Benjamin St-Juste

Riuscire a farsi notare dalla NFL non è particolarmente facile e lo è ancora meno se non si proviene dagli Stati Uniti. La carriera di Benjamin St-Juste inizia infatti in Canada, nella città di Montreal, dove il ragazzo dimostra di essere un promettente defensive back. La prima università a puntare su di lui è Michigan, ma, in seguito a un 2018 piuttosto sfortunato, St-Juste trova a Minnesota la via che conduce verso il draft.

Chi è Benjamin St-Juste?

Nato e cresciuto a Montreal, Benjamin St-Juste si presenta come un promettente cornerback, soprattutto dopo un anno da senior chiuso con 30 tackles, 9 forced fumbles, 2 intercetti e 18 passaggi deviati. A quel punto, fa diversi viaggi negli Stati Uniti, per riuscire a farsi notare dai college. Nonostante riceva la valutazione di quattro stelle, soltanto Virginia Tech e Michigan sono interessate a lui.

Nel 2017, i Wolverines vedono partire quattro dei loro defensive backs e St-Juste coglie l’occasione per poter giocare sin dal suo approdo a Michigan. Disputa un buon campionato, seguito però da un 2018 molto sfortunato, in cui un infortunio lo costringe a saltare l’intera stagione. Decide di sfruttare la finestra dei trasferimenti e su di lui piomba la University of Minnesota. Nel 2019, passa quindi ai Golden Gophers e dimostra di essersi ripreso al 100% dall’infortunio. Al termine di un campionato 2020 in cui gioca appena cinque gare, St-Juste si dichiara eleggibile per il draft 2021 e riceve un invito per il Reese’s Senior Bowl. Lì, ha un’altra occasione per mostrare il suo talento e la sfrutta, facendo alzare le sue valutazioni in vista del draft.

Numeri alla mano

Benjamin St-Juste si presenta al mondo del college football con un 2017, in cui mette a segno tre tackles. Dopo l’anno di stop per infortunio, scende in campo con i Golden Gophers e chiude il 2019 con 45 tackles e 10 passaggi deviati. Nel 2020 gioca meno partite e termina la stagione con 14 tackles e 3 passaggi deviati.

St-Juste è un cornerback dotato di un’ottima stazza, in grado di uscire spesso vincitore dai contrasti fisici contro i wide receivers avversari. È molto esplosivo e potrebbe essere la scelta giusta per diverse franchigie.

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