nascar pennzoil 400

La Pennzoil 400, quarta gara della NASCAR Cup Series, appartiene a Kyle Larson. Il pilota californiano della Hendrick Motorsports percorre in testa ben 103 giri, controllando le operazioni soprattutto nelle ultime, decisive tornate. E’ una vittoria simbolica per il pilota originario di San Francisco, classe 1993. Per una serie di ragioni: la prima è che il suo primo successo su un ovale da 1.5 miglia, dove finora era arrivato nove volte secondo. E poi perché rappresenta la fine di un incubo, cominciato lo scorso anno con la sospensione e poi il licenziamento dal suo ex team Ganassi. Inoltre, a Las Vegas corre con una livrea in onore di Ricky Hendrick, figlio di Rick e pilota promettente, morto nel 2004 in un incidente aereo.


NASCAR, Kyle Larson licenziato!


La gara di Las Vegas regala spettacolo a profusione. Sono ben 27 i cambi di leader, con restart da urlo e sorpassi all’infinito. Le caution sono solo 6 (di cui tre regolamentari), per un totale di appena 30 giri.

Come vince Larson la NASCAR Pennzoil 400?

Kyle raggiunge il risultato finale con un misto di velocità e strategia. Fin dalla prima bandiera verde, la Chevrolet numero 5 è in zona top ten, a lottare per la vittoria con il compagno di team Chase Elliott e con gli alfieri Penske Brad Keselowski e Ryan Blaney (partito dalle retrovie). Dopo aver preso il comando a 61 giri dal termine, affida il compito ai suoi meccanici, i quali eseguono un pit stop in regime di bandiera verde in maniera perfetta. Questo gli consente di ottenere un margine di 3 secondi su Keselowski, che mantiene abilmente fino al traguardo.

Che show a Las Vegas!

Elliott e Penske, alterne fortune

Chase Elliott è in contesa con Larson per la vittoria finale, ma le cose non vanno per il verso giusto. Il campione in carica ha un piccolo inconveniente nel primo pit stop: arrivato “lungo” nella piazzola, alla ripartenza danneggia il pannello laterale, rischiando anche la collisione con Anthony Alfredo. Negli stop successivi i meccanici devono raddrizzare il pannello piegato, perdendo tempo prezioso. Un testacoda al giro 171 condanna ogni chance di vittoria.

L’altro episodio della gara riguarda Aric Almirola, finito a muro per una foratura al giro 179.

Per quanto riguarda il Team Penske, Keselowski è l’alzabandiera del “Capitano”. Vincitore della Stage 1, il pilota del Michigan lotta costantemente per la vittoria, ma nell’ultima girandola di soste si fa battere da Larson. Prima di rientrare, aveva solo 6 decimi da recuperare, ma dopo lo stop si ritrova con un ritardo di tre secondi. Ryan Blaney recupera bene dalle retrovie, ma gli manca il guizzo finale e termina quinto. Joey Logano, vincitore qui nel 2020, paga la scelta di essere rimasto in pista durante la caution del giro 47, ripartendo con gomme usurate. Il numero 22 perde terreno per poi rimontare fino all’ottava posizione finale.

NASCAR Pennzoil 400, come vanno i big

Kyle Busch mette un’altra pietra verso la resurrezione, con un ottimo terzo posto. Il due volte iridato sta imparando a cavarsela anche senza prove libere, cosa che lo ha penalizzato nel 2020. Kevin Harvick, invece, va “a gambero”. Partito dalla pole, il numero 4 deve gestire una foratura e problemi di assetto, chiudendo in 20esima piazza. Buona prova per Matt DiBenedetto e Michael McDowell, in zona top ten tutto il tempo ma penalizzati dalla mancanza di velocità nei long run. Obiettivo invece centrato da Christopher Bell e da William Byron, i vincitori delle ultime due gare. Bella decima posizione per Erik Jones, alla sua quarta gara con il Richard Petty Motorsport autore di un difficoltoso inizio di stagione.


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Classifica di gara


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