La MotoGP non si ferma: dopo il primo ed il secondo round di Misano, andiamo a scoprire in anteprima la prossima prova, il GP di Catalogna. Sul tracciato del Montmelo le tre classi correranno per la terza volta in altrettante settimane, prima della pausa settimanale che condurrà al trittico di ottobre. Prima di esporre tutti i temi della vigilia di una tappa rilevante ai fini del campionato, vi riepiloghiamo velocemente gli orari e la programmazione TV.


GP Catalogna, info e orari TV

MotoGP, anteprima del circuito del GP di Catalogna

Inaugurato nel 1991, il Circuit de Barcelona-Catalunya fa parte del motomondiale dal ’92. E’ lungo 4627 metri e conta 14 curve. E’ un tracciato tecnico ma completo: non a caso, è la pista preferita di team e piloti per i test invernali.

I freni qui sono messi a dura prova. La Brembo, azienda pressoché monopolista in MotoGP sugli impianti frenanti, classifica il tracciato nella zona alta per quanto riguarda lo sforzo di dischi e pastiglie, paragonandola da questo punto di vista al Red Bull Ring. Tre le frenate impegnative: le staccate di curva 1, 7 e 10. La prima è preceduta dal rettilineo del traguardo, che è lungo ben 1 Km. Le MotoGP raggiungono velocità folli, accarezzando i 350 Km/h. Per poi decelerare per una chicane da seconda marcia, chiedendo ai dischi anteriori tutto quello che possono dare. In questa staccata, si passa da 310 Km/h a 100 in poco meno di 4 secondi e mezzo!

Su questo punto, bisogna aggiungere una cosa. Il Montmelo impegna i freni come il Red Bull Ring, ma a differenza di esso, il raffreddamento dell’impianto è assai meno critico. Come sottolinea la stessa Brembo, il lungo rettilineo del traguardo da tempo a dischi e pinze di dissipare il calore senza problemi.

La staccata di curva 1, assieme a quella di curva 10, è impegnativa anche per le gomme. Tanta decelerazione causa uno stress termico notevole alle coperture. Ne parliamo più approfonditamente nel prossimo paragrafo.

Il fattore gomme

Le grosse decelerazioni di curva 1 e 10 portano tanto calore alle gomme. In base ai dati di MegaRide, lo sbalzo termico della gomma è di ben 80 gradi centigradi. Si tratta, tra l’altro, di un punto vitale del tracciato, essendo curva 1 il luogo meglio preposto per i sorpassi. Il maggiore stress termico è per la ruota anteriore.

In curva 10 si registrano fenomeni simili, essendo anch’essa una staccata impegnativa. Da questo punto di vista, il Montmelo è paragonabile al Red Bull Ring. Ma a differenza di esso, c’è un ulteriore elemento da considerare. Oltre allo stress longitudinale, cioè quello si subisce a moto dritta, c’è un elevato livello di stress laterale, quando la moto è in piega. Si prevede quindi un livello di usura elevato degli pneumatici, che saranno ancora una volta determinanti per il risultato finale.

E’ interessante notare che lo stress laterale maggiore è sulla spalla destra dello pneumatico, specialmente il posteriore. I dati di MegaRide parlano di uno sbalzo termico di 40 gradi. Per questa ragione, la Michelin ha portato una gomma posteriore asimmetrica, disponibile su tutte le mescole. Asimmetrica anche per la gomma anteriore, ma solo sul composto più duro.

Ed a proposito di mescole, la casa francese porta le stesse scelte fatte per la data originale, che era giugno. Ma poi la corsa è slittata a settembre, quando si presume che si avranno temperature più fresche. Ma date le preoccupazioni sulla tenuta, e la necessità di risparmiare dove si può, portare le stesse tipologie di mescole ha un senso. Parlando proprio di mescole, Piero Taramasso sostiene che le tre soluzioni disponibili sono ugualmente valide per la gara. La scelta? Questione di feeling, come diceva una vecchia canzone…

Anteprima GP Catalogna MotoGP

La classe regina arriva al Montmelo con una classifica che definire corta è riduttivo: dopo Misano 2, abbiamo quattro piloti in quattro punti!

Andrea Dovizioso è ancora leader del mondiale, ma non vede il podio da Zeltweg 1. Il folrivese è scontento di tutto: della moto, delle gomme, del campionato. Lui dice di volerci credere fino alla fine, ma l’atmosfera che si respira nel suo box è pesante.

