L’emergenza Covid-19 non risparmia nessuno. Tutte le economie, le aziende e le industrie in un modo o nell’altro stanno soffrendo l’immane catastrofe del passaggio del famigerato coronavirus. Nemmeno il calcio, anzi: le società sportive sono tra le più colpite in assoluto per il clamoroso dissesto economico che si verrà, o si è già venuto, a creare appena l’emergenza sarà conclusa. Anche in Argentina, dove, a differenza dell’Europa, si sta solo ora prendendo in considerazione il taglio degli stipendi dei calciatori. E chi se non il numero 10 più forte della storia dell’Albiceleste poteva prendersi il ruolo di portavoce di tali manovre? Diego Armando Maradona, attuale guida tecnica del Gimnasia La Plata, in un intervento ad Olè non ha usato giri di parole per descrivere quanto detto:

“Tagliate lo stipendio a me, ma non tagliate indistintamente quello di tutti i dipendenti. Molte persone ne hanno bisogno per vivere”

Il Pibe de Oro insiste sull’aspetto fondamentale, ossia la differenza che esiste tra i vari club calcistici per quanto riguarda lo stipendio, soprattutto in un campionato come quello argentino che non vanta numeri esorbitanti per quanto riguarda i pagamenti dei propri dipendenti.

Maradona non manca di parole buonissime nei confronti della sua tifoseria del Gimnasia, che lo accolto come un re appena ha deciso di intraprendere questa avventura: “Spero di poter rimanere al Gimnasia, lo adoro. Ho una relazione straordinaria con le persone, con il presidente, con tutti. La mia idea e’ quella di continuare con tutto lo staff tecnico e anche di mantenere i rinforzi arrivati durante l’ultima finestra di mercato, hanno fatto molto bene alla squadra”.

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