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Sono tanti i temi toccati da Andrea Dovizioso nel corso dell’intervista rilasciata al podcast della Gazzetta dello Sport Incarenati di Paolo Ianieri e Zoran Filicic. A partire da quanto e da come l’elettronica influisca sull’attuale MotoGP fino ad una panoramica dei team e dei piloti più in evidenza, nel bene e nel male, nelle prime due uscite stagionali. Quanto invece alla sua situazione personale legata alla MotoGP Dovizioso glissa sul possibile ritorno.

Com’è cominciata la stagione 2021?

Non si può che incominciare da qui, ossia dalle sensazioni del Dovi sul suo recente passato visto questa volta dall’esterno. “È stato un po’ strano vedere le gare dalla Tv. Tutto sommato sono state belle, mi sono divertito”. Infatti chi meglio di lui può spiegarci un po’ l’andamento delle prime uscite? “Queste prime due gare hanno detto tante cose ma sono da prendere con le pinze. Primo perché il Qatar è una pista particolare, secondo perché c’hanno fatto test e doppia gara, in terzo luogo perché in gare così combattute conta tanto la qualifica e la partenza. Questo dipende anche dal tipo di moto alle quali siamo arrivati, tutte così competitive seppur con caratteristiche diverse. Bastianini per esempio ha fatto un ottimo passo ma partendo dietro è rimasto dietro. In queste due gare contava la qualifica, la partenza, guidare costanti e spingere negli ultimi giri. C’è tantissima elettronica e lo dimostrano i rookies subito super competitivi. Quando un pilota passa da Moto2 a MotoGP all’inizio è uno shock; ti devi adattare. Ma se già in Moto2 sei molto bravo diventa più facile essere competitivo fin da subito. Le prestazioni delle moto sono veramente molto simili per cui se non sei messo bene in griglia poi la domenica fai tanta fatica”.

Come sono messi i team in questo 2021?

Dopo la doppia vittoria del Qatar il primo costruttore da analizzare è necessariamente Yamaha. “Per quanto riguarda il team ufficiale non so se è cambiato qualcosa, da fuori è impossibile saperlo. Sono stati veramente bravi sia in gara 1 che in gara 2. La seconda è stata una gara molto tattica e potevano vincere in tanti, Quartararo quindi va elogiato. Ha vinto una gara in maniera inaspettata soprattutto perché in piste come quella del Qatar combattere con Ducati è molto difficile; sono complicatissime da sorpassare. Invece i problemi Petronas da fuori sono veramente complicati da spiegare. Non bisogna però pensare a team A e team B quando le moto sono praticamente identiche. La situazione di Valentino la conosce solo lui realmente e quindi solo lui può commentarla, Morbidelli non so. È strano passare dall’essere il più veloce nelle prove a poi faticare così. Potrei pensare che le gomme facciano tanta differenza quando succedono certe cose così complicate da capire. Lo scorso anno mi capitava anche a me, ora da fuori è ancora più complicato. Non è bello vivere queste situazioni perché non riesci a darti delle spiegazioni. Queste gomme hanno creato un clima di instabilità: tu lavori su alcuni dettagli e questi o ti fanno stravincere oppure magari arrivi 13mo”.

Ducati e i suoi piloti

Il primo tema strettamente legato a Dovizioso è quello che riguarda il suo recente passato. Ducati con 6 moto in griglia ha messo in mostra tanto una grande competitività quanto un ottimo pacchetto di piloti. “Si parla tanto delle Pramac davanti alle ufficiali ma c’è sempre un limite per chi è al di fuori. Non si vuole capire che anche se i colori sono diversi le moto sono uguali, cambiano solo i team. Le differenze dipendono dalla gestione del pilota e della squadra, la moto è quella ufficiale per entrambi. Su Zarco in testa al mondiale posso dire che in queste due gare ha dimostrato di essere molto solido, le ha gestite molto bene a livello mentale. Non ha mai avuto la velocità per vincere ma ha fatto doppio secondo. L’approccio al mondiale è stato ottimo, poi bisogna vedere se manterrà questa costanza per tutta la stagione”.

