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Settembre21 , 2021

Olimpiadi: doppio quarto posto nella scherma

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Sulla scia dell’argento conquistato da Samele ieri ci auguravamo di poter proseguire la conquista di nuove medaglie. Oggi, invece, il programma della scherma a Tokyo 2020 ha un gusto amaro per l’Italia che ha conquistato il quarto posto in due diverse gare. Alice Volpi nel fioretto femminile, vincitrice del derby nei quarti contro Arianna Errigo, si è dovuta arrendere a due russe: Deriglazova in semifinale e Korobeynikova nella finale per il bronzo. Identica sorteo per lo spadista Andrea Santarelli. La prima sconfitta dall’ungherese Siklosi per 15-10, la seconda dall’ucraino Reizlin 15-12 nell’assalto valido per il terzo posto.

Il quarto posto nel fioretto femminile

Inizia bene Alice Volpi: primo incontro vintoo contro l’ungherese Kondricz, sconfitta 15-5. Via libera anche per Arianna Errigo che ha sconfitto l’egiziana Elsharkawy, dominandola per 15-2.
Esce subito invece Martina Batini, battuta 15-10 dall’ungherese Kreiss. Aveva iniziato bene la toscana, ma l’avversaria ha preso le redini ed ha costretto l’azzurra all’uscita di gara

Tokyo, 24 July – 1 August 2021 Olympic Games Men Foil and Women Foil In photo: REIZLIN IGOR VS SANTARELLI Photo by #BizziTeam / FIE

Negli ottavi di finale Arianna Errigo domina la canadese Gou: 15-8 per la brianzola in un match a senso unico. 
Soffre ma vince Alice Volpi contro la tedesca Ebert: 15-13 che cela una grande rimonta per la senese sotto per 2-7. Qualità e orgoglio sono state le sue risorse. Questi due risultati sono il preludio del derby che ci priva della possibilità di avere due azzurre il più avanti possibile. Il derby vale la semifinale. Parte forte la Volpi con un parziale di 10 stoccate, la Errigo prova a rientrare in gara ma deve arrendersi al 15-7. Nulla da fare in semifinale contro la campionessa olimpica in carica, mentre nella finalina per il bronzo era riuscita a portarsi anche avanti nel punteggio ma viene recuperata e sorpassata da Larisa Korobeynikova e deve accontentarsi del quarto posto. Era dai Giochi di Seul 1988 che la squadra femminile italiana non rimaneva senza medaglia nella prova individuale.

Spada Maschile 

Nella spada maschile, ottimo l’esordio di Andrea Santarelli, che supera il russo Khodos per 15-10. Sconfitta invece per Enrico Garozzo contro il giapponese Kano (15-12) e stesso destino per Marco Fichera battuto dal kazako Kurbanov (15-7). Santarelli ripete la buona prestazione anche negli ottavi, battendo il francese Bardenet per 15-11 e conquistando l’accesso ai quarti di finale che chiude sul 15-13. In semifinale contro Siklosi il match è per lo più in equilibrio fino al sorpasso e il 15-10 finale che porta Santarelli alla sfida per il bronzo. L’avversario è l’ucraino Igor Reizlin: l’azzurro parte bene, ma poi nel finale cede sul 15-12 e si prende solo il quarto posto.

Il post gara: le dichiarazioni

Alice Volpi e Andrea Santarelli entrano in zona mista, dopoil quarto posto, a testa alta nonostante il rimpianto di una medaglia olimpica sfumata.

Ho sofferto forse troppo la tensione in mattinata, e sono arrivata sfinita agli assalti decisivi. Ma non è una scusa, non può né vuole esserlo. Ho buttato via un’occasione importante, una medaglia che meritavo. Questo, però, è lo sport”, l’analisi della fiorettista senese.

So che tanti amici hanno tifato per me fin dalla notte, sarei voluta salire su quel podio anche per loro. Mi dispiace non essere riuscita. Forse sentirò la delusione ancora per 24 ore, ma poi quando torneremo in pedana per la prova a squadre saremo sicuramente cariche. Avremo ancora più voglia di far bene, per noi e per l’onore del fioretto italiano”, la promessa di Alice Volpi.  

Andrea Santarelli le fa eco: “Non mi sento di dire d’aver tirato male, tantomeno di non aver combattuto. Evidentemente i miei avversari hanno avuto qualcosa in più. Pensare a quel podio senza di noi fa male, inutile girarci intorno, ma si ricomincia dalla gara a squadre”, le parole dello spadista umbro. Con il pensiero già rivolto alla prova per Nazioni di venerdì prossimo: “Siamo forti e competitivi, la squadra non è solo una somma di quattro individualità ma è anche coesione e in questo senso abbiamo un plus-valore. Perché in gare così l’Italia riesce ad unirsi e a dare sempre qualcosa in più”.

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