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Dopo Ducati e KTM, è il turno della Yamaha ad organizzare la presentazione della sua squadra ufficiale in MotoGP. Questa mattina, rigorosamente in streaming, la casa dei tre diapason ha svelato le due M1 di Maverick Vinales e Fabio Quartararo. Entrambi si sono mostrati davanti alle loro moto, al cospetto del Project Leader Takahiro Sumi, il managing director Lin Jarvis ed al team manager Maio Meregalli. L’obiettivo è quello di vincere, e di dimenticare un 2020 avaro di soddisfazioni.


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Presentazione Yamaha MotoGP, è cambiata la livrea della moto ufficiale?

La livrea delle M1 Factory è invariata rispetto alla passata stagione. Il marchio Monster Energy, sponsor principale della squadra, è preminente sui lati della carena, che continua l’accostamento cromatico blu-nero introdotto nel 2019. Le moto non mostrano modifiche sostanziali nemmeno nella meccanica, essendo in vigore il congelamento dello sviluppo voluto dalle stesse case per risparmiare. La vera novità consiste nei numeri dei piloti, o meglio, in uno dei due numeri. Il mitico 46 di Valentino Rossi è scomparso, essendo che il “Dottore” nove volte iridato si è trasferito nel team satellite Petronas. Al suo posto arriva il numero 20 di Fabio Quartararo, al suo debutto ufficiale dopo due stagioni da “assistito”.

Le ambizioni dei piloti

E proprio Quartararo vuole dimostrare di essersi meritato la promozione. Il nizzardo, classe 1999, è al terzo anno nella classe regina, dove ha nel suo paniere ben tre vittorie. Ma ha anche evidenziato limiti fisici e caratteriali, come dimostrano i tanti errori che si sono tramutati in un deludente ottavo posto finale. Ora è il momento di dimostrare di avere imparato dal passato, e di poter puntare all’iride senza problemi.

Maverick Vinales, classe 1995, di anni in MotoGP ne ha già trascorsi sei, di cui quattro in seno alla casa dei tre diapason. Il suo 2020 è fatto di alti e bassi, di prestazioni monstre in qualifica abbinate ad improvvisi appannamenti in gara. La parola d’ordine per il pilota di Figueres è costanza: dovrà tenere un ritmo da top rider, e mantenerlo fino a fine stagione.

Le ambizioni della Yamaha alla presentazione ufficiale MotoGP

Ma non sono solo i piloti a dover dare qualcosa in più. Anche la Yamaha ha deluso le aspettative. La M1 non è sempre stata all’altezza del compito, non ha sposato bene le gomme Michelin. E poi, che il pasticciaccio legato al motore, diventato più potente ma inaffidabile, e per di più con modifiche non regolamentari. Il Project Manager Sumi è convinto che i problemi sono risolvibili anche con il freezing, e c’è da sperarlo. Perché altrimenti, il 2021 rischia di essere la carbon copy del 2020. E sarebbe un disastro.


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