nascar 1996
Terry Labonte. By Darryl Moran - https://www.flickr.com/photos/[email protected]/4667375220/in/photolist-87rw3y-87oztR-87rzeJ-87rF3f, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=29121449

Bentornati a Once Upon a Time, la rubrica che rispolvera gli archivi delle corse made in USA. Oggi è martedì, ed è il turno della NASCAR: riviviamo la stagione 1996.

NASCAR 1996: preview

Sul fronte team e piloti, non ci sono molte novità rispetto alla stagione passata. Jeff Gordon, campione in carica, è il pilota di punta della Hendrick Motorsports, che conferma al suo fianco Terry Labonte e Ken Schrader. Anche il team di Richard Childress è all’insegna della continuità: Dale Earnhardt basta e avanza.

Rusty Wallace è alla caccia del quarto titolo, che gli sfugge di mano da troppo tempo. Rusty è al’unico pilota del Team Penske, dominatrice in IndyCar ma che ancora non mette le mani sulla Winston Cup. Robert Yates rimette Ernie Irvan sulla sua Ford numero 28, in quella che per il californiano è la prima stagione completa dopo il botto quasi mortale del 1994. Confermato anche Dale Jarrett, che sale sulle numero 88: per la prima volta nella sua storia, Yates è una formazione a due punte.

Continuità anche per il team di Jack Roush, che ha in Mark Martin il suo fido cavaliere. Si unisce alla squadra Jeff Burton, uno dei giovani più talentuosi della serie.

Tra i piloti in caccia di conferme, o di riscatto, troviamo Bill Elliott, Sterling Marlin e Jimmy Spencer. Per il veterano prosegue la sua seconda avventura da team owner di se stesso, dopo aver rotto l’anno scorso con Junior Johnson. Marlin rimane timoniere del Morgan-McLure Motorsports e punta a quel titolo che l’anno scorso gli è mancato per poco. “Mr Excitement”, infine, è reduce da una stagione negativa con il team di Travis Carter, e vuole rifarsi.

A proposito di Junior Johnson, l’ex pilota chiude definitivamente il suo team a causa della mancanza di budget. La struttura, fondata nel 1953, ha conquistato ben 6 titoli piloti, con talenti del calibro di Cale Yarborough, Bobby Allison, Neil Bonnett, Darrel Waltrip ed i già citati Bill Elliott e Terry Labonte. La vettura numero 11 viene rilevata da Brett Bodine, mentre la numero 27 andrà nelle mani del Blair Motorsports, di proprietà dell’avvocato David Blair.

Inizio di stagione

Alla Daytona 500, primo appuntamento della stagione, va in scena un nuovo atto del “Dale And Dale Show”. Earnhardt scatta dalla pole position, ed il suo primo rivale per la conquista della “Great American Race” è Jarrett. Il copione è lo stesso del 1993: Jarrett passa in testa a venti giri dalla fine, e poi blocca una manovra di Earnhardt all’ultima tornata. Per il Dale fordista è bis a Daytona.

La gara di Jeff Gordon dura appena 8 giri, quando Jeremy Mayfield lo manda a muro. Non va meglio la gara successiva di Rockingham, quando il motore lo molla sul più bello. Gli occhi dei tifosi sono però puntati sullo splendido duello tra Earnhardt e Bobby Hamilton, desideroso di ottenere il primo successo per Richard Petty. Tuttavia, al giro 343 una toccata di Intimidator manda in testacoda il numero 43, infrangendo i sogni di gloria. Earnhardt vince la corsa, ma il post-gara è all’insegna della polemica per una manovra ritenuta da molti scorretta.

Il doppio KO delle prime due corse non spegne la competitività di Gordon. Jeff vince tre delle successive quattro gare. A Richmond regola un Dale Jarrett in palla per visitare la Victory lane per la prima volta quest’anno.

Replica a Darlington, una delle piste più difficili del calendario, e poi a Bristol. La gara del Tennessee è particolarmente simbolica, perché ottenuta in uno scenario difficile. La gara è contraddistinta da varie interruzioni per la pioggia, con una lunga caution per l’incidente di Darrell Waltrip. Un ulteriore scroscio d’acqua porta la termine definitivo, dopo 343 disputati sui 500 previsti.

Terry Labonte si aggiudica il primo dei suoi due successi stagionali a North Wilkesboro. Con una livrea speciale, argentata per celebrare la partenza numero 513 (tante quante Richard Petty), il texano batte Jeff Gordon dopo un intenso duello. “Iceman” è terzo in campionato in questa fase, grazie ad una costanza quasi da metronomo.

