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MotoGP Preview: cosa vedremo in Qatar

Mancano meno di 14 giorni dall’inizio del mondiale MotoGP 2021, ed è tempo di un preview. I sei giorni (cinque per i piloti titolari) di test non possono, ovviamente, dirci tutto, ma qualche segnale s’intravede, se lo si cerca bene. Chi saranno i favoriti? E chi i comprimari? Senza fingere di avere la sfera di cristallo, vi sveliamo quelli che potrebbero essere i valori in campo, basandoci su quanto visto nelle sessioni di test sulla pista che ospiterà il primo GP stagionale.

MotoGP 2021, Preview: sarà Ducati contro Yamaha?

A giudicare da quanto emerso dalle prestazioni dei test, parrebbe di si. Il problema è che la pista di Losail è atipica, e quindi non riflette quello che sarà il trend che avremo nel corso della stagione. Quel che è emerso, comunque, è che nelle due gare di Losail, che apriranno l’annata, la Ducati sembra avere il passo per vincere. Si conferma quello che si è visto in passato, dove la moto con il motore migliore ha il passo migliore.

Jack Miller non ha nascosto la soddisfazione per come ha svolto i test, i primi da pilota factory Ducati. L’australiano si sente carico, e c’è chi azzarda il nome di “Jackass” come favorito per il titolo mondiale. C’è soddisfazione anche per Pecco Bagnaia, veloce anche se con qualche caduta di troppo. Occhio anche a Johann Zarco, che sul dritto ha superato i 357 Km/h!

In casa Yamaha, gli umori sono contrastanti. Da un lato, Maverick Vinales e Fabio Quartararo sono stati velocissimi, sul giro secco e sul passo. Ma nessuno dei due vuole sorridere, anzi. Il francese ha lanciato l’allarme – condiviso – sulla velocità di punta, che è fin troppo deficitaria. Sul fronte Petronas, Franco Morbidelli si dimostra ancora al top, e anche da Valentino Rossi arrivano segnali incoraggianti. A Losail si può fare bene, ma in Yamaha avvertono che nelle prossime piste la musica può cambiare. Soprattutto dove c’è poco grip, come a Portimao.

Suzuki e KTM indecifrabili

La Suzuki è mancata dalle posizioni di vertice, ma è difficile parlare di crisi. I campioni del mondo si sono comportati in maniera strana, anteponendo lo sviluppo del motore 2022 alla messa a punto della moto 2021. I casi sono due: o sono sicuri che il pacchetto funziona, oppure hanno sottovalutato l’impegno preso. Joan Mir non ha mancato di mostrare frustrazione, considerato anche il fatto che la sabbia ha mandato in malora l’ultima giornata, dove dovevano lavorare in ottica gara. Il team ha provato un telaio nuovo, che per il momento non debutterà nei weekend.


Il 2021 di Joan Mir: “sono pronto al 70%”


Ancora più strana è la situazione in KTM. La RC16 ha faticato parecchio nelle cinque giornate, a tal punto da far suonare l’allarme rosso (o arancione, fate voi). A Mattinghofen dicono che la pista di Losail è la peggiore per la loro moto, ma vedere la prima “Kappa” a più di un secondo preoccupa. Comunque, tutti e quattro i piloti hanno in mano la belva, ivi compreso Danilo Petrucci, il nuovo arrivato.


KTM e quella battuta d’arresto nei test


Occhio a Polyccio e all’Aprilia

In casa Honda, si registra l’adattamento fulmineo di Pol Espargaro. Il catalano non ha impiegato molto a familiarizzare con la RC213V, riuscendo in un’impresa dove persino il grande Jorge Lorenzo aveva fallito. E’ un ottimo segnale per Alberto Puig, che potrà aspettare il rientro di Marc Marquez con meno ansia. La Honda rimane comunque una moto ostica, come testimoniato dalle 11 cadute subite tra i suoi quattro piloti.

Aprilia, infine, ha proposto una moto radicalmente cambiata. Aleix Espargaro ha brillato nei test, e sembra che la svolta per Noale sia vicina. Ma anche lo scorso anno era brillante, e sappiamo tutti com’è andata a finire…poco da dire su Lorenzo Savadori, rallentato da un infortunio alla spalla che proprio non ci voleva. E a proposito dei rookie…

MotoGP 2021, preview dei rookie

La classifica interna degli esordienti è vinta a mani basse da Enea Bastianini. Il riminese ha stupito per la velocità in sella e per l’abilità con la quale si è adattato al nuovo ambiente. Non dispone di una moto top, ma può togliersi parecchie soddisfazioni. Jorge Martin ha pagato una caduta nel primissimo giorno, che gli ha fatto perdere la fiducia. Luca Marini, invece, non ci pare abbia trovato una quadra con la classe regina, e dubitiamo che farà vedere grandi cose. Ma la stagione è lunga, e lui non deve avere fretta. Ragazzi, fateci sognare!