Maurizio Sarri

Ieri 26 Luglio 2020 la Juventus di Maurizio Sarri ha vinto il suo 36 Scudetto (anche se per i tifosi sono 38) ed è entrata nella storia per essere riuscita a conseguire 9 scudetti consecutivi.

Un obiettivo che va oltre ogni aspettativa, nei vari campionati esteri nessuna squadra è riuscita ad imporre la sua forza come la vecchia signora.

Si potrebbe dire che i detti non si sbagliano mai: gallina vecchia fa buon brodo, e se questo nono scudo è arrivato è anche grazie a Maurizio Sarri.

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Maurizio Sarri: la Juventus vince lo Scudetto 2020

La Juventus vince anche lo Scudetto 2019/2020, quello più improbabile e combattuto.

Anche il covid ci ha messo lo zampino, ma alla fine la squadra di Sarri ha approffitato dei passi falsi di Inter e Lazio, e si è confermata Campione d’Italia per la 9 volta consecutiva.

Uno strapotere assurdo, che adesso deve allinearsi con la suggestione Champions League.

Maurizio Sarri ha lasciato i suoi ragazzi in campo a festeggiare da soli, poi però ha festeggiato con loro negli spogliatoi.

Ha voluto festeggiare lo Scudetto alla sua maniera, con la solita sigaretta in bocca, ricoperto di schiuma da Cuadrado e bevendo un sorso di Champagne prima di spruzzarlo ai suoi ragazzi.

Maurizio Sarri: un allenatore dalle grandi idee di gioco

Maurizio Sarri brinda alla Serie A della Juventus con un sorso di champagne, mentre fuma una sigaretta imbevuto di schiuma.

L’allenatore Italiano è l’uomo più anziano a vincere il primo scudetto nazionale all’età di 61 anni.

Una vittoria per 2-0 contro la Sampdoria all’Allianz Stadium ha assicurato ai bianconeri di vincere il nono scudetto consecutivo.

Sarri è stata la scelta del club dopo l’addio di Massimiliano Allegri che lasciava Torino dopo cinque anni in carica la scorsa estate.

L’ex capo del Napoli e del Chelsea aveva vinto solo l’Europa League durante la sua carriera da giocatore.

Ora aggiungerà al suo palmares anche lo Scudetto, vinto in anticipo di due giornate rispetto la fine di questo campionato lungo quasi un’anno causa covid.

Maurizio Sarri: le sue dichiarazioni dopo la vittoria dello Scudetto

E mentre celebrava il titolo di Serie A ha scherzato sul fatto che la Juventus avrebbe dovuto presentarsi con un abbigliamento più elegante.

Visto che ha vinto lo scudetto con un allenatore da sempre affamato di successi.

La battuta nasce dal fatto che anche molti tifosi Juventini lo hanno criticato per il suo modo di vestire casual e non ricercato.

“Ho detto loro, se hai vinto con me che non ha mai vinto nulla, devi essere davvero bravo”, ha scherzato interrogandosi interrogando da Sky Sport Italia.

“Il primo giorno si entra, si vedono persone, non solo giocatori di livello mondiale.

 Col passare del tempo, ti affezioni di loro e il rapporto passa dall’essere strettamente professionale a anche personale.

“Il primo giorno, entro nello spogliatoio e so che ci sono alcuni giocatori top.

Dopo un po’, si cammina in là sapendo che ci sono alcuni grandi ragazzi e che si può contare su di loro.

“Ho una sensazione speciale, naturalmente.

È difficile vincere, diventa ancora più complicato continuare a vincere, poiché dare qualcosa per scontato nello sport è una delle più grandi bugie del mondo.

“Non è stata una passeggiata nel parco.

È stato lungo, difficile, stressante, e questa squadra merita un sacco di credito per aver continuato a trovare la fame e la determinazione di continuare dopo otto vittorie di fila.

“Ho lasciato il campo perché stavo cercando di evitare di farmi gettare un secchio d’acqua su di me, perché era ovviamente sulla sua strada, ma non sono riuscito a scappare.”

Maurizio Sarri: la sua è la più bella favola del calcio moderno

La gavetta di Maurizio Sarri è lunga di ben 30 anni, tutto quello che ha ottenuto lo ha cercato, voluto, inseguito giorno per giorno.

Il suo primo lavoro era quello di dipendente della Banca Toscana.

