Patto della Concordia, cosa comporta per la F1

Il Patto della Concordia è un accordo commerciale che regola la partecipazione e il trattamento economico delle scuderie che partecipano al campionato di Formula 1, organizzato dalla Formula One Group . Il primo storico patto fu firmato il 5 marzo 1981, mentre i successivi furono firmati nel 1987, 1992, 1997, 1998, 2009. L’attuale patto è stato firmato nel 2013 e scadrà a fine 2020.

Il nome deriva da Place de la Concorde a Parigi, dove vi è la sede della FIA.

Tutto nacque dalla cosiddetta “Guerra FISA-FOCA” che portò alla cancellazione di diverse gare, con il rischio di distruggere il futuro della Formula 1. Per questo motivo, da una riunione organizzata negli uffici della FIA di Parigi in Place de la Concorde il 19 gennaio 1981 uscì il primo “patto” che avrebbe regolato la F1 del futuro.

I termini del contratto sono da sempre in massima parte riservati, infatti si conoscono solo alcuni termini generali del testo.

Il Patto della Concordia 2020

L’attuale Patto della Concordia è in scadenza a fine 2020, e già da oltre un anno sono iniziate le trattative tra Liberty Media e i singoli Team.

Gli aspetti economici sono stati per lo più definiti, ad iniziare dai top team ed in cascata anche con le squadre minori.

Liberty Media, detentrice dei diritti commerciali della F1, vuole una distribuzione più omogenea dei ricavi secondo i nuovi termini. L’obiettivo è rendere più equo a livello di risultati e sostenibile a livello economico.

La firma dovrebbe avvenire il 12 agosto ma il caos nel paddock è evidente: la Mercedes infatti, nella persona di Toto Wolff, non è intenzionata a firmare definendosi “offesa e vittima”. Il nodo cruciale resta il bonus economico, dove la Ferrari prenderà il 38% dei proventi. La scuderia di Maranello dopo una lunghissima trattativa è riuscita a conservare il suo status privilegiato per la sua storia (è l’unico team sempre presente dal 1950). Cosa comporta? La rossa prende più soldi e conta più degli altri.

Quindi sia Liberty sia la Ferrari spingono per la firma del Patto che entrerebbe in vigore il primo gennaio 2021. Conviene anche ai piccoli e medi team che avrebbero tempo di preparare i piani finanziari in vista del budget-cap.

Una situazione che non piace alla Mercedes, che da 7 anni vince in pista, ed è decisa a prendersi anche il potere economico. Le prossime settimane saranno decisive per il futuro della Formula 1.

Leggi QUI il resoconto delle prove libere

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