Certe cose non dovrebbero succedere, eppure ancora capitano. L’episodio PSG-Basaksehir segnerà per sempre la storia del calcio e dello sport in generale.

Perchè la gara è stata sospesa?

Un episodio che farà storia. Tristemente. Il match era cominciato normalmente e con una evidente marca parigina. Poi al 14′ il match prende una svolta inaspettata. E no, non parliamo di una giocata da fuoriclasse di Neymar o di uno strappo di Mbpapè. Il quarto uomo si rivolge con termini poco eleganti alla panchina dei turchi. La squadra ospite non la prende bene, anzi. Si accende un infuocato confronto e il direttore di gara cerca in tutti i modi di domare l’incendio, ma non c’è storia. I turchi trovano appoggio anche nella squadra francese e di loro iniziativa decidono di non continuare la gara.

La ricostruzione dell’episodio PSG-Basaksehir

Demba Ba accusa il quarto uomo della terna arbitrale per l’espressione “Black Guy” utilizzata nei confronti della panchina. Tramite alcuni video è stato possibile ricostruire la triste vicenda. L’arbitro sarebbe stato richiamato per espellere un membro della panchina turca (l’assistente Webo, che avrebbe protestato troppo), e il quarto uomo avrebbe indicato il colpevole aggiungendo il termine “jucatorul negru”, facilmente traducibile dal rumeno. A quel punto sarebbe scoppiato il putiferio che ha portato alla sospensione della partita. Dopo circa mezzora è intervenuta la UEFA comunicando il rinvio della gara per il 9 dicembre alle ore 19.00. L’altra gara del girone è finita regolarmente, con il Lipsia agli ottavi e il Manchester United in Europa League.

L’episodio PSG-Basaksehir farà storia

L’episodio, volenti o nolenti, farà sicuramente storia. E sarà una pagina triste del calcio internazionale perchè l’espressione offensiva proviene da un componente della terna arbitrale che dovrebbe essere testimonial della lotta al razzismo calcistico. Lo sport è l’ambiente per eccellenza in cui non esistono barriere etniche e tutto ciò va preservato assumendo provvedimenti severi nei confronti di chi, tifoso, arbitro o dirigente, si rende protagonista di tali atteggiamenti gratuitamente offensivi. Il coraggio dei giocatori di non continuare la gara deve essere d’esempio per le future competizioni sportive e far riflettere sulla necessità di un’educazione al rispetto dell’altro, fin dai primi calci al pallone.

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