Il 18 maggio 1994 il Milan vince la quinta Champions League.

I pronostici della vigilia di Milan-Barcellona non davano quasi scampo ai rossoneri. Tutti indicavano nei catalani guidati dal compianto Cruijff gli stra-favoriti per la conquista della Champions League durante la finale di Atene del 18 maggio 1994. Invece non fu così. Gli uomini guidati da Fabio Capello e trascinati da uno straordinario Dejan Savicevic riuscirono a schiantare le stelle della formazione blaugrana rifilando loro addirittura quattro goal; un poker che consentì alla compagine milanese di aggiudicarsi la quinta Champions League della sua storia per una gara destinata a rimanere per sempre nella storia del calcio. Gli imbattibili del Barça, i predestinati a dominare il match si arresero attoniti alla classe del Genio montenegrino, all’orgoglio delle bandiere rossonere e alla concretezza del tecnico Capello.

Milan-Barcellona 4-0 di 26 anni fa è stata indubbiamente la consacrazione di Savicevic. Acquistato nel 1992 dalla società allora guidata da Silvio Berlusconi, in molti ormai ne stavano mettendo in dubbio la bontà del suo approdo al Diavolo rossonero, considerandolo troppo discontinuo e poco cinico per militare in un top-club. Invece in quella sera del 18 maggio l’attaccante del Montenegro riuscì a zittire i critici e a far sognare i tifosi milanisti con una prestazione maiuscola di fronte ai più quotati avversari. Oltre ad un goal meraviglioso, mise lo zampino anche nella doppietta di Massaro e nella rete del definitivo poker di Desailly.

Savicevic, grande protagonista di Milan-Barcellona 4-0.

Il Dream Team di Cruijff, il campione del calcio totale olandese degli anni Settanta dovette arrendersi e inchinarsi di fronte alla classe di Savicevic ma anche ad una squadra che, con il trionfo di Atene, mise a segno il double scudetto-Champions League, per una stagione 1993-1994 che per il Milan fu a dir poco memorabile. Infatti sempre nel 1994 Baresi e compagni misero in bacheca anche la Supercoppa Italiana e la Supercoppa UEFA, mentre la Coppa Intercontinentale gli sfuggì a favore del Velez che vinse per 2-0.

Milan-Barcellona 4-0: la caduta degli dei blaugrana

La finale di Atene del 18 maggio 1994 vede il Milan opposto ad un Barcellona infarcito di grandi campioni. Basti pensare che l’allenatore Cruijff lascia in tribuna Michael Laudrup perché non ha posto per un altro straniero, avendo già nella formazione titolare tre campioni. Innanzitutto c’è Ronald Koeman, insostituibile perché in campo è in grado di impostare, di ripiegare in fase difensiva e soprattutto di segnare, infatti gli manca appena un goal per essere il capocannoniere della Champions League. Impossibile rinunciare a Romario, futuro campione del mondo che in area di rigore è un bomber implacabile. E poi sempre in attacco c’è Hristo Stoichkov, un altro centravanti dai numeri strabilianti che non può essere lasciato fuori in un match così importante.

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Ma non bisogna dimenticare che il Barcellona del 1994 vanta tanti altri nomi altisonanti del mondo del calcio come Zubizarreta, Amor, Nadal, Sergi e Begiristain che formano lo zoccolo duro della squadra. Insieme a loro c’è un giovane astro nascente del centrocampo che risponde al nome di Pep Guardiola. Cruijff nelle dichiarazioni della vigilia non si è nascosto: i suoi ragazzi non possono perdere quella finale, trattandosi di un organico ancora più forte e completo di quello che nel 1992 aveva piegato la Sampdoria a Wembley. Dunque, anche per l’ex attaccante olandese il finale di Milan-Barcellona è già scritto.

Il Barcellona però non ha fatto i conti con il Milan di Capello. Innanzitutto il tecnico friulano non cerca nulla di fenomenale per contrastare gli avversari: modulo 4-4-2 e squadra concreta, pragmatica e di talento. Sono ormai terminati i fasti dei tre mitici olandesi Gullit, Van Basten e Rijkaard, ma il club meneghino è riuscito comunque a rimpiazzarli al meglio. In primis c’è un gruppo di giocatori che sta dimostrando di avere tutte le qualità per diventare sempre più grande: da Sebastiano Rossi ad Albertini, passando per Panucci. Tra gli stranieri si sono vestiti di rossonero Boban e Desailly. Quindi i senatori del gruppo come Maldini, Tassotti, Filippo Galli e Donadoni. Per la sfida di Atene mancano Baresi e Costacurta, entrambi squalificati.

In attacco c’è la coppia formata da Savicevic e Massaro, capace in 90 minuti di offuscare le stelle del Barça. Al 22° minuto del primo tempo proprio il montenegrino, quando Zubizarreta gli esce sui piedi, nonostante sia mancino colpisce con il destro e fa partire una traiettoria strana che Massaro riesce a tramutare nel goal dell’1-0. L’altro acuto rossonero giunge nelle battute conclusive della prima frazione di gioco: Donadoni salta Ferrer in velocità e, giunto in prossimità della linea di fondo, invece di tirare appoggia il pallone leggermente all’indietro dove trova pronto ancora una volta Massaro che non sbaglia.

Massaro, autore di una doppietta al Barcellona.

Nella ripresa di Milan-Barcellona, quando si pensa ad una reazione spagnola, è invece la formazione lombarda a suggellare il suo stato di grazia. Dopo appena 2 minuti Albertini apre sulla destra, Nadal sembra ormai pronto ad intercettare la sfera ma la fa rimbalzare: Savicevic riesce ad anticiparlo e fa partire un sinistro al bacio che disegna una traiettoria imprendibile per Zubizarreta. Il Genio ha messo la firma sul tris. Ma non è finita qui. Ancora Albertini serve in profondità per la corrente Savicevic (sempre lui) che in questa circostanza colpisce il palo, ma sugli sviluppi dell’azione Desailly insacca alle spalle dell’estremo difensore catalano. È il 4-0 definitivo che spegne le convinzioni e le ambizioni dei fuoriclasse del Barcellona e consegna alla storia un Milan caparbio, concreto e a tratti spettacolare che nella notte di Atene alza al cielo la sua quinta Champions League.

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