la coordinazione occhio-piede, la quale permetteva ai giocatori di calciare
la palla senza mancarla. La coordinazione occhio-piede è la capacità del sistema di
visione di coordinare le informazioni ricevute attraverso gli occhi al controllo, guida,
e dirigere i piedi nella realizzazione di un determinato compito, come ad esempio la
scrittura o la cattura di una palla. La coordinazione occhio-piede usa gli occhi per
dirigere l’attenzione e le mani per eseguire un compito. Nello stesso periodo in
Giappone si giocava un gioco molto simile il Kemari dallo stesso scopo, cambiava
solo l’obiettivo che era un piccolo canestro. Lo Tsu-Chu è riconosciuto dalla FIFA
come lo sport più vecchio della storia dell’umanità riconducibile al calcio. Alcuni
archeologi hanno trovato un manifesto che attestava delle partita ufficiali fra Cina e
Giappone in questa disciplina.

Cina, Cujo
Cina, Cujo

L’arrivo in Europa

«La leggenda narra che ad un incontro di Kemari abbia assistito Marco Polo e si sia
innamorato del gioco a tal punto da portare con sé una decina di palloni. Sarebbe
quello l’inizio del calcio in Occidente. Ma è difficile darle credito». Mario Sconcerti
con questa frase nel suo libro “Storia del gol” cita una delle leggende più diffuse
sull’arrivo di questo gioco in Europa.

«Nausíca in man tolse la palla, e ad una
Delle compagne la scagliò: la palla
Desviossi dal segno, a cui volava,
E nel profondo vortice cadè».
Questi versi invece sono tratti dall’Odissea, precisamente presi dal sesto libro. Il
punto fondamentale non è la storia di questa grande opera, ma qui Omero riesce a
farci dedurre che Nausica stava giocando con la palla. Quindi riusciamo a capire che
il gioco del pallone era già arrivato in Grecia all’epoca. Attorno al 1000 a.C., nella
Grecia era in voga l’epískyros. Questo nome derivava da sk ́yros. Questa era la linea
centrale che divideva il campo. Il gioco viene poi trapiantato a Roma dove prese il
nome di harpastum, un gioco più fisico e brutale. «L’arpasto consisteva nel rubarsi la
palla, senza troppi complimenti, e divenne il passatempo preferito dell’esercito».
L’enciclopedia Treccani scrive descrive così questo sport. L’enciclopedia fondata nel
1925 parla poi della diffusione di questo gioco: «Lo praticavano con grande
soddisfazione i legionari di Giulio Cesare, suddivisi in squadre regolari, e furono
quindi probabilmente loro a farlo conoscere ai britanni durante l’invasione dell’isola,
gettando così un seme destinato a germogliare copioso nella terra destinata a dare
ufficialmente i natali al calcio moderno». Lo scopo del gioco era quello di portare la
palla sulla linea di fondo del campo degli avversari. I giocatori potevano passarsi il
pallone sia con le mani che con i piedi. Una della novità più importanti era quella
che ogni giocatore ricopriva un ruolo ben preciso. Ogni ruolo aveva poi una funzione
diversa. Questo sport oltre ad allenare i muscoli già citati prima, riesce ad utilizzarne
altri, grazie all’aggiunta dell’uso delle mani. I nuovi muscoli utilizzati sono: il muscolo
bicipite brachiale, il muscolo brachiale, il muscolo coracobrachiale e il muscolo
tricipite brachiale. Quest’ultimi entrano in gioco quando un giocatore afferra il
pallone e lo lancia. I giocatori facendo questo movimento estendevano e ritraevano
le braccia, velocemente e con un peso in mano (il pallone). I partecipanti allenavano
l’esplosività delle braccia, derivante soprattutto dal tricipite. Il gioco praticato dai
romani Il gioco è rimasto molto popolare per circa 800 anni. I legionari amavano
questo gioco che gli permettevano di divertirsi e allenarsi, allo stesso tempo.

Nel medioevo

Durante il Medioevo la maggior parte degli sport persero la loro importanza date le
difficoltà del periodo, legate alla povertà, alle malattie e alle difficoltà sociali. In
questo periodo infatti l’essere umano non aveva relazioni con altri villaggi e spesso
nasceva e moriva vedendo solo il proprio villaggio.
Nel nord della Francia medievale, si era affermata la Soule (o choule). Questo gioco
fra quelli citati fino a questo momento è quello che più ricorda il calcio. La Soule è
uno dei primi sport utilizzati quasi e solo a scopo ludico, infatti si giocava soprattutto
la domenica, dopo la liturgia. Le squadre non avevano un numero prestabilito, vedevano sfidarsi villaggi antagonisti o diversi status sociali. Lo scopo di questo sport
era quello di lanciare il pallone all’interno di un edificio del villaggio avversario
segnando, un gol. La nascita del gol segna un punto fondamentale nella storia di
questo sport, infatti tuttora è metro che permette di vincere una partita. Il campo da
gioco aveva dunque grandezza variabile e poteva anche includere fossati, ruscelli,
boschi e zone paludose. La palla della Soule era in cuoio o in vescica di maiale,
riempita di crusca, fieno, muschio o crine di cavallo. Il pallone veniva spinta usando
indistintamente mani, piedi o bastoni. Nonostante la variabilità di molte cose, era
uno sport che sanciva regole ferree sul toccare l’avversario. Infatti non si poteva
colpire in alcun modo. In Gran Bretagna durante il carnevale di giocava il
Large-football e i Vichinghi giocavano il knattleikr, due versioni leggermente diverse
della Suole.

