L'Uci apre al Mondiale Strade Bianche per professionisti.

Circa una settimana fa, in Svizzera, presso la sede dell’Unione Ciclistica Internazionale, si era tenuto un colloquio fra Giancarlo Brocci, ideatore della competizione amatoriale L’Eroica (che si corre esclusivamente su strade non asfaltate) e David Lappartient, presidente dell’organismo mondiale del ciclismo. Entrambi si erano confrontati sulla possibilità di introdurre anche tra i professionisti delle gare che puntassero ad una sorta di ritorno al passato, basate su tappe più lunghe, percorsi sterrati e un ridotto utilizzo della tecnologia. Ebbene, stando a quanto dichiarato in queste ore dal dirigente dell’UCI, sembra proprio che la proposta sia piaciuta e che ci sia il via libera per concretizzarla, introducendo un vero e proprio Mondiale Strade Bianche.

UCI: potrebbe arrivare il Mondiale Strade Bianche.

La competizione dovrebbe avere come grande protagonista quello che in ambito ciclistico viene chiamato «gravel», ossia la ghiaia. Dunque, il nuovo torneo per professionisti si baserebbe su percorsi costituiti da strade sterrate. David Lappartient, approdato in Australia in occasione del Tour Down Under, ha confermato alla stampa che l’UCI ha accettato con entusiasmo l’idea di Brocci. Infatti ha sottolineato che si sta già cominciando a lavorare per realizzare un torneo del circuito mondiale professionistico che non preveda carreggiate asfaltate, anche perché per il presidente del governo dello sport delle due ruote: «Crediamo che nel gravel ci sia un vero futuro e un enorme potenziale».

Mondiale Strade Bianche, Lappartient: «Il ciclismo cambia e dobbiamo cambiare anche noi»

Il massimo dirigente dell’Unione Ciclistica Internazionale, proseguendo nelle sue affermazioni, ha ricordato che lo sterrato fa parte del ciclismo sin dalle sue origini e che di recente è tornato prepotentemente alla ribalta. Dunque, si sta assistendo ad un importante cambiamento in questo sport verso il quale non bisogna restare indifferenti, adoperandosi per introdurre delle importanti novità.

Tra gli ostacoli all’introduzione di un Mondiale Strade Bianche, Lappartient ha citato le varie federazioni internazionali che a volte sono un po’ restie nell’apportare dei profondi mutamenti. Il presidente dell’UCI, per rendere più chiaro questo tipo di comportamento, le ha paragonate alle grandi navi che sono un po’ difficili da manovrare soprattutto quando si tratta di rilevanti cambi di rotta. Nonostante ciò, però, bisogna rendersi conto che è necessario adattarsi alla realtà e ai trend contemporanei, e che ci si deve impegnare per giocare d’anticipo su quello che sarà «il futuro del nostro sport».

David Lappartient, presidente dell’UCI.

Dopo aver appreso dell’apertura ufficiale dell’UCI ad un circuito iridato basato su strade sterrate, Brocci ha dichiarato che quando si è incontrato ad Aigle (in Svizzera) con Lappartient, gli ha parlato soprattutto della grande tradizione eroica del ciclismo, di tutto ciò che questo grande movimento ha rappresentato per ben un quarto di secolo e del pensiero comune di introdurre dei cambiamenti per avere nuovamente delle sfide appassionanti ed emozionanti.

Strade sterrate e partenze di notte: il ciclismo guarda al passato per ritrovare lo spettacolo

Nello specifico, ha proposto a Lappartient di tornare a correre su «strade dimenticate», quelle prive di asfalto, contribuendo allo stesso tempo a diffondere un messaggio di sicurezza e di recupero di libertà. Infine ha rimarcato che è importante che il ciclismo si svincoli un po’ dall’eccessivo ricorso alla tecnologia. E, stando alle ultime affermazioni del responsabile dell’UCI, sembra proprio che il discorso di Brocci abbia fatto presa tra i vertici dell’organismo internazionale ciclistico che starebbe già approntando un progetto per un Mondiale Strade Bianche.

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