L’Inter non vince tra Campionato e Champions la terza partita di fila. La Juve, invece, battendo agevolmente l’Udinese per 3-1 riaggancia i nerazzurri in vetta alla classifica. Mentre una Lazio arrivata all’ottava vittoria consecutiva, grazie alla rocambolesca rimonta sul Cagliari, nei minuti di recupero, si staglia, lì, nelle sfere dell’alta classifica, a soli tre punti dal duo di testa.

Chi di rimonta ferisce poi perisce

Alla Sardegna Arena è andato in scena un altro show pirotecnico, dall’alto gradimento emozionale. Un paio di settimane fa, il pubblico di Cagliari aveva goduto per la vittoria in rimonta della propria squadra sulla Samp di Claudio Ranieri, mentre ieri sera, nel posticipo della sedicesima giornata, i tifosi del Casteddu, si sono disperati per la rocambolesca sconfitta patita contro la Lazio di Simone Inzaghi. Al 92′ e qualche manciata di secondi, gli uomini di Maran conducevano ancora per una rete a zero. Poi, i biancocelesti, galvanizzati dai sette minuti di recupero, concessi dall’arbitro Maresca, hanno prima pareggiato con un claudicante Luis Alberto e poi segnato un impensabile gol con Caicedo, oltre il settimo minuto di recupero supplementare. I momenti di estasi in questa stagione laziale non si contano più. Dalla trionfale vittoria di sabato scorso sulla Juventus all’Olimpico, dopo sedici anni di digiuno, a questo successo rocambolesco sul Cagliari, alla Lazio sembra di vivere in un sogno, dal quale non ci si vorrebbe più svegliare. Questi sogni, per i laziali, sono così belli e talmente forti da avere avuto la forza di cancellare i brutti incubi patiti in Coppa contro il Cluj e il Celtic.

Da una Lazio che nell’estate era riuscita a trattenere tutti i suoi migliori giocatori, uno se la poteva aspettare una buona stagione, ma un’annata così straripante, con otto successi di fila, con una formazione che dopo sedici anni batte la Juve all’Olimpico o dopo trent’anni va ad espugnare a San Siro il Milan, in pochi avrebbero potuto dipingerla meglio.

Terza partita in cui l’Inter non coglie il bottino pieno

Roma, Barcellona, Fiorentina. Tre partite in cui Conte non è riuscito a cogliere il risultato pieno. Sono mancati i Barella, i Sensi, i Gagliardini… ma agli avversari altrettanto erano mancati i Dzeko, i Messi, i Suarez, i Ribery… Poi, tutte queste partite, hanno avuto un comune denominatore: gli errori sotto porta degli attaccanti nerazzurri. Lukaku, in questo trittico di partite, è riuscito a mangiarsi almeno cinque clamorose palle gol e a ruota lo hanno seguito, con un paio di occasioni sprecate, il compagno di reparto Lautaro Martinez e Brozovic. I quali, entrambi, sabato a San Siro mancheranno per squalifica, nella sfida contro il Genoa. Il posto del croato con tutta probabilità lo prenderà il baby Agoumé, mentre per la sostituzione del Toro, ci sarà un ballottaggio tra l’altro baby, Esposito e Politano. Quindi agli infortunati Barella, Sensi, Asamoah, Gagliardini (se non verrà recuperato), Alexis Sanchez… bisognerà aggiungere nella lista dei mancanti, anche il croato Brozovic e l’argentino Lautaro.

Certo, che se l’Inter non dovesse battere il Genoa dell’ex Thiago Motta, penultimo in classifica,. A Natale, dalle parti della Pinetina, il panettone non sarebbe così facile da buttare giù.

Cristiano Ronaldo ritorna a fare il Cristiano Ronaldo

Da quando è arrivato alla Juventus, il portoghese non era mai riuscito a segnare per quattro gare di fila. Probabilmente il Pallone d’oro assegnato a Messi, lo ha già stimolato nella rincorsa ad uguagliare il numero dei trofei raggiunti dall’asso argentino. Pertanto, per Cristiano Ronaldo, è già partita la rincorsa per vincere il suo sesto trofeo messo in palio dall’Uefa. Si, sa, a queste cose, il fenomeno di Madeira è particolarmente sensibile. Comunque, per Sarri, c’è un motivo in più per gioire. Di queste realizzazioni del portoghese quattro sono avvenute con il trio di fenomeni in campo: Dybala-Higuain-Ronaldo.

Il sorteggio europeo ha messo di fronte la Juve al Lione, quindi il passaggio ai quarti dovrebbe soddisfare la prassi. Dunque, da qui a fine marzo, quando molto probabilmente la Juve incontrerà una formazione di grande livello in Europa, Sarri potrebbe avere rodato il tridente, che è quello che dovrebbe tradurre nella realtà, tutta la magnificenza di questa squadra. Mai come quest’anno la Coppa dalle grandi orecchie è alla portata del club bianconero.

Gattuso, male la prima

Il primo ciak di Gattuso al San Paolo è stato un disastro. Minuti iniziali imbarazzanti. Disordine totale nella retroguardia. Squadra in stato confusionale. Dopo poco più di tre minuti gioco, Kulusevski entra come una lama nel burro nella difesa partenopea e buca la rete difesa da Meret. Istanti dopo, Cornelius, manca clamorosamente un contropiede, tre contro uno, scongiurando un tremendo doppio svantaggio. Con il passare del tempo l’undici di Gattuso si riprende, nella seconda frazione di gioco ha una reazione nervosa e trova anche il gol del pari con Milik. Ma, poi, nel recupero, sbanda ancora, concedendo una singolare ripartenza al Parma e Gervinho la punisce.

Questa, del Napoli, è una squadra sotto choc. Come se non bastasse, nella tarda mattinata di ieri, da Nyon, è anche giunta la notizia che dall’urna era stato pescato il Barcellona. Se un avversario morbido avrebbe potuto alleggerire almeno nei pensieri questo Napoli, il sorteggio europeo non ha fatto che sprofondare nel negativismo tutto l’ambiente napoletano, sapendo che a tutte le altre italiane, l’urna di Nyon aveva regalato un dolce sorriso.

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