A sorpresa la Juventus si assicura il centrocampo statunitense dello Schalke 04, Weston Mckennie, classe’ 98. La trattativa sta per chiudersi con la formula del prestito oneroso, fissato a 3, 5 milioni, con diritto di riscatto.

Si tratta di un giocatore polivalente, capace di fare tutto dalla mezz’ala al trequartista, con predisposizione alla corsa e al recupero della palla. Perfetto, dunque, per il tipo di gioco a cui si ispira il tecnico bianconero Andrea Pirlo: possesso e recupero del pallone.

CHI È WESTON MCKENNIE

Nato a Little Elm, in Texas, una cittadina a 50 km a nord di Dallas, Mckennie irrealtà la Germania l’aveva già conosciuta: a cinque anni ci si era già trasferito a Kaiserslautern con la famiglia a causa degli impegni militari del padre. Poi il ritorno a casa per unirsi all’academy dell’ Fc Dallas a 11 anni. Per la sua formazione calcistica, però, quei tre anni in Germania sono stati chiave. Li ha conosciuto il pallone. E lo hanno aiutato più facilmente ad ambientarsi quando ci è tornato per unirsi all’Under 19 dello Schalke 04. Rifiutando anche una borsa di studio alla Virginia University.

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Come tanti suoi coetanei e conterranei, il texano ha dovuto scegliere tra il calcio e il football americano. In controtendenza, ha scelto il pallone. Nelle giovanili della franchigia del Dallas ha convinto tutti, giocando da centrocampista centrale a 16 anni insieme ai più grandi. Nel 2016 ha capitanato gli Stati Uniti Under 19 alla vittoria nella Slovakia Cup. E lì lo Schalke si è convinto a puntare su quel ragazzo che, da mediano, dimostrava di vedere la porta e avere un’attitudine del lavoro sopra la media.

Il suo percorso nelle giovanili del club di Gelsenkirchen dura soltanto un anno. Nel 2017 ha esordito in prima squadra e da lì non ha più lasciato la maglia. Con Domenico Tedesco nella stagione 2017/2018 ha giocato 22 partite, 13 da titolare, con in mezzo diversi acciacchi fisici. Lo Schalke ha concluso quella stagione al secondo posto, la migliore prima delle ultime due annate deludenti. Nelle quali, comunque, l’americano ha sempre saputo distinguersi. L’anno dopo avrebbe anche segnato in Champions League, a Mosca, decisivo per battere la Lokomotiv.

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