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Nick Kyrgios torna ed è subito show polemico

Nick Kyrgios è tornato in campo e subito ha fatto parlare di sé per una serie di uscite a dir poco polemiche. Il tennista australiano era fermo dal febbraio del 2020 quando aveva disputato il suo ultimo match al Mexican Open di Acapulco. Poi è scattata l’emergenza coronavirus con il conseguente stop all’attività agonistica. L’atleta però ha rivelato che la lunga pausa per lui non è stata un grande trauma, anzi, gli ha permesso di riflettere e di avere una concezione diversa della vita. Ha affermato che per lui il rientro nella sua Canberra è stato un toccasana perché gli ha consentito di dare un po’ di tregua al suo fisico. Inoltre ha avuto l’opportunità di trascorrere tanto tempo con la sua famiglia e gli amici di sempre, e ciò gli ha permeso di mantenere “uno stato d’animo eccezionale”.

Adesso gli impegni sono ricominciati anche per Kyrgios, il quale ha deciso di ripartire dall’ATP di Melbourne 2 sul campo del Murray River Open. Fin da subito il 25enne australiano ha dimostrato che (al di là dell’indiscusso talento) il suo carattere “fumantino” non è affatto cambiato, infatti si è reso protagonista di una serie di episodi polemici con comportamenti al di sopra delle righe.

Il suo esordio è stato contro il francese Alexandre Muller che è riuscito a superare dopo circa due ore di gioco. Il tennista australiano al termine dell’incontro ha fatto i complimenti all’avversario di turno, dicendo che ha sfoderato un’ottima prestazione e che “avrebbe potuto battere diversi avversari tra quelli in tabellone, oggi”.

Nel primo set Kyrgios è riuscito a limitare i danni in rimonta, anche perché ha accusato subito qualche problema al ginocchio, anche se ha dichiarato che non è nulla di grave. Il primo parziale negativo non l’ha condizionato e, col passare del tempo, si è reso conto che stava recuperando una forma ottimale, anche se ovviamente non ha potuto esprimersi ai suoi massimi livelli. Lo sportivo 25enne ha ammesso che gli è parso strano tornare a giocare un match dopo tanto tempo, lanciando una frecciatina: “Persino il sistema di punteggio mi sembrava strano”.

Nick Kyrgios: sfide e polemiche con Bourchier e Coric

Il secondo turno dell’ATP Melbourne 2 ha visto Kyrgios contrapposto al connazionale Harry Bourchier (324 ATP). Il numero 47 del ranking ATP anche in questa circostanza ha vinto ma con un po’ di fatica. Il risultato finale però è passato in secondo piano di fronte al primo atteggiamento polemico e provocatorio dell’atleta di Canberra. Questi, infatti, dopo essere stato richiamato per un time-violation intorno alla fine del secondo set, ha messo nel mirino l’arbitro Jaume Campistol.

Il tennista australiano ha avviato una contestazione per il cronometraggio, affermendo che si era già mosso per il servizio quando c’è stato l’intervento del direttore di gara. Quando è stato sanzionato con warning, Nick Kyrgios non ci ha pensato su due volte ed è uscito dal campo per protesta, scagliandosi contro l’arbitro che, a suo parere, voleva fare il protagonista. Senza mezzi termini ha urlato: “Sei una comparsa, un extra per tutti noi. Adesso verrò multato, ma stavo giocando secondo le regole”. L’incontro non è ripreso fino a quando non è intervenuto il supervisor per provare a riportare un pizzico di serenità.

Il meglio (o il peggio) di sé Nick Kyrgios l’ha dato durante gli ottavi di finale quando è stato sconfitto dal croato Borna Coric. Il numero 47 al mondo è entrato in campo ancora una volta con un problemino al solito ginocchio, e probabilmente era già nervoso per questo motivo. Non a caso, pare che abbia detto al suo preparatore atletico: “Non riesco a servire senza provare dolore”. Nel momento in cui ha subito il break anche durante il secondo set, l’australiano ha perso il controllo, ha spaccato la racchetta e ne ha lanciato i resti sulle tribune. Inevitabile un nuovo warning da parte del giudice di sedia.

Nick Kyrgios: il più grande talento del tennis

Dunque abbiamo assistito ad un Kyrgios che, nonostante fosse lontano dai campi di gioco da un anno, non ha perso la sua tendenza ad innervosirsi troppo presto, perdendo troppo facilmente la concentrazione per entrare in polemica con gli arbitri dei match.