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Lampard esonerato: quando essere leggenda non basta

Frank Lampard non è più l’allenatore del Chelsea. Dopo aver fatto la storia del club di da giocatore, era stato chiamato a guidare la squadra nel 2019 dopo l’esperienza al Derby County.

Ma come già avvenuto da giocatore, ora deve abbandonare per la seconda volta il Chelsea a causa dei risultati deludenti di questo inizio di stagione. Niente a che vedere con l’ottimo rapporto con la società e la squadra, a cui sarà sempre legato per tutto quello che gli ha dato e per la sfavillante carriera con la maglia dei Blues.

Da allenatore le responsabilità aumentano e la permanenza in panchina è legata esclusivamente ai risultati ottenuti, a prescindere dalla carriera da giocatore.

Lampard paga il nono posto in classifica di Premier League, a 11 lunghezze dai rivali del Manchester United dopo un mercato faraonico che ha portato a Londra, tra gli altri, Werner e Havertz.

Un processo, quello dell’insuccesso degli ex giocatori sulle panchine del loro club, che ha interessato prima di lui Gattuso e Inzaghi al Milan.

Da giocatore Lampard ha superato tutti i recordo col Chelsea: 648 presenze e 211 gol, 3 Premier League, 2 Carabao Cup, 2 Community Shield, 4 FA Cup. E ancora, 1 Coppa Intertoto UEFA, 1 Champions League e 1 Europa League.

Meno brillanti invece i successi da allenatore. Col Derby County non riesce a a vincere la finale playoff contro l’Aston Villa dell’ex compagno Therry. Al Chelsea invece perde la finale di Supercoppa Europea ai rigori contro il Liverpool e poi la finale di FA Cup contro l’Arsenal.

L’esonero di Lampard passa anche per queste finali perse, ma soprattutto per non essere riuscito a valorizzare una rosa estremamente ricca e prolifica (soltanto i 7 nuovi acquisti dell’ultimo mercato sono costati più di 200 milioni di sterline).

In una nota ufficiale il patron Abramovich dichiara:

“È stata una decisione difficile per il Club, anche perché ho un rapporto eccellente con Frank e il massimo rispetto per lui. È un uomo dalla grande integrità e ha un’altissima etica del lavoro. Tuttavia, nelle attuali circostanze crediamo che sia meglio cambiare allenatore. A nome di tutti al club mi piacerebbe ringraziare Frank per il suo lavoro da allenatore e vorrei augurargli ogni successo per il futuro”.

Troppo poco, probabilmente, per Lampard. Bandiera e trascinatore del Chelsea, ora costretto ad abbandonarne la panchina. Sicuramente non si dimenticherà facilmente questo giorno, proprio come il 24 settembre 2014 quando ha segnato con la maglia del Manchester City proprio contro il Chelsea.