Nadal
Rafael Nadal: Credit by [email protected]

Rafael Nadal non scende in campo dal primo marzo scorso, quando ha battuto Taylor Fritz in due set nella finale di Acapulco, portando a casa l’ennesimo successo della sua fantastica carriera.

Tuttavia il campione spagnolo si mostra più preoccupato su ciò che sta succedendo extra campo, con il Coronavirus ancora minaccioso soprattutto nella sua Spagna. Ovviamente tutte le misure restrittive adottate per fronteggiare l’emergenza hanno avuto ripercussioni anche sul calendario tennistico.

Wimbledon è stato già cancellato, il Roland Garros rinviato al prossimo settembre. Nadal dovrà quindi aspettare ancora una manciata di mesi per provare a fregiarsi del tredicesimo riconoscimento all’Open di Francia.

Anche il numero due al mondo è costretto all’isolamento domiciliare, decidendo quindi di rilasciare un’intervista alla radio spagnola Onda Cero.

Lo spagnolo si è mostrato molto sensibile sull’argomento, dichiarando di voler tornare a giocare solo quando l’emergenza sarà rientrata.

“Il nostro è uno sport diverso, si viaggia ogni settimana in ogni angolo del mondo. Dobbiamo essere responsabili. Mi sembra difficile che si torni a giocare nel breve o medio termine”.

Nadal si è detto favorevole anche ad una ripresa degli incontri solo a porte chiuse e con le dovute garanzie di sicurezza.

“Prima bisogna superare questa tragedia, poi se si potesse riprendere a porte chiuse, sarei felice di farlo.

Il maiorchino ha anche ammesso di essere molto spaventato da questo virus e di temere per la sua incolumità. Non a caso la Spagna è uno dei Paesi in cui la pandemia sta mietendo più vittime.

“All’inizio le notizie erano così terribili che non avevo voglia di fare nulla. Con il passare dei giorni sono però tornato alla mia routine. Bisogna pensare positivo. Tuttavia non nascondo di essere preoccupato da questa situazione.

Il mancino di Manacor ha tenuto a precisare che sta salvaguardando più la sua salute che l’attività fisica. Infatti Nadal non ha ancora programmato un ritorno agli allenamenti con la racchetta tra le mani.

“Non ho un campo in casa, ma sinceramente è la cosa che meno mi preme in questo momento. Per forza di cose ora il tennis non può essere la mia priorità. Faccio i miei esercizi per far sì che il corpo resti attivo, ma so che ci vorrà ancora del tempo per tornare alla normalità”.

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