Il 1999 è un anno chiave, perché Sarri decide di lasciare il posto in banca e dedicarsi esclusivamente alla carriera da allenatore.

Da quel momento inizierà una lunghissima gavetta attraverso le serie minori del calcio italiano, dalla panchina del Sansovino a quella del Sorrento, passando per Grosseto.

Il 25 giugno del 2012 firma un contratto con l’Empoli, che allora milita in Serie B.

I risultati stentano ad arrivare e dopo nove giornate di campionato la squadra toscana totalizza appena quattro punti.

Sarri, però, trova le giuste contromisure e trascina l’Empoli fino al quarto posto e, di conseguenza, ai play off per la Serie A.

Il sogno promozione si spegnerà nella finale persa contro il Livorno.

L’appuntamento con la Serie A, però, è solo rimandato di un anno, alla stagione 2013-2014: l’Empoli chiude secondo e si guadagna la promozione.

Maurizio Sarri: la sua cavalcata in Serie A

L’esordio di Sarri nel massimo campionato italiano è molto positivo.

L’Empoli, considerato la rivelazione del torneo, si salva agevolmente con quattro giornate d’anticipo e impressiona per la qualità del gioco espresso.

L’allenatore, nel corso della stagione, affronta anche quello che sarà il suo futuro: il Napoli allora guidato da Rafa Benitez.

L’11 giugno del 2015 Sarri firma proprio con il club di Aurelio De Laurentiis, e deve affrontare l’iniziale scetticismo di una piazza passata da un allenatore titolato di caratura internazionale nelle mani di un neofita della Serie A.

Sarri, pur non riuscendo a conquistare alcun titolo all’ombra del Vesuvio, avrà modo di far ricredere tutti.

Giocandosi lo scudetto con la Juventus fino a poche giornate dal termine già al primo anno sulla panchina azzurra.

In particolare, emerge il feeling con l’attaccante argentino Gonzalo Higuain, rivitalizzato dalla cura Sarri e capace nel 2016 di stabilire con il Napoli il record di gol in una singola stagione di Serie A.

Nonostante il passaggio di Higuain alla Juventus nell’estate 2016, il Napoli continua a rimanere competitivo.

Anche grazie all’intuizione di Sarri di cucire addosso all’esterno offensivo Dries Mertens il ruolo di prima punta.

Maurizio Sarri: dal Napoli al Chelsea

Dopo il terzo posto nella stagione 2016-2017, il Napoli di Sarri arriva a un passo dallo scudetto l’anno successivo, contendendo alla Juve il titolo fino a tre giornate dal termine.

Gli Azzurri riescono nell’impresa di battere i Bianconeri allo Stadium il 22 aprile del 2018, portandosi a -1 dalla vetta.

La sconfitta di Firenze della settimana successiva e la concomitante vittoria della Vecchia Signora a San Siro contro l’Inter, però, faranno prendere allo scudetto ancora la via della Torino bianconera.

Con la fine di quella stagione si esaurisce, non senza i rimpianti di una piazza che si era molto legata al tecnico, anche il ciclo di Sarri al Napoli.

L’allenatore si trasferisce quindi a Londra per una nuova avventura sulla panchina del Chelsea, con Gianfranco Zola come secondo.

Maurizio Sarri: passa dal Chelsea alla Juventus

Alla guida del Chelsea Sarri vince il suo primo titolo da allenatore tra i professionisti: l’Europa League conquistata battendo l’Arsenal nella finale tutta inglese disputata il 29 maggio 2019 a Baku.

L’esperienza londinese di Sarri dura, però, appena un anno. All’orizzonte del tecnico toscano si presenta, infatti, la Juventus che lo ingaggia proprio nell’estate del 2019 per sostituire Massimiliano Allegri.

Se in campionato la Juve sembra la solita schiacciasassi, anche se con qualche passaggio a vuoto di troppo, lo scetticismo della piazza bianconera si accende in seguito alla finale di Supercoppa italiana persa contro la Lazio il 22 dicembre del 2019.

Il 17 giugno del 2020 la Juventus di Sarri vede sfumare anche la Coppa Italia, persa nella finale contro il Napoli di Gennaro Gattuso a Roma.

Ma la stagione 2019-2020 si chiude comunque in bellezza, col primo titolo italiano da allenatore per Maurizio Sarri, conquistato con due giornate d’anticipo sulla fine del campionato grazie al 2-0 sulla Sampdoria.

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