L’Inter passa subito con un gol di Lautaro Martinez (4′), poi però subisce l’Atalanta che al 75′ trova il pari con Gosens. A due minuti dal novantesimo, poi, Handanovic para il rigore a Muriel e salva il risultato alla squadra di Conte. In attesa del match di stasera tra Roma e Juve, i nerazzurri per ora si godono il titolo di Campione d’Inverno, ma bisognerà vedere per quante ore ancora…

Il Papu Gomez balla sempre come sa fare

Dopo l’uscita di Guardiola al termine di un City-Atalanta, è ormai diventata una consuetudine dire che affrontare la squadra di Gasperini è come fare una seduta dal dentista. Ma mai come ieri, Conte può affermare questo. Contro l’Atalanta l’Inter l’ha scampata proprio. Ad un certo punto della gara, la Dea ha letteralmente preso il sopravvento sulla squadra del biscione. Il Papu Gomez e Ilicic hanno cominciato a svariare per tutto il campo e l’Inter ha cominciato a traballare. Specie l’argentino è diventata la variabile impazzita per il formidabile gioco del mister Gasperini. Un momento lo si vede dare il cambio a Malinovski, qualche istante dopo lo si vede ritornare a fare il trequartista. Poi è in un baleno che te lo ritrovi sulla sinistra per calciare un tiro che va a sbattersi sulla traversa. È un attimo poi che Gasperini cambi qualche cosa e lui si mette a disposizione del collettivo, per qualsiasi soluzione. Questo è un giocatore di straordinario valore, che va tanto al di là per essere ricordato solo per quel jingle fatto in suo onore “baila come el Papu”.

L’Atalanta gioca sempre a calcio contro qualsiasi avversario si trovi di fronte

L’Inter era partita alla grande, tanto da far pensare che stavolta per l’Atalanta non c’era trippa per gatti, come alle volte si suol dire. Dopo nemmeno mezzo minuto, Lukaku, liberandosi dalla marcatura di quattro orobici, aveva colto già un palo. È vero, poi tutto era stato invalidato per la posizione di fuorigioco del gigante interista, ma tre minuti dopo, Sensi giocava con Lautaro, l’argentino scambiava con Lukaku, che poi faceva la sponda al Toro, mandandolo a rete. San Siro era letteralmente impazzito e stava già sognando una serata da favola. Per buona parte della prima frazione di gara l’Inter era riuscita a tenere a bada la banda di Gasperini. Gli uomini di Conte erano stati bravi a pressare alta l’Atalanta, che fino allo scadere del 45′, non aveva creato particolari preoccupazioni al portiere Handanovic: Toloi svetta di testa, lo sloveno respinge la sua conclusione, ma sulla ribattuta del difensore brasiliano è evidente l’azzannata alla sua gamba di Lautaro. Per Rocchi non è rigore, ma per la sala VAR, in cui alla cabina di regia c’è il signor Irrati, dovrebbe esserlo.

Nella ripresa la squadra di Gasperini prende letteralmente il sopravvento. Malinovskyi entra al posto di Zapata e l’ucraino si presenta stampando un tiro sul palo (55′). La squadra di Conte si prende paura o non riesce a reggere la pericolosità dei bergamaschi e abbassa notevolmente il proprio baricentro, lasciando ogni tipo di iniziativa all’Atalanta, che ritrova l’autostima dei giorni migliori. Con il passare del tempo la pressione dei bergamaschi per i nerazzurri meneghini diventa soffocante e per la squadra di Conte si fa notte. Gomez, Ilicic, Malinovskyi, Muriel (entrato al posto di Pasalic), Gosens, Hateboer… incominciano ad impazzare per il campo e l’Inter vacilla. Al 75′ arriva il meritato pareggio per la Dea, Gosens sorprende Candreva e riesce a bucare Handanovic. L’Atalanta però non sembra accontentarsi del pari e continua a macinare gioco. All’88’ arriva l’episodio che poteva glorificare la prova della squadra di Gasperini: Malinovskyi cade dopo un contatto con Bastoni e questa volta Rocchi decreta la massima punizione. Sul dischetto si presenta Muriel, che prima mai aveva sbagliato un penalty in Serie A, ma stavolta sbaglia.

Su quel dischetto, ad inizio ottobre, già Ilicic aveva fallito un rigore contro lo Shakhtar e pure il mister Gasperini, con la maglia del Pescara, 33 anni fa, si era fatto parare un tiro dagli undici da Zenga, sempre da quello stesso dischetto. La Milano interista può tirare un grosso sospiro di sollievo. La vittoria non è arrivata. Stasera l’Inter potrebbe perdere anche il titolo di Campione d’Inverno, ma la sconfitta è stata scampata e, ieri sera, poteva proprio starci.

Il tabellino di Inter-Atalanta 1-1

Marcatori: 4′ Lautaro Martinez (I), 30′ s.t. Gosens (A).

Inter (3-5-2): Handanovic 7,5; Godin 6, De Vrij 6, Bastoni 5,5; Candreva 5, Gagliardini 6, Brozovic 5,5, Sensi 6 (26′ s.t. Borja Valero 5,5), Biraghi 5,5; Lukaku 6,5, Lautaro Martinez 6,5 (35′ s.t. Politano s.v.). A disposizione: Padelli, Berni, Ranocchia, Dimarco, Lazaro, Vecino, Sanchez, Esposito, Pirola, Agoumé. Allenatore: Antonio Conte 6.


Atalanta (3-4-1-2): Gollini 6; Toloi 5,5, Palomino 5,5, Djimsiti 6,5; Hateboer 6, De Roon 6.5, Pasalic 5,5 (25′ s.t. Muriel 5), Gosens 7 (46′ s.t. Castagne s.v.); Gomez 7.5; Ilicic 6,5, Zapata 5,5 (8′ st Malinovskyi 7). A disposizione: Sportiello, Rossi, Masiello, Okoli, Heidenreich, Da Riva, Freuler, Traoré, Piccoli. Allenatore: Gian Piero Gasperini 7.5.




Arbitro: Rocchi 5. Irrati sala Var 4.


Ammoniti: Hateboer (A), De Roon (A), Palomino (A), Sensi (I), Godin (I), Malinovskyi (A).


Note: Al 42′ ammonito Conte (I) per proteste.

Recupero: 1′ (p.t.), 4′ (s.t.).

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