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Marco Melandri riprende tuta e casco, e si ripresenta nel mondiale SBK. A più di sei mesi da quella che doveva essere l’ultima gara in carriera, il ravennate a 38 anni si rimette in gioco. Il campione del mondo della 250 correrà tutto il mondiale 2020 con il Barni Racing. La struttura bergamasca di Marco Barnabò gli affiderà una Ducati Panigale V4R.

Melandri prende il posto di Leon Camier, il quale ha risolto il contratto con il team.

Marco Melandri in SBK, come si è arrivati al rientro

Ancor prima che il covid-19 mettesse in pausa il campionato, nel Barni Racing è scattato l’allarme Leon Camier. L’inglese è reduce da una lunga serie d’infortuni alla spalla, che gli impediscono di guidare. Il team ha cercato in tutti i modi di venirgli incontro, ma ad un certo punto Barnabò ha perso la pazienza.

In data di ieri, la squadra annuncia la separazione consensuale con Camier.

Già prima di questo annuncio, Barnabò aveva sondato il mercato in cerca di sostituti. La prima opzione è stata Randy Krummenacher, attualmente in Supersport. Il campione del mondo in carica della classe intermedia è in rotta di collisione con l’MV Agusta Squadra Corse, a tal punto da annunciare il clamoroso addio. Non sono mancate le accuse di negligenza nei confronti del team rappresentante della casa varesina.

Tali dichiarazioni non sono ovviamente piaciute ad MV, che sta valutando azioni legali nei confronti dello svizzero. In questo scenario, sembra improbabile che Randy possa svincolarsi dal suo attuale contratto e rendersi disponibile. Di qui l’idea di riportare Marco Melandri in SBK.

Secondo varie fonti, infatti, Barnabò aveva contattato il ravennate per chiedergli la disponibilità. Marco avrebbe risposto di sì, ed il resto è storia di oggi.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Marco Melandri: “La situazione è stata abbastanza surreale. In condizioni normali, non avrei mai pensato di tornare, poi è sembrato che il fato scegliesse per me. Questo periodo lungo e tranquillo mi ha rigenerato, e mi ha liberato di tutti i pensieri negativi che avevo prima. Poi, una ad una, delle situazioni quasi incredibili si sono allineate: non aver avuto la chance di guidare una Panigale V4 è stato un rimpianto, ed ora, l’opportunità è qui. Sulla moto del Team Barni si cono le sospensioni Showa, e fin dalla MotoGp ho avuto sempre gran feeling con i loro prodotti.

Sarà un campionato di soli sei round, tutti in Europa su piste che mi piacciono, quindi sarà un impegno limitato e concentrato. Se c’è stato qualcuno che è riuscito a convincermi a tornare è stato Marco Barnabò. Penso che il Barni Racing sia un grande team per me, una “piccola famiglia” dove c’è sempre il desiderio di crescere, ma anche di divertirsi lavorando con passione. Sono consapevole di avere una moto vincente con le migliori componenti, e per questo motivo vorrei anche ringraziare Claudio Domenicali, Paolo Ciabatti, Gigi Dall’Igna e l’intero team Ducati per questa opportunità“.

Marco Barnabò: “Dopo tutto quello che è successo, avevamo bisogno di un pilota esperto che conoscesse già le gomme, le piste, ed il campionato. Marco ha mostrato grande entusiasmo ed un grande desiderio di tornare in gioco, ed il suo approccio ci ha convinto che fosse la scelta giusta. Il suo valore non è in discussione e, test a parte, ha fatto solo una gara in meno degli altri. E’ come se non avesse mai smesso. Noi crediamo che, in uno scenario strano come questo, possa essere un valore aggiunto e anche la Ducati ci ha appoggiato in questa scelta“.

Il mondiale Superbike 2020 riprenderà il 2 agosto, sulla pista spagnola di Jerez.

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