wrc costruttori
Ott Tanak (EST) Martin Jarveoja (EST) of team Hyundai Shell Mobisare seen on performing during the World Rally Championship Sardinia in Olbia, Italy on 6,June // Jaanus Ree/Red Bull Content Pool // SI202106060225 // Usage for editorial use only //

Il 2022 è l’anno zero per il mondiale rally, che abbraccerà la nuova era ibrida. Questo dovrebbe consentire al WRC di attirare nuovi costruttori ma, al momento, non si è fatto avanti ancora nessuno. Intervistato da Motorsport.com, il responsabile FIA per il campionato Yves Matton ha ammesso che la serie non avrà dei nuovi ingressi nell’immediato, anche se c’è interesse per la nuova formula. Per il momento, la normativa del Rally1 ha permesso di confermare l’impegno delle case esistenti, le quali hanno già firmato per aderire alla nuova formula. Toyota, Hyundai e Ford M-Sport stanno già collaudando i primi prototipi, per essere pronti per il debutto a Montecarlo il prossimo gennaio.

WRC: quando vedremo nuovi costruttori?

A questa domanda, Matton ha ammesso che non possiamo aspettarci nuovi ingressi nel breve termine. “Direi che, per me, il 2023 è un obiettivo troppo vicino“, ha detto il francese, che fino al 2019 ha diretto il programma Citroen nel mondiale. “Io credo che il periodo minimo per poter fare qualcosa sia di due anni“. Secondo Matton, dunque, eventuali debutti di nuove case avverranno non prima del 2024. A proposito, c’è qualcuno che potrebbe entrare? Matton è apparso fiducioso a riguardo. “Quello che vi posso dire è che altri costruttori stanno dando un’occhiata ai regolamenti, e li stanno studiando“, ha aggiunto. “Non stanno progettando una vettura, sono più interessati a capire come queste nuove auto possano adattarsi ai loro piani di marketing. Io credo che il fatto che si mantengano in contatto con la categoria e vogliano conoscerne i dettagli dimostra che c’è interesse. Se c’è interesse, c’è speranza per me“.

Un impegno da confermare

Matton, dunque, ha mostrato ottimismo sull’ingresso di nuovi costruttori nel WRC, ma tra le righe ha ammesso che lo scopo principale delle Rally1, più che attirare nuove care, era quello di trattenere quelle che già corrono. “Di sicuro, senza la tecnologia ibrida credo che nessuna delle marche attuali sarebbe stata interessata a rimanerne coinvolta in futuro“, ha detto il manager. “Hanno bisogno dell’ibrido per rendere i rally un utile strumento di marketing“.


WRC 2022, i costruttori giurano fedeltà all’ibrido


Attualmente, Toyota e Hyundai sono le due marche coinvolte, a cui si aggiunge M-Sport che schiera le Fiesta WRC Plus. Il rapporto del team inglese con la Ford è uno dei più grandi misteri del mondiale: ufficialmente, la casa americana si è ritirata a fine 2012, e la formazione di Malcolm Wilson continua da sola. Eppure, dal 2017 può usufruire della galleria del vento dell’Ovale Blu in North Carolina, la stessa messa a disposizione ai team della NASCAR. La domanda è se Ford sarà più attiva con la categoria ibrida oppure no. “Da quello che so, Ford è profondamente coinvolta nello sviluppo della nuova vettura“, ha provato a rispondere Matton, “questo dimostra che sono molto interessati alla nuova macchina e alle prossime generazioni della stessa. Saranno molto vicini a M-Sport in futuro“.

Immagine in evidenza di Red Bull Content Pool, per gentile concessione

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