Matteo Berrettini
Matteo Berrettini: Foto via Twitter_@supertennistv
La vittoria di Shapovalov su Monfils a Bercy relega Matteo tra i migliori otto per Londra | L’ultimo a riuscirci fu Corrado Barazzutti nel 1978 |

La storia del tennis italiano si arricchisce – finalmente – di un nuovo capitolo grazie a Matteo Berrettini. L’azzurro infatti raggiunge in un tortuoso cammino la qualificazione alle ATP Finals di Londra.

Un riconoscimento strameritato per il romano, che dopo un inizio di stagione in sordina, è sbocciato completamente issandosi nei piani alti del circuito.

Quella di ieri è stata una giornata indimenticabile per Matteo Berrettini, anche se il teatro dell’impresa non è stata la Accors Hotel Arena di Parigi ma il divano della sua dimora.

Senza ombra di dubbio la tensione avvertita è la stessa che si prova in campo. Perché, diciamocelo chiaramente, neanche il buon Matteo all’alba del 2019 avrebbe pensato di spingersi così lontano nel corso della stagione.

Infatti il suo destino – con qualificazione a Londra annessa – non dipendeva più dalle sue gesta, ma da quelle altrui. Infatti dopo la prematura eliminazione nel Masters 1000 di Parigi-Bercy gli toccava solo ‘gufare‘.

Certo, nello sport non è mai bello augurare le sconfitte agli altri, ma onestamente il tennis italiano ne aveva bisogno, quello maschile più di tutti.

Tanti, troppi anni bui hanno caratterizzato il tennis di casa nostra, e ora è arrivato il momento di prenderci le nostre rivincite.

L’impresa di Fognini a Montecarlo è stato solo il preludio di ciò che sarebbe successo qualche mese dopo, perché qui ci troviamo dinanzi ad un avvenimento storico con la S maiuscola, che riunisce tutti gli appassionati italiani sotto un’unica bandiera.

Ora Matteo Berrettini può fregiarsi di questo riconoscimento, che a 23 anni non può che aprirti le porte ad una grande carriera.

L’ultimo a riuscirci fu Corrado Barazzutti nel 1978 – in quei tempi si giocava a New York – poco prima Adriano Panatta nel 1975.

Matteo diventa così il terzo italiano a partecipare alle ATP Finals. Potrebbe però diventare il primo a vincere una partita, dopo l’unico successo di Fognini e Bolelli in doppio nel 2015.

Non è un volo pindarico pensare che Matteo Berrettini possa fare meglio di loro, ma onestamente poco ci frega. Infatti ritrovarsi sul cemento della O2 Arena di Londra sarà un motivo di vanto anche per noi che siamo qui a scrivere e commentare.

D’ora in avanti questo ragazzo prodigio avrà tutto da guadagnare, e chiuderà la stagione almeno da n.8 al mondo, a patto che non voglia trasformarlo in qualcosa di più grande nella capitale inglese.

A noi per ora sta bene così, perché siamo tornati ad esultare anche nel tennis maschile. Possiamo ormai definire il 2019 l’anno del Rinascimento del tennis italiano, nel quale tutti si sono fatti ricordare a modo loro.

Le vittorie di Fognini e la crescita esponenziale di Sinner sono due fattori da tener conto in futuro.

Per Berrettini invece la stagione si chiude con due vittorie negli ATP 250 di Stoccarda e Budapest, gli ottavi a Wimbledon e le semifinali allo US Open e Shanghai.

Credo che basti questo score per meritarsi ‘almeno‘ l’ottavo posto nella Race to London. In realtà la stagione non era partita benissimo: sul mattone tritato Matteo Berrettini non è stato così proficuo, facendo addirittura pensare ai più scettici che si trattasse del consueto fuoco di paglia.

Invece i tornei su erba e cemento hanno invertito la tendenza, aumentando ovviamente il chiacchiericcio generale sul suo nome.

E ora siamo qui a decantare questa immane impresa. Un grosso ringraziamento va ovviamente a Denis Shapovalov, che seppur in piccola parte ha permesso il raggiungimento di questo traguardo.

Il canadese infatti ha estromesso dal Rolex Paris Masters 1000 il padrone di casa Gael Monfils, ultimo avversario accreditato in grado di annullare i festeggiamenti.

Matteo Berrettini e Denis Shapovalov era già risaputo che sarebbero stati avversari nelle finali di Coppa Davis del prossimo novembre. Probabilmente però, neanche il tennista nativo di Roma Nord avrebbe immaginato di chiedere un favore al canadese.

Un’Italia intera a supporto del giovane Denis: lui che ama il nostro paese, il nostro cibo, si allena sui nostri campi.

Italiano è anche il suo fisioterapista, che forse gli avrà sussurrato ‘facci questo regalo ‘.

Il duopolio Shapovalov-Italia non era iniziato granché bene, con il ragazzo che ha ufficialmente annunciato il suo forfait per le prossime NextGen Finals a Milano.

Ma ben presto si è fatto di gran lunga perdonare, deliziandoci con il suo estro tennistico ammirato per tutta la settimana a Bercy.

61 minuti scarsi per cancellare le speranze di uno spento e distratto Monfils, neanche aiutato dalla bolgia transalpina della Accors Hotel Arena.

Giusto così, il campione francese ci sta tanto simpatico, ma doveva andare in questo modo, per Matteo Berrettini e per il tennis del nostro paese.

La situazione a Parigi-Bercy –

Detto già dell’affermazione di Shapovalov – alla sua quarta semifinale in un Masters 1000 – tutti gli altri favoriti vincono agevolmente.

Il canadese nel penultimo atto incontrerà Rafael Nadal, a caccia della prima affermazione su questi campi. Il fenomeno spagnolo ha estromesso anche l’ultimo francese dal torneo di casa, ossia J-W. Tsonga.

Nella parte alta del tabellone la semifinale sarà invece Djokovic-Dimitrov. Il n.1 al mondo – nonostante qualche linea di febbre – ha vendicato la sconfitta di Shanghai contro Stefanos Tsitsipas, il quale raccoglie solo 3 game.

Una dura lezione per il greco anche in vista delle Finals di Londra. Il serbo affronterà ora un ottimo Dimitrov, che ha messo fine alla favola del cileno Garin.

Risultati quarti di finale –

[1] N. Djokovic b. [7] S. Tsitsipas 6-1, 6-2

G. Dimitrov b. C. Garin 6-2, 7-5

D. Shapovalov b. [13] G. Monfils 6-2, 6-2

[2] R. Nadal b. J-W. Tsonga 7-6(4), 6-1

Semifinali –

[1] N. Djokovic – G. Dimitrov

[2] R. Nadal – D. Shapovalov

Rolex Paris Masters 1000 – il tabellone completo

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