Il rookie straordinario: Jorge Martin

“Si vedeva già dalle categorie inferiori che poteva fare benissimo, certi piloti li vedi che hanno qualcosa di diverso dagli altri. Quindi sorprende ma fino ad un certo punto. Quando vedi un pilota guidare come ha fatto lui in qualifica pensi: wow! Però, ripeto, è stata una conferma di quanto di buono aveva fatto intravedere in passato. Dov’è stato veramente un grande è stata la gara: la sua costanza, l’andare forte ma guidando per non consumare troppo le gomme. Conoscendo Ducati immagino che gli abbiamo detto alla perfezione nei briefing quando e come gestire il gas. Forse non era il più veloce ma è rimasto lì al comando per parecchio, non è stato bravo, dipiù! Sono curioso di vedere la sua sfida con Bastianini perché secondo me lotteranno fino alla fine. Forse Martin sarà più veloce in qualifica e questo alla lunga potrà fare la differenza”.

Gli altri

Honda ha fatto fatica, ma in Qatar è sempre una gara speciale. Al limite penso siano cresciute le altre non che è peggiorata Honda, comunque la situazione è particolare così come la moto. È molto estrema e se guidata in un certo modo puoi dominare come fa Marquez; in alcune condizioni però qualcosa sembra non funzionare. Suzuki verrà fuori dipiù nei prossimi GP perché il circuito del Qatar non fa per lei. Rins ha fatto bene e si può giocare il mondiale, ma forse gli mancano dei piccoli dettagli. In gara 1 non era più lento di Mir ma gli è arrivato dietro. So quanto può essere difficile per una Suzuki superare le Ducati in piste dove conta il motore come in Qatar, ma Mir ce l’ha fatta. Alex in gara 1 poteva vincere per me, era davanti a Vinales e andava più forte di lui. Alla fine può giocarsela con Mir che è un campione come pilota oltre ad essere il campione del mondo in carica. Forse deve migliorare un po’ su questo aspetto dei sorpassi”. Su KTM invece: “Anche qui non si può capire da fuori. Quando tutti i piloti fanno così fatica ci sta una motivazione tecnica. In gara 2 già sono cresciuti, Oliveira che era partito bene credo abbia avuto un problema tecnico sennò sarebbe restato con i migliori. Non vedo perché Oliveira non possa vincere già in Portogallo dove lo scorso anno ha dominato. Forse non conosco qualche evoluzione degli altri che l’ha distanziati un po’”.

MotoGP Dovizioso Ritorno – Capitolo Aprilia e ritorno in pista

“Sono stati molto competitivi e Aleix è andato particolarmente forte. Ha dimostrato di sentire bene la moto e di essere molto convinto. Io ci sono passato in questo: quando fai tanti anni in un team con una moto in continua crescita ogni miglioramento che arriva ti da una forza in più per continuare a spingere. Sono stati veloci in entrambi le gare, a prescindere dalla posizione finale. Ripeto però che la pista del Qatar è speciale e bisogna prendere questi risultati con le pinze”. Lunedì prossimo, 12 aprile, per Dovizioso prenderà il via la tre giorni di test sul circuito di Jerez in sella ad Aprilia. “Saranno 3 giorni spero in buone condizioni, quindi magari il tempo c’è. Non so dirti però di preciso come andrò perché quando sali su una moto diversa dalla tua come prima cosa l’ergonomia fa la differenza, ossia la posizione sulla moto e specialmente per piloti bassini come me (sic!). Comunque sono curioso. Dopo tanti anni sulla stessa moto provarne un’altra mette tanta curiosità”. Nel proseguimento della stagione 2021 di MotoGP cosa aspettarsi da Dovizioso, ci sarà il suo ritorno? “Non lo so (sic!). Vediamo cosa succederà nelle prossime settimane”.

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