In Ducati sembrano più concentrati sul box Pramac, dove gli juniores stanno brillando. Francesco Bagnaia è arrivato ad un passo dalla vittoria a Misano 2, prima di cadere. Anche Jack Miller si mette in luce con buone performance. Ma entrambi sono incostanti. Dovizioso rimane il pilota di punta della casa bolognese.

A Misano 2 si è rivisto Fabio Quartararo. Il francese di Petronas conquista il podio sul campo ma lo perde per i benedetti track limits. E’ più ragioniere rispetto alle gare scorse, e sta imparando in fretta a gestire la pressione. Che però è ancora tanta, e si sente tutta. In più la Yamaha non ha abbastanza motore rispetto alle altre, e questo rende sorpassare un vero incubo.

Maverick Vinales è reduce dalla vittoria “scaccia crisi”, ma sul tracciato di casa dovrà dimostrare di aver imparato dai suoi errori. A proposito di errori, Valentino Rossi ha commesso uno sbaglio da rookie nella gara scorsa, precipitando a 26 punti dalla vetta. La matematica non lo condanna, ma la sensazione è che il “Dottore” sia obbligato ogni volta a superare i propri limiti. La decima corona iridata è un’impresa durissima.

A proposito di Rossi, siamo vicini all’annuncio più atteso. Che potrebbe arrivare a breve!


Se Yamaha soffre, la Suzuki sembra in gran forma, almeno con Joan Mir. Il maiorchino è il pilota che ha raccolto più punti nelle ultime 4 gare, ben 56! Il numero 36 è in stato di grazia, e c’è già chi parla di un possibile ritorno iridato di Hamamatsu per la prima volta dal 2000. Ma è ancora troppo presto per cantare vittoria. Intanto, Mir sta vincendo il confronto interno con Alex Rins, che sembra assai spento.

La KTM è pronta a dare battaglia. Gli austriaci hanno bisogno di esperienza per far funzionare a dovere la RC16, e possono essere una minaccia su qualunque pista. Pol Espargaro gioca in casa al Montmelo, e può fare bene…se non fa errori! Occhio a Binder e Oliveira, in forma come non mai.

La Honda sta mostrando progressi dopo Misano, soprattutto con il nuovo capitano Takaaki Nakagami. Anche Alex Marquez sta crescendo, anche se lui stesso avverte che quello che si è visto all’ex Santamonica potrebbe essere un fuoco di paglia. Senza il caposquadra Marc, è tutto più difficile. La buona notizia è che l’Ala Dorata ritrova sia Stefan Bradl che soprattutto Cal Crutchlow, che non sarà però al 100%. Anche perché si è stirato una caviglia mentre si sottoponeva al tampone!

Attendiamo una risposta da Aprilia, che con Aleix Espargaro si fa notare solo a sprazzi parecchio isolati. Chissà se l’aria di casa aiuterà il numero 41 a performare meglio…

Anteprima di Moto2 e Moto3

Esaurito l’argomento MotoGP, è tempo di vedere in anteprima il GP di Catalogna per Moto2 e Moto3.

Cominciamo con la classe intermedia, che è un tripudio di colori italiani. Enea Bastianini è il primo inseguitore di Luca Marini, con entrambi che stanno disputando la miglior stagione di sempre. La rocambolesca gara di Misano 2 ci regala una classifica corta, con soli 5 punti a separare i due litiganti. Con un terzo italiano pronto a godere, Marco Bezzecchi. Se ci fosse un premio per il “Most Improved Rider”, il “Bez” lo vincerebbe a mani basse.

In Catalogna fa ritorno Jorge Martin, dopo la pausa forzata per Covid. Lo spagnolo è l’unico che sembra poter infastidire gli italiani nelle zone alte della classifica. Occhio anche agli outsider, da Xavi Vierge a Marcel Schrotter, a Tom Luthi, e Sam Lowes, velocissimo soprattutto in qualifica.

In Moto3, infine, Albert Arenas sta faticando a mantenere la testa del mondiale, ma rimane in vetta con un piccolo margine. Ma Ai Ogura è in agguato, e mostra un passo sempre migliore. Questi due, insieme a John McPhee, sono i candidati principali alla corona della classi minima.

I piloti italiani sono protagonisti nelle singole gare, ma non sono abbastanza costanti per essere contendenti al titolo. Celestino Vietti e Tony Arbolino sono spesso al top, ma solo in alcune occasioni. Gli altri sembrano più che altro comparse di un copione che sembra più delineato rispetto alle classi superiori. Tra i pretendenti mancherà all’appello Tastki Suzuki, KO dopo la frattura al polso di Misano. Al Montmelo correrà al suo posto Josè Garcia.

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