“Non mi interessa lavorare con i migliori, io lavoro per batterli”. Dal Vangelo secondo Jurgen Klopp. Frase emblematica che potrebbe racchiudere tutto quello che di incredibile è successo ad Anfield nel ritorno della semifinale di Champions, con i padroni di casa chiamati a rimontare al Barcellona di Messi lo 0-3 dell’andata. Missione praticamente e francamente impossibile, se non fosse che Klopp e l’urlo della Kop possono praticamente tutto, anche trasformare un’impresa disperata, aggravata dalle pesanti assenze di Salah e Firmino, in una comoda passeggiata di salute. Totalmente fuori contesto Messi e compagni, incapaci di fare tesoro dell’esperienza dello scorso anno con la Roma e costretti ancora una volta a svegliarsi bruscamente dal sogno Champions. Klopp presenta il suo classico 4-3-3 a tutto campo, tappando le falle delle assenze dei 2/3 del suo tridente inserendo Origi a sinistra e l’ex Inter Shaqiri a destra. Ospiti che si presentano invece con lo stesso schieramento dell’andata, commettendo però il clamoroso errore di gestire la partita senza mai affondare. Errore che ad Anfield si paga carissimo.

I padroni di casa passano in vantaggio dopo appena sette minuti con Origi bravo a raccogliere la respinta di Ter Stegen su tiro di Henderson e a depositare in rete il goal della speranza. Curiosità: un anno fa allo stesso minuto Dzeko segnò il primo goal della rimonta romanista. Misteri e fascino del calcio. Appoggiandosi al preziosissimo goal del vantaggio, il Liverpool carica a testa bassa spinto da un Alexander-Arnold in serata di grazie e un Fabinho sontuoso in mezzo al campo. Gli uomini di Valverde tentano una timida reazione ma le conclusioni di Messi prima e Coutinho poi vengono neutralizzate agevolmente da Alisson. Si va al riposo coi Reds in vantaggio e con gli occhi dei catalani pieni di paura.

Lo testimonia l’avvio della ripresa, quando il Liverpool trova, stavolta dopo 8 minuti, il raddoppio col subentrato Wijnaldum, perfetto a battere dal limite su perfetto suggerimento di Arnold dalla destra. È la rete che distrugge psicologicamente il Barcellona e consegna definitivamente le chiavi della qualificazione agli inglesi, i quali dopo 2 minuti (55’) trovano la rete del 3-0 che pareggia i conti con l’andata. La firma è dello stesso Wijnaldum che stacca di testa a centro area e batte imparabilmente Ter Stegen su cross dalla sinistra di Shaqiri. Il successivo miracolo di Allison su diagonale insidioso di Suarez è la pietra tombale sulle speranze di rimonta blaugrana e l’episodio che convince definitivamente i Rossi dell’impresa possibile. Ed è Origi, uomo inatteso alla vigilia, a siglare il goal qualificazione con un preciso interno sinistro in piena area su un calcio d’angolo geniale del fenomenale Arnold che coglie di sorpresa un’imbambolata difesa ospite. È finale. È Klopp. È You’ll never Walk Alone. Appuntamento al Wanda Metropolitano per una finale che si annuncia da brividi.

TABELLINO

LIVERPOOL – BARCELLONA 4-0

LIVERPOOL (4-3-3): Alisson; Arnold, Matip, van Dijk, Robertson (1′ st Wijnaldum); Henderson,Fabinho, Milner; Shaqiri (44′ st Sturridge), Origi (40′ st Gomez) Manè

Allenatore: Klopp

BARCELLONA (4-3-3): Ter Stegen; Sergi, Piqué, Lenglet, Alba; Vidal (30′ st Arthur), Busquets, Rakitic (36′ st Malcolm); Messi, Suarez, Coutinho (15′ st Semedo)

Allenatore: Valverde 

Marcatori: 7′, 79′ Origi, 54′, 56′ Wijnaldum

Arbitro: Cakįr

Ammoniti: Fabinho, Busquets, Rakitic, Matip, Semedo 

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