Si rifà vivo anche Rusty Wallace, che conferma la sua fama di pilota da short track. L’alfiere Penske è infatti vincitore nello short track pi tosto di tutti, a Martinsville. Jeff Gordon è terzo. In questa gara, Terry Labonte disputa la sua 514esima gara in carriera, battendo il citato record di presenze.

Si entra nel vivo

A Talladega, nel primo dei suoi due appuntamenti stagionali, arrivano le emozioni forti. Bill Elliott si schianta al giro 77, fratturandosi il femore. Ancora più spaventoso è il big one del giro 130, ma paradossalmente avrà conseguenze meno traumatiche. Nonostante il gran volo sulle reti di protezione, Ricky Craven se la cava solamente con qualche contusione. In tutto questo caos la spunta Sterling Marlin, vero e proprio specialista dei superspeedway. Marlin deve però sudarsela, in quanto i pit stop in regime di bandiera verde lo costringono a tonnellate di sorpassi.

A Talladega ritorna la polemica. Durante le verifiche tecniche, la NASCAR impone al team di Ernie Irvan di collaudare la sua Ford Thunderbird sul banco a rulli, per verificare la potenza. Tuttavia, durante il test il direttore tecnico Gary Nelson manda accidentalmente il motore in fuori giri, distruggendolo. Nelson si becca gli insulti di Larry MacReynolds, capotecnico di Irvan. Il problema si ripete anche con Marlin, e altri team lamentano lo stesso inconveniente. Inoltre, pare che proprio un problema ad un motore abbia causato il caos del giro 130. Morale della favola: Gary Nelson è sulla graticola.

Smaltita la rabbia di Talladega, il circo della NASCAR 1996 approda a Sears Point, per il primo dei due round stagionali su di un circuito stradale. Rusty Wallace centra la seconda vittoria dell’anno ma il pilota del Missouri non ne giova più di tanto. Il numero 2 vince altre due volte (Pocono II e Michigan, a casa di Penske), ma non entra mai in lotta per il titolo. Il Team Penske, forza dominante in IndyCar, non riesce ancora a fare altrettanto in NASCAR.

Gordon centra due vittorie consecutive, Dover e Pocono I. Si porta a casa anche la Winston Select, la gara show che gli vale un bel pò di spiccioli, oltre che i galloni di favorito per la Coca Cola 600.

La lunga gara di Charlotte, però, vede Wonder Boy fare non meglio del quarto posto. Dale Jarrett si porta a casa una delle gare più ambite dell’anno, in una corsa selettiva che vede appena quattro vetture a pieni giri. Non manca la paura per il rookie Johnny Benson, che impatta violentemente in curva 2. Benson viene estratto dall’abitacolo in stato d’incoscienza, salvo poi risvegliarsi pochi secondi più tardi.

Dopo Pocono, Dale Earnhardt è leader del campionato con 52 punti di vantaggio su Terry Labonte. Jeff Gordon è ancora all’inseguimento, ma una serie di vittorie e ottimi piazzamenti lo stanno rimettendo in carreggiata. Tuttavia, la striscia s’interrompe bruscamente – di nuovo – in New Hampshire, quando il motore lo molla un’altra volta mentre è in testa. Ernie Irvan si vede servita la vittoria su un vassoio d’argento. E’ la fine di un incubo per il californiano, che solo due anni prima aveva sfiorato la morte.

La seconda gara di Talladega, il 28 luglio, segna le sorti della lotta iridata di Dale Earnhardt. Ritorna protagonista la pioggia, che taglia la distanza e rinvia lo start, ma è quello che avviene nel mezzo che ha ripercussioni sul campionato. Al giro 117, Sterling Marlin e Ernie Irvan vanno in collisione. La Chevrolet Monte Carlo numero 4 va a colpire Earnhardt, che vola in aria. Ribaltandosi, la numero 3 va a colpire il tetto di Robert Pressley, capottando e disintegrandosi più volte. Nel volo Dale riporta la frattura di una clavicola e dello sterno, cosa che lo obbligherà ad uno stop. Fine del campionato per lui.

La gara viene interrotta al giro 129 per l’avvento dell’oscurità. La vittoria va a Jeff Gordon.

