Michele Platini, Le Roi per il mondo bianconero, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera elogiando la Juventus, fresca Campione D’Italia, partendo dal ricordo del suo primo scudetto in maglia bianconera: “Fu una soddisfazione personale. Un francese che arriva alla Juventus e vince: non lo dimenticherò mai. Nello spogliatoio c’erano compagni che di scudetti ne avevano già vinti. C’era una bella festa, per loro però non tanto importante: erano abituati. Ero io a sentirmi importante, ma eravamo programmati per vincere. Avevamo perso l’anno prima con la Roma, pure se li avevamo sempre battuti. In realtà avevamo la sindrome della Coppa dei Campioni: non si riusciva a portarla a casa”Le dichiarazioni di Maurizio Sarri: “È lo scudetto di Ronaldo e Dybala”

E proprio a proposito di quella coppa, Michel Platini aggiunge: “Avevamo perso ad Atene nel 1983, sapevamo di dover rivincere il.campionato per tornare a giocare in Coppa dei Campioni: allora andavano solo i campioni, oggi vanno in quattro, è più facile. In Champions non trionfa sempre il migliore. L’ avvocato Agnelli il mio primo giorno mi disse: “Dobbiamo vincere la Coppa dei Campioni”.Già a quei tempi aveva una visione europea”.

Il trionfo europeo arrivò in quella tragica serata dell’ Hysel: “Non è un bel ricordo, anzi è terribile. Però sul campo l’abbiamo vinta. Il Liverpool non ci ha regalato nulla”.

Tornando all’attualità, l’ex fuoriclasse francese si è concentrato sulla prossima partita di Champions League contro il Lione: “La competizione è molto più aperta: sono tre finali: quarti, semifinali e finale. La Juve deve ancira giocare l’ottavo e contro il Lione sarà tosta. Non credo che il Lione sia sfavorito. Il calcio non è matematica, la Juventus deve vincere sul campo, non nelle chiacchiere. Il Lione arriverà preparato alla partita”

Poi si sofferma su Cristiano Ronaldo e il suo finale di carriera: “Non ha bisogno di essere me. Ha fatto tante cose a Manchester, a Madrid: è sempre stato un vincente, ha conquistato molti titoli. Per la Juventus è stato un bel traguardo farlo venire a Torino: Ronaldo ha uno spirito giovane, non molla mai niente. Non deve pensare nel.finale della carriera. Non volevo essere allenatore e il destino mi ci ha fatto diventare. Poi mi ha spinto a diventare Presidente della Coppa del Mondo di Francia, li’ ho incontrato Blatter e mi sono lanciato in politica, Uefa e poi la Fifa. Insomma non ho.deciso, è successo. Ronaldo avrà delle proposte: è forte, bravo e intelligente. Zidane è diventato allenatore dopo dieci anni che si annoiava. Il destino fa tutto e ti fa cominciare qualcosa”.

Sul possibile paragone con Dybala, Michel Platini precisa: “Come stile ricorda Sivori, ma somiglia più a Maradona che a me. Non è che ha il talento di Maradona, per quello ha già il suo ed è già tanto”.

Conclude parlando del suo futuro: “Juve, Eca o Federazione Francese? Non mi precludo nulla. Si sono dette tante cose, sono svincolato, vediamo. Ho fatto tante cose per il calcio. Devo trovare qualcosa di utile per il calcio, che mi piaccia: non è proprio semplice, non voglio ripetermi”.

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