Francie, Suole
Francie, Suole

Il calcio Fiorentino

Durante il Rinascimento, siccome rinasce l’amore per il bello ed il divertimento
anche il calcio ritorna. Nel 1410 c’erano canti che narravano le glorie e le bellezze
della città, accennando a una popolarissima forma di divertimento che veniva
chiamata ‘gioco del calcio’. Un nome importante della Firenze medievale, Piero de’
Medici, era un grande appassionato di questo gioco.
Infatti quest’ultimo aveva
chiamato alla sua corte i più abili giocatori, per disputare una partita. I Medici sono
stati i primi a capire che il gioco costituiva una valvola di sfogo per il malcontento
popolare. Il regolamento prevedeva due squadre formate da un numero variabile di
giocatori, a seconda delle dimensioni del terreno. La formazione standard era
composta da 27 giocatori: 15 attaccanti (corridori), 4 centrocampisti (sconciatori), 4
terzini o trequarti (datori innanzi), 4 difensori (datori indietro). Sei arbitri
controllavano e dirigevano il gioco da una tribunetta laterale. In questo sport il
pallone poteva essere toccato sia con i piedi che con le mani, ma non si poteva
lanciare con quest’ultime. Lo scopo era quello di lanciare il pallone in una porta
presidiata da un difensore che poteva utilizzare le mani. In aggiunta ai muscoli
utilizzati fino ad ora, con l’aggiunta del nuovo se ne usano degli altri. Infatti vengono
stimolati anche i riflessi di questo simil portiere. Si comincia anche a lanciare il
pallone verso l’alto, obbligando i giocatori a saltare e il “portiere” a tuffarsi. I muscoli
utilizzati sono quadricipite femorale, bicipite femorale (retro coscia), gemelli(retro
gamba), gastrocnemio, sartorio. Questo abolendo molto del contatto fisico utilizzato
fino ad ora, prende in causa molte nuove facoltà mentali, come l’intuito, la furbizia e
l’elasticità mentale.

La nascita del calcio moderno

“Beccati questa, cattivo giocatore di calcio!” questo battuta proviene dal Re Lear di
Shakespeare e viene detta da Kent. Il football si era diffuso da tempo a livello

popolare. Il gioco del calcio però aveva un grande limite: le regole. Infatti ogni
istituto era diverso dall’altro e praticava un calcio diverso. A Charterhouse non era
consentito toccare la palla con le mani e quindi si sviluppò, il dribbling. Quest’ultimo
oggi è una delle azioni più spettacolari del gioco, che consiste nel superare più
avversari possibili senza farsi rubare il pallone. Il dribbling prende in causa la
velocità, l’agilità, l’esplosività, l’intelligenza e l’intuito. Vengono presi in causa tutti i
muscoli delle gambe già citati fino ad ora, in più viene aggiunto l’uso del torso.
Quindi i muscoli utilizzati sono soprattutto il tricipite della sura, quadricipitedurante
la distensione delle gambe, glutei, addominali, grande pettorale, romboide ed gli
estensori delle dita per spingere il pallone. A Harrow si giocava 11 contro 11, ai piedi
di una collina, con una maggiore attenzione alla manovra collettiva si sviluppa
quindi il controllo palla ed il gioco di squadra. Questo permette di svilluppare il
coordinamento con i compagni, il senso dello spazio, della posizione in campo. Il
Trinity College di Cambridge, crea quindi il primo codice calcistico. Nel 1857 viene
alla luce Sheffield Club seguito poi dal Notts County e da lì in poi nascono le altre
società calcistiche.

Sheffield Club, la prima squadra di calcio della storia
Sheffield Club, la prima squadra della storia

Il 26 ottobre 1863 alla Freemason’s Tavern di Great Queen Street,
si riuniscono 11 club londinesi per uniformare i loro regolamenti. Le scuole di
pensiero erano due: un uso delle mani ed un vero e proprio scontro fisico e violento o
un impostazione tramite i piedi senza quasi contatto fisico. Le quattro scuole poi
hanno creato il regolamento del calcio ufficiale e quello del rugby. Le parti più
utilizzate a livello muscolare nel calcio sono:

  1. Core
  2. Coscia
  3. Gamba
  4. Piede

Oltre questi vengono presi in causa molti altre cose, come svariate reazioni del
cervello, come i riflessi, l’intelligenza, l’intuito, la coordinazione, la lucidità, il
carisma, l’aggressività, la memoria, la tattica e tutti i cinque sensi.

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