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La Suzuki Swift Sport Hybrid R1 ha debuttato al RallyLana 2020

È cominciata l’era dell’ibrido nel mondo del rally. In questi giorni, al RallyLana 2020 di Biella ha fatto il suo debutto la prima vettura ecologica della disciplina, ovvero la Suzuki Swift Sport Hybrid R1. La macchina ha presentato già delle caratteristiche interessanti che potrebbero rappresentare un punto di riferimento per il futuro: il suo rapporto peso-potenza, infatti, si basa su 1.025 chilogrammi per 129 cavalli. Il motore è un quattro cilindri da 1,4 litri, affiancato da un Integrated Starter Generation (ISG) in grado di sprigionare 48 Volt. Questa componente è importante perché svolge funzioni da alternatore, motore elettrico e di avviamento.

Il pilota che ha avuto l’onore e l’onere di mettersi alla guida di questa prima, storica auto da rally ibrida è Simone Goldoni. Il giovane driver della Valle d’Aosta potrà in futuro anche testare i vari gradi di sviluppo del progetto della Suzuki. Durante il RallyLana 2020, la vettura giapponese ha preso parte alla categoria Sport Hybrid, introdotta per la prima volta proprio quest’anno dalla Federazione, in vista del passaggio ufficiale all’ibrido nel 2022. Goldoni è riuscito ad ottenere il primo posto rispetto alle altre Swift in gara, mentre nella classifica generale è arrivato al 45° posto su un totale di 123 partecipanti.

Simone Goldoni alla guida della Suzuki Swift ibrida.

La Suzuki Swift Sport Hybrid R1 monta la sua batteria da 48 Volt sotto il sedile del pilota e, nel momento della frenata, rilascia circa 13,6 cavalli che vanno così ad integrare gli altri 129 CV del propulsore 1.4 Boosterjet K14D. Dopo aver mosso i suoi primi passi al RallyLana, l’auto da corsa giapponese sarà nuovamente in gara nel 2021 al torneo monomarca della Suzuki durante il quale potrà confrontarsi con un numero più alto di macchine ibride.

La Suzuki Swift Sport Hybrid R1 può fare da apripista alla rivoluzione del rally dal 2022

L’esordio ufficiale della Suzuki Swift Sport Hybrid R1 rappresenta un primo tassello verso quella che sarà la svolta del mondiale di rally a partire dal 2022. Qualche settimana fa, infatti, la Federazione ha dato il via libera all’introduzione dell’ibrido fra due anni per tutte le vetture del WRC. I primi passi verso quest’importante cambiamento saranno all’insegna dell’omogeneità e dell’equilibrio: nel corso delle prime tre stagioni, tutte le macchine potranno contare su componenti standard, compreso il software di gestione.

Il rally Nuova Zelanda 2020 si terrà regolarmente dal 3 al 6 settembre

A partire dal 2024, invece, la Federazione potrebbe decidere di concedere maggiore libertà alle singole aziende di sviluppare da sé le nuove sezioni delle macchine. L’introduzione dell’ibrido non dovrà puntare a garantire solo una maggiore potenza alle auto nel corso delle power-stage, ma dovrà assicurare anche un totale passaggio all’elettrico quando si correrà in città. Il regolamento, dunque, prevede un ciclo di omologazione della durata complessiva di cinque anni.

WRC: nel 2022 arriva l’ibrido.

Le case automobilistiche che prenderanno parte al mondiale di rally ibrido dovranno preparare le proprie vetture prendendo come riferimento un telaio di una macchina di serie, o in alternativa potranno ricorrere ad una struttura tubolare che però dovrà risultare conforme alle nuove regole. Invece le aziende che vorranno utilizzare dei modelli più grandi quasi certamente dovranno tenere conto delle prerogative di ridimensionamento alle quali bisognerà attenersi per far sì che tutte le macchine rientrino nei parametri dimensionali stabiliti dalla Federazione del WRC.