Earnhardt prova a salvare la sua stagione a Indianapolis, teatro della Brickyard 400. Intimidator prende il via ma le fratture si fanno sentire troppo, ed il caldo estivo non lo aiuta. Approfittando di una caution, si fa sostituire da Mike Skinner, che porterà la Monte Carlo numero 3 ad un onorevolissimo 15esimo posto.

Johnny Benson vive la gara della sua vita, con una moltitudine di giri in testa. Tuttavia, una strategia infelice lo relega all’ottavo posto. Il finale di corsa è un duello in famiglia tra i due piloti del Robert Yates Racing. Ernie Irvan è al comando quando Dale Jarrett compie la mossa definitiva. Per Jarrett è la terza vittoria stagionale.

Jarrett vincerà ancora nella seconda di Michigan, portando il suo totale a quattro. Tuttavia, un infortunio e la superiorità delle Chevrolet impediranno al 39enne figlio d’arte di lottare pienamente per il titolo.

Jeff Gordon arriva a Indianapolis da leader del campionato, ponendo fine ad un lungo inseguimento. Tuttavia, nel corso della gara va a sbattere, terminando in anticipo la sua gara. E’ la storia della sua stagione: appena risale la china, succede qualcosa ed è tutto da rifare.

Earnhardt è ancora protagonista a Watkins Glen, secondo e ultimo appuntamento della NASCAR 1996 su uno stradale. Nonostante il dolore per le fratture, firma la pole, e stoicamente finisce sesto. Lui stesso definirà l’esperienza una delle più dolorose della sua vita. La gara sulla ex sede del GP degli USA di F1 è vinta da Geoff Bodine, originario proprio dello stato di New York. E’ l’ultima vittoria per il numero 7, noto per il suo legame con il compianto Alan Kulwicki.

Chi vince la NASCAR 1996?

Jeff Gordon non si da ancora per vinto. Nel mese di settembre centra tre vittorie consecutive: Dover, Martinsville e North Wilkesboro. Quest’ultima è particolarmente simbolica, perché rappresenta la fine di un’era. Dopo aver bruciato Earnhardt all’ultimo restart, Gordon taglia il traguardo per quello che è il suo decimo trionfo in questa NASCAR 1996. Il campionato ora gli sorride: è saldamente in testa, con un vantaggio di oltre 100 punti su Terry Labonte. Ma la sua gioia non durerà.

Nella gara successiva, la seconda di Charlotte, Gordon lamenta problemi di assetto e finisce 31esimo. Labonte vince e riaggancia il compagno di squadra in campionato. Il distacco tra i due pretendenti è di appena un punto: uno scarto infinitesimale per gli standard della NASCAR!

A Phoenix la situazione sembra ribaltarsi. Nelle libere Labonte sbatte e si frattura il polso sinistro. La sua partecipazione alla gara non è in discussione, tuttavia c’è il rischio che Gordon possa approfittarne per passare di nuovo al comando. Non sarà così. Infatti, in gara Terry stringe i denti e finisce terzo, con Jeff solo quinto.

La gara di Phoenix è storica perché è la prima vittoria di Richard Petty nelle vesti di team Owner. Bobby Hamilton si guadagna l’accesso in Victory Lane, dopo aver perso l’opportunità a Darlington per la famigerata “toccatina” di Earnhardt.

La gara finale di Atlanta assegna il titolo NASCAR del 1996. Jeff Gordon vive una specie di odissea: va sotto di due giri, recupera e finisce terzo. Tuttavia, non è sufficiente per compiere il sorpasso: a Terry Labonte basta il quinto posto per aggiudicarsi il titolo, per soli 34 punti.

Per il pilota di Corpus Christi è il secondo titolo in carriera, a 12 anni di distanza dal primo iride del 1984. La vittoria in gara di Bobby Labonte addolcisce ulteriormente il momento: i due fratelli si concedono una parata in una fresca giornata di novembre nello stato della Georgia.

La stagione NASCAR 1996 si conclude in maniera bizzarra. Il 23 novembre si disputa la Thunder Special 100, una gara spettacolo che si svolge in…Giappone! Il celeberrimo Suzuka Circuit ospita le gigantesche berline della Winston Cup, in uno dei molteplici (e a volte disperati) tentativi di espandere la serie a livello internazionale. Per la cronaca, la gara è vinta da Rusty Wallace.

Classifica campionato: https://www.racing-reference.info/yeardet/1996/W

Grazie per la cortese attenzione, alla prossima puntata!

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